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Esenzione dell'imposta di registro per chi acquista immobili alle aste giudiziarie

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Autore: Redazione

La novità contenuta nel decreto sul credito cooperativo ha lo scopo di dare una boccata d'ossigeno al mercato delle sofferenze, rivalutando gli immobili a garanzia di prestiti e mutui. Il governo ha infatti introdotto l'esenzione dell'imposta di registro del 9% per gli immobili acquistati all'asta entro il 31 dicembre di quest'anno, sostituita da una tassa piatta di 200 euro. Con un'unica condizione: che tali beni siano rivenduti entro 24 mesi.

Se una banca non riesce a recuperare il suo credito può chiedere al tribunale di mettere all'asta l'immobile a garanzia dello stesso. Ma spesso le aste giudiziarie vanno deserte, anche per gli oneri fiscali legati all'acquisto. La manovra ha lo scopo di rendere più facile l'acquisto sia da parte delle banche che delle persone fisiche, eliminando l'imposta di registro del 9%. In questo modo si evita che l'immobile subisca un'ulteriore svalutazione del prezzo.

L'agevolazione spetta per i beni acquistati entro il 31 dicembre 2016 e solo a patto che gli stessi vengano rivenduti nel corso dei due anni successivi. L'esecutivo valuterà l'impatto sulle vendite giudiziarie dei prossimi mesi prima di decidere se ampliare o meno il periodo, e reperire le eventuali risorse.