Il rispetto della tollerabilità dei fumi e degli odori è la condizione essenziale per avviare una friggitoria in condominio, sempre che il regolamento non lo vieti espressamente. Per non disturbare i vicini devono essere installate delle canne fumarie adeguate: in caso contrario può essere vietata e può costituire, addirittura, un reato. L’attività è ammessa quando il regolamento condominiale non si esprime sull’argomento e, soprattutto, se non arreca disturbo ai vicini.
Puzza di fritto condominio
La puzza di fritto persistente in un condominio è soggetta alle norme sulle immissioni - nello specifico l’articolo 844 del Codice Civile - che, nei casi più gravi, può arrivare ad integrare dei profili penali. La normativa in vigore prevede che il vicino non possa impedire l’emissione di odori o fumi nel caso in cui questi non superino la normale tollerabilità: siamo davanti ad un limite non fisso, che viene valutato dal giudice, basandosi sulle condizioni del luogo e sulle abitudini locali.
Gli odori di cucina particolarmente intensi e frequenti - almeno secondo l’orientamento della Corte di Cassazione - possono costituire il reato di getto pericoloso di cose, previsto dall’articolo 674 del Codice Penale. Questa situazione si viene a realizzare nel momento in cui le esalazioni hanno una portata tale da rendere l’ambiente intollerabile e creare disturbo alle persone che lo frequentano.
Quali sono i divieti in un condominio
All’interno di un condominio l'immissione di fumi e odori di friggitorie - indipendentemente che siano private o commerciali - sono sottoposti ad una serie di norme civili, penali e a dei regolamenti locali.
Limite della normale tollerabilità
L’articolo 844 del Codice Civile stabilisce che è possibile impedire l'immissione di fumi o odori solo se superano la normale tollerabilità. Quando si deve analizzare il comportamento di friggitorie o di cucine intense il limite viene valutato da un giudice, che prende in considerazione:
- l’intensità e la frequenza delle esalazioni;
- la zona, che può essere residenziale o mista commerciale;
- se sono state rispettate le norme tecniche sulle canne fumarie.
Canne fumarie e scarichi
Quando vengono installati dei condotti per fumi è necessario rispettare alcuni vincoli ben precisi per non arrecare disturbo agli altri condomini (e, soprattutto, per non ledere i loro diritti):
- altezza: per garantire la corretta dispersione dei fumi la canna fumaria deve superare di almeno un metro il colmo del tetto;
- distanza: deve essere collocata ad almeno 3 metri da balconi o finestre altrui e ad una distanza di almeno 75 centimetri dagli sporti dei balconi sulla facciata;
- obbligo di captazione: le friggitorie e i ristoranti - in altre parole tutte le attività commerciali - devono convogliare i vapori e i fumi verso l’esterno utilizzando delle canne fumarie dedicate. Eventuali cappe a carboni attivi senza scarico sono ammesse solo in casi eccezionali e dopo aver ottenuto il parere favorevole dell'Asl.
Divieti nel regolamento condominiale
È facoltà del regolamento condominiale imporre dei limiti più severi rispetto a quelli previsti dalla legge. Può, infatti, arrivare a vietare:
- l’apertura di attività commerciali che producono degli odori sgradevoli o sono rumorose;
- l’installazione di canne fumarie sulla facciata principale per tutelare il decoro architettonico;
- l’uso di particolari sistemi di cottura o combustibili all’interno delle unità immobiliari private.
Come fare un esposto all’Asl per una canna fumaria
Quando una pizzeria o una friggitoria hanno una canna fumaria non a norma è possibile presentare un esposto all’Asl: è necessario inviare una comunicazione scritta - anche tramite Pec - all’Ufficio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl competente, nella quale devono essere indicati i problemi riscontrati che compromettono la salute pubblica o violano i regolamenti locali.
Nella comunicazione è necessario descrivere con precisione le problematiche riscontrate e allegare le prove che lo attestino. L’Asl interviene quando ci sono dei rischi sanitari collettivi, non per dipanare delle controversie condominiali.
Come muoversi nel dettaglio
Il primo passo è quello di raccogliere le prove: foto, video, registrazioni delle immissioni e tutta la documentazione che attesti gli interventi non risolutivi.
Successivamente è necessario:
- identificare l’Asl territorialmente competente per inviare l’esposto;
- preparare l'esposto nel quale deve essere descritto chiaramente il problema e indicato l’indirizzo della pizzeria o della friggitoria e la propria posizione. È importante indicare quale normativa è stata violata e deve essere chiesto un intervento per accertare la conformità dell’impianto e la sua corretta manutenzione;
- si invia l’esposto, possibilmente tramite Pec, in modo da avere prova della ricezione.
Le conseguenze
Nel caso in cui i fumi siano molti è possibile denunciare il titolare dell’esercizio commerciale ai sensi dell’articolo 674 del Codice Penale: rischia un'ammenda e in certi casi l’arresto.
È possibile, inoltre, aprire un contenzioso civile: per farlo è necessario rivolgersi ad un legale per chiedere i danni nel caso in cui le immissioni dovessero superare la normale tollerabilità.
Sentenza cassazione odori molesti
La Corte di Cassazione ha sottolineato che il reato previsto dall’articolo 674 del Codice Penale si viene a configurare non solo per il getto fisico di oggetti, ma anche quando vengono emessi gas, fumi o vapori che molestano le persone
I giudici della Suprema Corte hanno messo in evidenza che:
- le autorizzazioni sono irrilevanti: in una recente sentenza (29 ottobre 2025) è stato confermato che il reato sussiste anche quando l’impianto è in possesso delle regolari autorizzazioni amministrative. È necessario, ovviamente, che le esalazioni creino delle molestie effettive;
- criterio della normale tollerabilità: quando dovessero mancare dei limiti tecnici prestabiliti dalla legge per gli odori, il giudice deve riferirsi al criterio della normale tollerabilità previsto dall'articolo 844 del Codice Civile.
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