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Revoca donazione di una casa, cosa accade nell'ipotesi di un figlio

In quali casi è possibile la revoca della donazione di una casa al figlio
Quando è possibile la revoca della donazione di una casa al figlio / Gtres
Autore: Redazione

La revoca della donazione di una casa al figlio è possibile. Sono però necessarie delle specifiche condizioni. Vediamo quali.

In determinati casi è possibile annullare la donazione. Nello specifico, la revoca della donazione di una casa al figlio è possibile in seguito alla morte del donante, alla sopravvenienza di figli, a ingiuria grave o a ingratitudine del donatario.

Per effettuare la revoca della donazione di una casa è però necessario il ricorso al Tribunale. Ci deve quindi essere una causa tra donante e donatario e poi una sentenza.

Morte del donante – Di norma, la morte del donante non annulla la donazione. Ma se risulta che il donante ha ceduto al donatario una parte cospicua del proprio patrimonio privando gli altri eredi legittimari, questi ultimi potrebbero esercitare l'azione di lesione della legittima.

Ingratitudine – La donazione è nulla se il figlio è colpevole di ingratitudine, che si può verificare ad esempio con l’ingiuria grave. La revoca può essere richiesta in tribunale entro un anno dal quando il donante è venuto a conoscenza del fatto. La donazione può essere inoltre revocata se il donatario ha provocato un grave danno in cattiva fede al patrimonio del donante. Infine, è possibile la revoca della donazione se il beneficiario ha rifiutato indebitamente di corrispondere al donante gli alimenti

Sopravvivenza di figli – La donazione può poi essere annullata se il donante ha un nuovo figlio dopo la donazione. In tal caso, la revoca serve per non ledere le quote di legittima. Lo stesso vale se viene poi adottato un figlio minorenne; se viene scoperto un figlio avuto in precedenza; se viene concepito un figlio e al momento della donazione il donante non ne è a conoscenza.