Notizie su mercato immobiliare ed economia

La classifica delle città più vivibili al mondo col “new normal” post covid

Classifica città
Istanbul/Manchester/Vienna / Freepik
Autore: Redazione

Dopo la pandemia le città del mondo devono adattarsi a nuove modalità di vita: il cosiddetto “new normal” fatto di nuovi comportamenti e soprattutto di lavoro ibrido tra casa e ufficio. Ecco secondo Savills quali città al mondo saranno più vivibili secondo i nuovi criteri imposti dal covid.

Come sono cambiate le abitudini in città dopo il covid

La pandemia ha accelerato il cambiamento nel modo in cui noi tutti utilizziamo le città. L'aumento del lavoro a distanza ha permesso ai lavoratori di lasciare le città in cerca di più spazio, ma mentre entriamo in una "nuova normalità", alcuni lavoratori stanno iniziando a tornare. Le città più piccole, per gli standard globali, ne stanno beneficiando.

I dati sulla mobilità di Citymapper mostrano che i viaggi all'interno di Manchester e Vienna sono già tornati a oltre il 90% dei livelli pre-pandemia. Al contrario, i principali hub globali come New York, Hong Kong e Singapore hanno visto la mobilità tornare solo a circa il 60% dei livelli pre-pandemia.

Il Savills Hybrid Working Index esamina i fattori che possono influenzare il futuro equilibrio tra lavoro d'ufficio e lavoro da casa e rileva che luoghi con case più grandi, spostamenti più lunghi e velocità della banda larga più elevate come Los Angeles, Madrid e Londra potrebbero passare al lavoro ibrido più velocemente.

Di seguito la lista delle città che meglio si adatteranno al new normal, riportando gli spostamenti a livelli vicini a quelli pre pandemia. Istanbul detiene il primato insieme a Manchester e Vienna; nella fascia alta anche Lisbona e Barcellona, mentre Roma e Madrid vedranno gli spostamenti praticamente dimezzati. Meno di un terzo invece la mobilità di Milano.

Classifica città
Classifica città più vivibili / Savills

Dallo smart working al lavoro ibrido, il futuro delle città

Il lavoro ibrido è qui per rimanere in qualche modo, e questo non fa che aumentare l'importanza della casa, in particolare avere spazio extra per lavorare in modo efficiente. Tuttavia, anche l'ufficio non scomparirà, il che significa che i fattori di posizione contano ancora nella selezione del prodotto residenziale. I residenti apprezzeranno comunque lo spazio aggiuntivo, ma è probabile che vorranno anche essere a una distanza ragionevole dai centri città per i giorni in cui scelgono di lavorare in ufficio.

La corsa allo spazio e alla rivalutazione dell'equilibrio casa/vita arriva in un momento in cui i millennial più anziani compiono 40 anni e iniziano famiglie in numero maggiore, molti dei quali si spostano fuori città per la prima volta. Questa generazione, più abituata all'affitto e alla flessibilità che comporta, sta alimentando la domanda di case unifamiliari in affitto nelle periferie, in particolare in Nord America ed Europa.

Investimenti immobiliari nel mondo: il multifamily

L'attività storica degli investitori nel settore globale multifamiliare o costruito per affittare si è concentrata sui condomini, sebbene ora vi sia un aumento dell'attività anche per il prodotto unifamiliare. Sulla scia della crisi finanziaria globale, gli investitori istituzionali hanno iniziato ad acquistare stock immobiliari in difficoltà e a convertirli in proprietà in affitto sul mercato privato, in particolare negli Stati Uniti. C'è anche una tendenza emergente di case in affitto unifamiliari appositamente costruite sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Nell'agosto 2021, TPG Real Estate Partners e Gatehouse Bank hanno lanciato una joint venture BTR unifamiliare nel Regno Unito. Si concentrerà su case unifamiliari di nuova costruzione per l'affitto privato con la capacità di costruire un portafoglio di investimenti con un valore totale superiore a 500 milioni di sterline.