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Quanto incide l'affitto sul reddito? L'analisi delle principali città

Autore: Redazione

La morosità è la prima causa dei provvedimenti di sfratto emessi in italia. Un segnale che evidenzia come spesso i redditi delle famiglie italiane, da lavoro o pensione, non siano sufficienti a pagare le spese per l'abitazione. Uno studio della Uil analizza l'incidenza dell'affitto della casa sui redditi degli italiani.

Lo studio parte dall'analisi dei canoni da locazione nelle otto principali città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna e Firenze. Partendo dai dati presenti nell'Osservatorio sul mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, la Uil ha analizzato l'incidenza del canone medio annuo del 2016 su tre diverse fonti di reddito (reddito da lavoro dipendente, da lavoro autonomo e da pensione).

I canoni da locazione medi nelle principali città

Considerando le locazioni a canone libero, su una media nazionale di un canone/anno di 7.264 euro, Milano detiene il primo posto con un costo di 9.828 euro annui, seguita da Roma con 9.600 euro, Firenze con 9.072 euro. Di conseguenza è Milano a detenere la maggiore percentuale di incidenza del canone sul reddito da pensione (58,2%), da lavoro dipendente (47,6%) e da reddito da lavoro autonomo (25,6%). A seguire, 7 troviamo Roma dove l’incidenza sulle principali fonti di reddito è del 56% sul reddito da pensione, del 46% sul reddito da lavoro dipendente e del 25,1% sul reddito da lavoro autonomo.

Agenzia delle Entrate
Agenzia delle Entrate

Rispetto alle locazioni a canone concordato, che vede a livello nazionale un canone medio annuo di 6.897 euro, Roma si posiziona al primo posto con 9.696 euro medi annui, seguita da Firenze con 8.256 euro e da Napoli con 7.608 euro. Sempre a Roma il primato per la maggiore incidenza del canone sul reddito da pensione (57,5%), da lavoro dipendente (47%) e da lavoro autonomo (25%).

In seconda posizione, per la più alta incidenza sulle principali fonti di reddito, troviamo Firenze che con un canone medio annuo di 8.256 euro registra un’incidenza del 48,9% sul reddito da pensione, del 40% sul reddito da lavoro dipendente e del 21,6% sul reddito da lavoro autonomo. 

Agenzia delle Entrate
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