Il mercato immobiliare residenziale italiano consolida la fase di recupero. Nei primi nove mesi del 2025 le compravendite di abitazioni hanno raggiunto quota 548.287, registrando un incremento del +9,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. È quanto emerge dall’analisi del Centro Studi Abitare Co., basata sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
La crescita, diffusa ma non omogenea, coinvolge 83 capoluoghi di provincia su 96 monitorati, delineando un mercato sempre più dinamico anche al di fuori delle grandi città, con performance particolarmente brillanti nei centri di dimensioni medio-piccole.
Il boom dei capoluoghi minori
A guidare la classifica delle variazioni percentuali sono realtà lontane dai grandi poli metropolitani. Frosinone si colloca al primo posto con un balzo del +45,1% (322 compravendite), seguita da Sondrio (+34,6%) e Belluno (+34,4%). Crescite superiori al 25% si registrano anche a Grosseto (+29,3%), Catanzaro (+26,5%), Campobasso (+25,7%) e Siena (+25,6%).
Il dato conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni: l’interesse degli acquirenti si sta progressivamente spostando verso mercati più accessibili, dove i prezzi risultano meno compressi e il rapporto tra qualità dell’abitare e costo dell’investimento appare più favorevole.
Le città in calo: poche ma significative
I capoluoghi in territorio negativo sono soltanto 13, ma concentrano segnali di maggiore fragilità. I cali più marcati si registrano a Enna (-12,9%), Isernia (-10,2%), Aosta (-10,1%) e Crotone (-6,7%). In questi mercati pesano fattori strutturali come la debolezza demografica, la ridotta capacità attrattiva e una domanda ancora fortemente condizionata dal reddito disponibile.
Città metropolitane: Torino, Palermo e Milano trainano
Nel perimetro delle otto città metropolitane il quadro è complessivamente positivo. Torino guida con un incremento del +10% (11.586 transazioni), seguita da Palermo (+9,1%, 5.141 compravendite) e Milano (+8,4%, 17.658 compravendite).
Anche Roma conferma il trend espansivo con 26.694 transazioni e una crescita del +6,8%, mentre segnali positivi arrivano da Genova (+6,2%), Bologna (+4,4%) e Napoli (+3,6%). L’unica eccezione è Firenze, che registra una flessione del -2,2%, distinguendosi come caso isolato tra le grandi aree urbane.
Regioni: Umbria, Toscana e Friuli-Venezia Giulia in testa
A livello territoriale, la crescita è particolarmente intensa in alcune regioni del Centro-Nord. L’Umbria conquista il primo posto con un +15,5% (8.110 compravendite), seguita da Toscana (+14,1%, 37.111 transazioni) e Friuli-Venezia Giulia (+14%).
Performance a doppia cifra anche per Lazio (+12,7%), Emilia-Romagna (+12,6%), Marche (+11,5%), Calabria (+11,4%), Piemonte e Veneto (entrambe +11,3%). La Lombardia, pur crescendo “solo” del +10,1%, si conferma la prima regione per volumi assoluti con oltre 115 mila compravendite nei primi nove mesi dell’anno.
Un mercato più diffuso e meno concentrato
L’analisi evidenzia un mercato residenziale che nel 2025 cresce in modo più equilibrato rispetto al passato, con una minore concentrazione delle transazioni nelle grandi città e una progressiva valorizzazione dei mercati secondari. Un segnale che riflette l’evoluzione delle esigenze abitative, l’impatto del lavoro ibrido e una maggiore attenzione alla sostenibilità economica dell’investimento immobiliare.
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