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Fiaip, nel 2015 mercato immobiliare in lieve ripresa: compravendite +7%

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Autore: Redazione

Il report immobiliare urbano 2015 del Centro Studi Fiaip accende i riflettori sugli indicatori del mercato immobiliare e parla di un anno che si è chiuso in positivo. Ad eccezione dei prezzi, che restano in territorio negativo, aumentano il numero di compravendite effettuate, si riducono i tempi di vendita e si restringe la forbice tra prezzo richiesto e offerto.

Nel dettaglio, le compravendite hanno registrato un aumento del 7%, mentre i prezzi sono risultati ancora in calo, con una diminuzione media di circa il 2,5%. In particolare, il calo dei prezzi spazia tra il -0,8% di Napoli al -14% di Genova, -10,38% di Roma, -10% di Torino, -7,89% di Bologna, -7,57% di Milano e -7,5% di Firenze, -4% di Cagliari, -3,3% di Palermo.

Il report ha evidenziato che nel 2015 il tempo medio di vendita è sceso da 9 a 7 mesi e gli sconti tra prezzo richiesto e prezzo di vendita si sono attestati a circa il 10%, rispetto al 15% del triennio precedente. Secondo quanto emerso, inoltre, il 52% delle compravendite avviene con il ricorso al sistema creditizio, con un netto aumento di richieste ed erogazioni rispetto al 2014.

Ma cosa attendersi nel futuro? Secondo la Fiaip il cosiddetto “risveglio del mattone” dovrebbe continuare anche nel 2016, soprattutto se il governo confermerà l’inversione di tendenza sul fisco.

La ripresa è stata così motivata dal vice presidente nazionale Fiaip e presidente del Centro Studi Fiaip, Mario Condò de Satriano: “Alla consolidata inversione del trend psicologico dovuto alla ritrovata disponibilità degli Istituti di credito all’erogazione di mutui alle famiglie, si è aggiunta nel 2015 la maggiore propensione dei proprietari venditori a rivedere al ribasso le richieste, gran parte di queste precedentemente rimaste a lungo ancorate ai valori del 2007, oggi assolutamente non più realizzabili. Inoltre i rendimenti nulli dei titoli di Stato e la crescente sfiducia sulle obbligazioni bancarie hanno pian piano orientato una parte di quella domanda che, nel corso della crisi, era rimasta sospesa”.

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