Si può intestare una casa a un minore? Serve apposita autorizzazione

Per intestare casa al minore, con acquisto o donazione da parte dei genitori, è necessaria l'autorizzazione del giudice tutelare.
Intestare casa a un minore
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Trasferire una proprietà a un giovane familiare può rappresentare un’opzione interessante, sia per garantire una stabilità futura che per tutelare il patrimonio immobiliare. Ma si può intestare una casa a un minore? L’operazione è possibile, tuttavia è necessaria l'autorizzazione del giudice tutelare. È infatti indispensabile verificare che l’atto sia concretamente vantaggioso per il minorenne, considerando aspetti come il contesto familiare, il prezzo dell’immobile e gli eventuali oneri. In ogni caso, sono i genitori ad agire per conto del figlio in qualità di rappresentanti legali: dopo l’acquisto dell’immobile, spesso si procede con donazione diretta o indiretta o, ancora, con l’usufrutto.

Come intestare un immobile a un minore

Sono sempre più i genitori che valutano la possibilità di trasferire la proprietà di un immobile ai figli, ad esempio per garantire loro una rendita futura o, ancora, un investimento conveniente. Ma quando si può intestare casa a un figlio minore?

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Per quanto i minori abbiano capacità giuridica, l’articolo 2 del Codice Civile non ne riconosce quella di agire autonomamente fino al compimento dei diciott'anni. Per questa ragione, i genitori esercitano la responsabilità genitoriale e rappresentano i figli in tutti gli atti che incidono sul patrimonio, ai sensi dell’articolo 320 del Codice Civile. 

L’acquisto o la donazione di un immobile rientrano però tra gli atti di straordinaria amministrazione e, per questa ragione, necessitano di una preventiva autorizzazione da parte del giudice tutelare, sempre in base all’articolo 320 del Codice Civile. Si rende infatti necessario:

  • verificare l’effettiva utilità per il minore;
  • escludere rischi sproporzionati per il minore stesso.

Di conseguenza, affinché l’intestazione dell’immobile sia possibile, i genitori devono:

  • presentare un ricorso al giudice tutelare del tribunale del luogo di residenza del minore, corredato da una redazione dettagliata sull’immobile, sul prezzo e sui benefici attesi;
  • attendere la valutazione da parte del giudice sull’effettivo interesse del minore, con anche la possibilità venga nominato un curatore speciale in caso di potenziali conflitti con i genitori;
  • ottenere l’apposito decreto autorizzativo, necessario per la stipula del rogito davanti al notaio. L’atto non autorizzato può essere impugnato dal minore entro cinque anni dal raggiungimento della maggiore età.
Documenti per intestare casa al minore
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Ma ricevuto il decreto autorizzativo, si può intestare una prima casa a un minore? Non vi sono particolari limiti tra prime e seconde case: per beneficiare delle eventuali agevolazioni fiscali, è però necessario rispettare i requisiti di legge, come la non proprietà di altri immobili nello stesso Comune e il trasferimento della residenza entro 18 mesi.

Allo stesso modo, si può intestare casa a un nipote minore: i nonni possono donare come terzi, mentre i genitori - o il tutore, ai sensi dell’articolo 348 del Codice Civile - dovranno ottenere l’autorizzazione del giudice tutelare per accettare l’atto di donazione al nipote, in nome del minore. In caso di controversie o conflitto di interessi, servirà nominare un curatore speciale dei suoi interessi.

Intestare una casa a un minore senza mutuo

Il caso certamente più frequente è quello dei genitori che optano per l’acquisto di un immobile, tramite fondi già a propria disposizione, per poi cederlo al figlio. Ma si può intestare una casa a un minore senza mutuo?

In linea generale, si tratta di un’opzione abbastanza semplice, perché non intervengono garanzie reali o indebitamenti, che potrebbero gravare sulle spalle del figlio. Ottenuta l’autorizzazione da parte del giudice tutelare, si potrà procedere con una:

  • donazione diretta, cioè un trasferimento formale della proprietà precedentemente intestata ai genitori;
  • donazione indiretta, ovvero con l’intestazione immediata al figlio al momento dell’acquisto con i fondi dei genitori. 

È però utile che i genitori valutino con attenzione che l’atto non pregiudichi l’equilibrio successorio con altri figli legittimari, al fine di evitare future azioni di collazione o riduzione.

L’intestazione al minore in presenza di un finanziamento

L’eventuale presenza di un finanziamento immobiliare può complicare l’operazione di trasferimento della proprietà al minore, sia perché le banche richiedono la maggiore età del mutuatario, sia perché l’atto potrebbe determinare dei rischi proporzionali.

