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“La sfida per chi lavora nell’immobiliare? Innovarsi in servizi, competenze e fare rete”

Come tutte le professioni, anche quella dell’agente immobiliare si è trasformata negli anni. A idealista/news Santino Taverna, presidente nazionale Fimaa – Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, ha illustrato quali sono stati i cambiamenti, qual è il suo ruolo oggi e quali sono le sfide per il futuro.

Come è cambiato negli anni il lavoro dell’agente immobiliare?

La professione nel corso degli ultimi 10 anni è cambiata radicalmente. Un tempo la richiesta di immobili superava l’offerta e la potenziale clientela non era particolarmente esigente. Pertanto fare incontrare domanda e offerta era abbastanza semplice per perfezionare una compravendita. Oggi viviamo la fase inversa, il mercato immobiliare è completamente mutato con una offerta preponderante rispetto alla domanda, sempre più orientata verso immobili di qualità ed efficientati energeticamente.

Purtroppo, però, i postumi della crisi sono ancora evidenti. La chiusura di circa 100mila imprese del comparto e la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro impediscono tuttora di soddisfare la domanda di immobili di nuova costruzione e per quanto riguarda l’usato, l’elevato numero di immobili all’asta (determinato dai mutui non onorati), impedisce di fatto la stabilizzazione dei prezzi.

Servirebbero politiche adeguate al recupero dello stock immobiliare esistente (con minori oneri di urbanizzazione per le amministrazioni locali), anche se la stragrande maggioranza dei comuni hanno problemi di quadratura di bilancio. Risultato? Finalizzare oggi una compravendita immobiliare è decisamente più complesso che in passato. A questo va aggiunto un cambiamento culturale per gli operatori che hanno dovuto adeguarsi al nuovo corso del mercato. Chi ha saputo attivarsi in nuove tecnologie, servizi innovativi e ulteriore qualifica professionale è sopravvissuto. Per gli altri continua a permanere una fase di difficoltà.

Qual è il suo ruolo oggi?

Oggi l’agente immobiliare deve essere un consulente a 360 gradi, che deve porre al primo posto della propria attività la soddisfazione del potenziale cliente-consumatore: deve saper consigliare l’acquisto idoneo alle esigenze, finalizzando l’investimento per la migliore resa; deve saper riconoscere le aree di sviluppo futuro del tessuto urbano e suggerire alle imprese costruttrici le tipologie immobiliari maggiormente richieste dal mercato.

L’agente deve avere le competenze necessarie per la corretta valutazione dell’immobile. Un mestiere che richiede formazione, trasparenza, competenza e anche passione per chi oggi interagisce in un mercato sempre più complesso e competitivo. Una proiezione confermata anche dalla recente indagine Fimaa – Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia - sul “Ruolo dell’Agente immobiliare” in rapporto alle esigenze dei consumatori, commissionata alla Società di Studi Economici Nomisma.

L’avvento delle nuove tecnologie ha rivoluzionato il nostro modo di vivere. Qual è stato l’impatto nella professione?

Non si può affrontare un mercato nuovo senza adattarsi alle esigenze attuali. Per superare la crisi gli operatori immobiliari hanno modificato il proprio modus operandi, innovandosi in tecnologia, competenze e qualità dei servizi. L’ausilio delle nuove tecnologie, legate all’informazione e all’interazione tra gli agenti immobiliari, è indispensabile per raggiungere e soddisfare la clientela. Oggi l’attenzione verso la propria reputazione è un elemento fondamentale per evitare di essere estromessi dal mercato. La reputazione si alimenta anche attraverso il confronto tra operatori del settore, che favorisce lo scambio di idee ed opinioni.

I tablet, gli smartphone e i portali immobiliari sono oramai il core business degli agenti immobiliari. Internet è una finestra sul mondo ed è uno strumento di lavoro indispensabile per la gestione efficiente della propria attività lavorativa. Non sarà mai uno strumento in grado di sostituire l’operatore immobiliare, ma rimane comunque determinante e complementare per l’esercizio della professione. Nell’oceano d’informazioni che la Rete rende disponibile, il mediatore rimane il riferimento più autorevole a cui affidarsi, visto che l’eccesso di informazioni genera spesso caos decisionale amplificando la possibilità degli errori legati al fai da te.

Le due realtà possono convivere?

Bisogna sempre ricordare che dietro gli strumenti ci sono gli operatori: professionisti della mediazione che garantiscono terzietà, trasparenza e conoscenza del mercato. In un’epoca dove si tende alla disintermediazione, con portali che vorrebbero sostituirsi alla mediazione regolamentata dalla legge, la ricerca Fimaa-Nomisma ha confermato che nel settore immobiliare la centralità del ruolo dell’agente immobiliare resta cruciale nel favorire l’incontro tra domanda e offerta, anche nel mercato moderno. L’indagine ha dimostrato come l’utilità della funzione dell’agente immobiliare è evidente per l’84% di chi ne ha fatto ricorso con particolare riferimento alla possibilità di gestire in sicurezza la compravendita, per la maggior semplicità di valutare alternative disponibili sul mercato (35%) e di gestire al meglio la fase di negoziazione (32%), nonché di comprimere i tempi di finalizzazione della compravendita (29%).

Quali sono le sfide, oggi, di chi lavora nell’immobiliare?

Innovarsi in servizi (home staging, virtual tour, ecc…) e competenze e fare rete per collaborare con altri professionisti del settore rappresenta la sfida principale per ottenere un vantaggio a livello di sviluppo, crescita professionale e soddisfazione finale del cliente-consumatore. Ma le sfide per chi lavora nel settore immobiliare sono legate anche al contesto esterno, partendo dalla rigenerazione urbana fino al bisogno di riprogettare edifici o intere aree garantendo confort abitativo, risparmio e miglioramento della qualità di vita a vantaggio della collettività.