Il caro energia, l’inflazione galoppante, l’aumento dei tassi di interesse, l’attuazione delle riforme previste dal Pnrr, la legge di Bilancio. È un contesto difficile quello in cui il nuovo governo si troverà a muoversi e ad operare, molti sono gli interventi necessari e numerose sono le richieste. Ad avanzarle anche il settore immobiliare in Italia, uno dei punti di forza della nostra economia. Quella che si apre oggi, lunedì 10 ottobre, è una settimana importante per l'avvio della XIX legislatura. In attesa dell’appuntamento di giovedì 13 ottobre, quando il Parlamento si riunirà per la prima seduta dando il via ai lavori che porteranno alla nascita del nuovo esecutivo, vediamo quali sono le priorità e le misure auspicate.
Fimaa: fiscalità immobiliare, comparto turistico, incentivi sulla casa
A idealista/news, il presidente nazionale Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, Santino Taverna, ha spiegato: “In un contesto economico caratterizzato dall’aumento dell’inflazione, dei costi dell’energia e dei tassi di interesse dei mutui e dei finanziamenti, nessun comparto può ritenersi al riparo. C’è da dire però che storicamente il mattone, nelle fasi di incertezza economica, si è sempre consolidato rispetto ad altri asset. Questo di certo non è il momento ideale per mantenere in banca una forte liquidità che sarebbe a rischio di erosione o di investire in prodotti esposti al ‘rischio volatilità’. Investire nel mattone costituisce tuttora il miglior modo per salvaguardare i propri risparmi, dato che l’acquisto immobiliare si è sempre rivelato il miglior investimento anche nei periodi di impennata inflazionistica. Il nuovo governo dovrà avere piena consapevolezza che il settore immobiliare è un volano fondamentale per la crescita economica del Paese”.
Taverna ha quindi aggiunto: “Le incertezze sulle forniture di energia e di materie prime e il conseguente rialzo dei loro costi, a causa del conflitto russo-ucraino, determinano la necessità di interventi eccezionali pianificati in accordo con l’Unione Europea. L'emergenza energetica richiede coesione tra i Paesi Ue per un intervento unitario, fissando un tetto al prezzo del gas, senza demandare ai singoli Stati l’onere di risolvere autonomamente il problema. I recenti provvedimenti adottati dal governo italiano in ambito energetico hanno permesso di tamponare l’emergenza, ma non sono ancora sufficienti per calmierare in modo adeguato gli aumenti di luce e gas”.
Il presidente nazionale Fimaa ha poi sottolineato: “Dal nuovo governo ci aspettiamo uno sforzo maggiore per proteggere imprese, famiglie, e salvaguardare i posti di lavoro, dagli effetti dannosi del caro-energia. Il nuovo governo, inoltre, dovrà rivedere anche le problematiche legate alla fiscalità immobiliare e al potenziamento del comparto turistico, voce altrettanto determinante per il Pil del Paese. Inoltre, occorre ridurre i tributi e le tariffe locali, come Imu e Tari, incentivare la locazione degli immobili sfitti, per una rigenerazione sociale ed urbana delle aree maggiormente colpite dalla crisi, e rivedere al ribasso l’imposizione locale sugli immobili strumentali inutilizzati. Occorre prorogare gli incentivi sulla casa, come quello sul superbonus, rendendoli maggiormente fruibili. Occorre reintrodurre lo strumento della cedolare secca al 21% per le locazioni commerciali, creando benefici sia per i locatori che per i conduttori. Sulla riforma del catasto, avviata dal governo Draghi, ribadiamo che devono assolutamente essere scongiurati interventi che comportino l’incremento della già elevata tassazione immobiliare. Nel merito del turismo, oltre ad un Osservatorio collegato al Ministero del Turismo, che coinvolga le associazioni di categoria e gli operatori del settore, è opportuna una regolamentazione delle locazioni brevi, evitando disparità di normative tra le varie Regioni per poter perseguire un sano e libero mercato”.