In generale, si può intestare una casa a un minore con un mutuo solo se i genitori restano i titolari del il finanziamento, sempre dopo aver ottenuto il via libera dal giudice tutelare, il quale valuterà con attenzione l’entità del debito, la capacità di rimborso da parte della famiglia e l’assenza di squilibri dovuti all’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile intestato al figlio.

È bene ricordare che i genitori non potranno usufruire della detrazione degli interessi passivi del mutuo, e altre agevolazioni applicabili, perché non risultano contemporaneamente sia intestatari del finanziamento che dell’immobile.

Tra usufrutto e donazione di immobili al minore

Molto spesso accade che i genitori, anziché optare per il trasferimento immediato dell’intera proprietà, si riservino dei diritti di godimento sull’immobile. Ma si può intestare casa a un minore con usufrutto?

Donazione della casa al minore
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In una simile situazione, il minore acquisisce la nuda proprietà, mentre i genitori mantengono il diritto di vivere nell’immobile per tutta la loro esistenza, in base a quanto previsto dall’articolo 978 del Codice Civile. Solo al termine dell’usufrutto, e quindi alla scomparsa dei genitori, il figlio acquisisce la piena proprietà dell’immobile.

Anche in questo caso, il trasferimento effettivo della nuda proprietà avviene solitamente per donazione della casa ai figli, nei limiti previsti dall’articolo 769 del Codice Civile. Servirà perciò sempre l’autorizzazione del giudice tutelare, anche perché la donazione rientra nel computo della legittima e può essere soggetta a collazione, in base all’articolo 556 e seguenti del Codice Civile. Rimangono comunque sempre validi:

  • la franchigia di un milione di euro sulle donazioni a favore di figli e nipoti, come previsto dalla Legge 383/2001;
  • la necessità di pari trattamento tra fratelli, per evitare impugnazioni future, in base alla legittima regolata dall’articolo 557 del Codice Civile.

Quanti anni deve avere un bambino per intestargli una casa?

È inoltre utile sapere che non esiste un’età minima di legge, per poter intestare un immobile a un minore: l’operazione è possibile fin dalla nascita, purché vi sia l’autorizzazione da parte del giudice tutelare. Bisogna però ricordare che:

  • fino ai 18 anni, i genitori rappresentano il minore, perché resta incapace ai sensi dell’articolo 2 del Codice Civile;
  • dopo i 18 anni, il figlio può gestire autonomamente il bene, ma conserva il diritto di impugnare gli atti compiuti senza autorizzazione entro cinque anni dalla maggiore età, in base a quanto previsto dall’articolo 1442 del Codice Civile.

Minorenne o maggiorenne: a chi è meglio intestare la casa?

Quando si pensa di intestare casa a un figlio, un dubbio frequente fra i genitori riguarda la possibilità di attendere la maggiore età. Ma come orientarsi?

Intestare casa ai figli maggiorenni
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La scelta dipende dagli obiettivi familiari. In linea generale, conviene intestare la casa ai figli minorenni quando si mira a una tutela patrimoniale anticipata: il bene rimane più protetto dai creditori dei genitori e si può procedere a una pianificazione successoria precoce. Tuttavia, la necessità di autorizzazioni giudiziali rende il processo più complesso rispetto ai maggiorenni. Semplificando:

  • l’intestazione al minorenne garantisce una maggiore tutela del patrimonio immobiliare familiare, in particolare rispetto ai creditori dei genitori, ma richiede procedure e costi più elevati;
  • l’intestazione al maggiorenne è più semplice e flessibile, perché soggetta a meno vincoli burocratici, ma anche meno tutelata da rischi esterni, come appunto quelli connessi all’indebitamento.

Quanto costa intestare una casa a un minore?

Infine, è utile valutare anche i costi dell’intestazione di una casa a un minore. Ipotizzando si proceda per donazione diretta o indiretta, le voci di spesa principali sono:

  • l’imposta di donazione, al 4% oltre la franchigia di milione di euro per figlio o nipote, in base alla Legge 383/2001;
  • l’imposta di registro, in misura fissa a 200 euro;
  • le imposte ipotecaria e catastale, sempre fissa di 200 euro ciascuna per la prima casa, oppure rispettivamente al 2 e all’1% sul valore dell’immobile;
  • eventuali oneri notarili e spese di ricorso al giudice tutelare.

Bisognerà poi prendere in considerazione anche altre imposte, come l’IMU per intestare casa ai figli minorenni: sulla prima casa non è dovuta, altrimenti è a carico del proprietario - o dell’usufruttuario, fino alla maggiore età - in base anche alle aliquote definite a livello comunale. 

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