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Riqualificazione e mercato degli affitti più fluido, il punto di partenza per ripensare il patrimonio immobiliare

Gtres
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La società cambia e con essa deve cambiare anche il modo in cui considerare il patrimonio immobiliare. E’ necessario adeguarsi e avere un approccio nuovo, capace di rispondere alle esigenze odierne. Diventa importante, dunque, pensare a una riqualificazione dell’esistente e a un mercato degli affitti più fluido.

I fattori che ostacolano l’acquisto della casa

Parlando a idealista news, a margine del convegno “Verso la ‘Casa Taxi’? La domanda abitativa dei giovani” organizzato da Banca d’Italia e Sidief, Luigi Cannari, vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, ha spiegato: “Nel corso del tempo i giovani hanno sperimentato occupazioni sempre più frammentate, con periodi di permanenza nel mercato del lavoro meno continuativi rispetto al passato. Questo, certamente, rende meno facile riuscire ad avere finanziamenti per l’acquisto della casa o affrontare spese che comportano delle uscite permanenti. Il timore dei giovani, che talvolta ritengono di non poter affrontare la spesa per l’acquisto dell’abitazione, e quello dei finanziatori, che vedono un rischio maggiore nell’avere indietro i fondi che concedono, rendono più difficile l’acquisto di un immobile”.

Un mercato degli affitti più fluido

Cannari, che nel corso dell’evento ha illustrato il quadro economico, ha poi sottolineato: “Per di più crescono le esigenze di mobilità. Tali esigenze fanno sì che, a volte, avere una casa di proprietà possa essere un freno per la mobilità. Per questo è importante andare verso un mercato degli affitti che funzioni in maniera molto fluida”.

Aggiungendo: “E’ importante avere sia una riqualificazione del patrimonio immobiliare, che vada nella direzione di soddisfare le esigenze di una società che cambia, sia un mercato degli affitti più fluido, che consenta di soddisfare le esigenze di chi la casa non riesce o non vuole acquistarla per avere più mobilità”.

Cannari ha infine affermato: “Un mercato degli affitti più fluido, però, a sua volta richiede operatori che abbiano una scala dimensionale adeguata per gestire sia la trasformazione del patrimonio immobiliare esistente in un patrimonio più adatto alle esigenze dei giovani e della società, sia per assumersi i rischi che l’affitto comporta”.

Il quadro economico

Nell’illustrare il quadro economico, il vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, ha spiegato: “In Italia l’affitto è meno diffuso che in altri Paesi europei. Solo la Spagna è simile alla situazione italiana”.

Dall’analisi della situazione demografica è emerso che nel nostro Paese l’età media è elevata, la dimensione delle famiglie si è ridotta, molti giovani italiani restano all’interno della famiglia più che in altri Paesi, per il futuro si prevede un aumento degli anziani e una popolazione stabile, non ci sono previsioni di crescita forte della popolazione. Anzi. Si evidenzia una previsione della diminuzione della popolazione giovane e dell’aumento della popolazione anziana, per non parlare dell’aumento della popolazione straniera residente. 

Sul fronte della mobilità, in Italia nel 2014 ha interessato circa 1 milione e 313mila persone. Si tratta di spostamenti brevi, tendenzialmente dal Sud verso il Nord.

Per quanto riguarda il reddito, i risparmi e le condizioni lavorative, in questi oltre 30 anni le famiglie giovani si sono impoverite maggiormente rispetto alle altre fasce di età. Nel tempo, il percorso lavorativo dei giovani è diventato più frammentato, fatto che incide sulla capacità di affrontare spese come l’acquisto della casa. Si è registrata anche una maggiore difficoltà nell’accedere al mercato dei mutui.

Gli elementi sui quali si può intervenire sono l’adeguamento dei volumi/ristrutturazioni, le forme di finanziamento, la funzionalità del mercato degli affitti, l’adeguatezza della scala degli operatori.