In conclusione, Taverna ha affermato: “Entrando nello specifico dei temi che coinvolgono la categoria, si dovrà ragionare anche sulla recente riforma del Ddl Concorrenza 2021 relativa alle compatibilità tra agenti immobiliari ed altre attività. Senza una linea di demarcazione chiara tra il comparto immobiliare e quello del credito i rischi di una concorrenza sleale si accentuano non certo a favore degli operatori immobiliari né tantomeno a beneficio dei consumatori. Come Fimaa continueremo a dialogare con i Ministeri e le istituzioni competenti anche nell’ambito della disciplina di accesso alla professione del mediatore immobiliare. L’obiettivo è quello di alzare ulteriormente l’asticella della professionalità, per offrire servizi sempre più qualificati in risposta alle nuove dinamiche innescate dall’attuale mercato e nel rispetto delle esigenze dei consumatori”.
Confedilizia: tassazione patrimoniale, affitti commerciali, riqualificazione del patrimonio edilizio
Contattata da idealista/news, Confedilizia ha portato all’attenzione quelle che ritiene essere le cinque priorità dell’immobiliare.
Superare la tassazione patrimoniale – Secondo Confedilizia, è necessario ridurre l’Imu. In particolare, “in prospettiva, si considera opportuno superare il sistema di fiscalità locale fondato sull’Imu e su altre imposte locali e introdurre un tributo collegato ai servizi apprestati dai Comuni, commisurato al beneficio apportato da tali servizi ai singoli immobili. Il nuovo tributo dovrebbe avere un carattere di corrispettività e dovrebbe essere a carico dei residenti (proprietari e conduttori), ma anche dei non residenti e, comunque, dei soggetti che occupino l’immobile in via transitoria in relazione ad attività, lavorative o di diversa natura, svolte nei Comuni”.
Rilanciare gli affitti commerciali – Per quanto riguarda gli affitti commerciali, si suggerisce l’introduzione “di un regime di imposizione del reddito da locazione sostitutivo dell’Irpef, in analogia con quanto in essere dal 2011 per le locazioni residenziali. Contestualmente, appare indispensabile la cancellazione della regola che impone di sottoporre a Irpef persino i canoni non percepiti”.
Riqualificare il patrimonio edilizio – Per Confedilizia è necessario poi riorganizzare la normativa volta alla cura e alla manutenzione del patrimonio edilizio italiano, il tutto con l’obiettivo di “impostare un sistema stabile ed equilibrato di sostegno agli interventi finalizzati a riqualificare il nostro patrimonio immobiliare, anche in vista dell’approvazione della nuova direttiva Ue sul rendimento energetico nell’edilizia”. Per quanto riguarda i molti immobili non utilizzati, servono, secondo l’Organizzazione dei proprietari di casa, adeguate politiche di incentivazione. Confedilizia propone, per le abitazioni, “di varare un regime fiscale di estremo favore – che potrebbe consistere nell’esclusione dalle imposte sui redditi e dall’Imu per un quinquennio, oltre che dall’imposta di registro in fase di acquisto – per i soggetti, persone fisiche e imprese, che provvedano a riqualificare gli immobili in questione e a destinarli alla locazione”.
Sviluppare il turismo con la proprietà diffusa – Secondo Confedilizia, è necessario “favorire lo sviluppo – accanto ai modi più tradizionali di ricettività turistica – di forme di ospitalità che si stanno affermando in risposta a specifiche esigenze che si sono presentate, a partire da quelle (come, ad esempio, le locazioni brevi) che vedono protagonista la proprietà immobiliare diffusa, anche attraverso il nostro esteso patrimonio di interesse storico-artistico”.
Tutelare l’affitto – Un’altra richiesta riguarda la tutela dei proprietari che concedono in locazione i propri immobili. A tal proposito, secondo Confedilizia, “alcune modifiche legislative – come, ad esempio, l’affidamento delle esecuzioni anche a soggetti diversi dagli ufficiali giudiziari e la possibilità di avvalersi dell’assistenza delle guardie giurate – potrebbero agevolare il raggiungimento dell’obiettivo, con effetti benefici in termini di allargamento dell’offerta abitativa”.






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