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Lagarde
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La Bce ha confermato, nella riunione del 5 febbraio, i tassi di interesse già in essere, per la quinta volta consecutiva. In particolare il tasso sui depositi resta al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Come influisce questo sull’andamento dei tassi dei mutui casa? La conseguenza più immediata è quella di un rialzo nei costi del tasso fisso, che potrebbe escludere varie famiglie dall'accesso all'acquisto di un immobile. Il commento di idealista/mutui.

La Bce lascia i tassi invariati, ecco perché

Nella nota della Bce a corredo della decisione di lasciare invariati i tassi di interesse si legge che “Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. La sua valutazione aggiornata conferma nuovamente che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine. L’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita. Al tempo stesso, le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale.

Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Mutui e tassi Bce, il commento di idealista/mutui

“La BCE mantiene la propria linea di politica monetaria, - afferma Fabio Femiani, responsabile di idealista/mutui per l’Italia, a commento della decisione della Bce sui tassi di interesse. - Il quadro macroeconomico non ha mostrato cambiamenti significativi rispetto all’ultima riunione: l’inflazione resta sotto controllo, mentre la crescita dell’economia europea continua a essere frenata dalle difficoltà di Germania e Francia, in un contesto di forte incertezza globale legata all’andamento dei dazi e alle tensioni geopolitiche”.

Quali movimenti nei tassi dei mutui si osservano al momento? “In Italia, l’Euribor riflette la fase di stabilità, - spiega Femiani, - con variazioni pressocché inesistenti, mentre si è osservato un rialzo dei tassi a lungo termine nelle ultime settimane. Questo andamento si è già tradotto in un inasprimento delle condizioni sui mutui a tasso fisso, con aumenti generalizzati dei tassi applicati dalle banche con particolare riferimento ai finanziamenti per l’acquisto di immobili a bassa efficienza energetica”.

Cosa implica questo per il mercato dei mutui? “Per il momento si tratta di rialzi ancora sostenibili, ma che comportano comunque un maggiore costo complessivo degli interessi. In alcuni casi, ciò potrebbe escludere dal mercato le famiglie con una capacità di spesa più limitata, costringendole a ridimensionare il budget di acquisto. Il tutto in un mercato immobiliare caratterizzato da prezzi in crescita, che rende la sfida dell’accesso alla casa sempre più rilevante”.

Tassi invariati, il parere degli operatori del settore

"La BCE rimarrà in modalità pilota automatico nel prossimo futuro, - è il parere di Simon Dangoor di Goldman Sachs Asset Management, - poiché le recenti turbolenze non sembrano in grado di spingere il Consiglio direttivo a modificare il proprio corso. La pressione accomodante derivante dalla rinnovata possibilità di dazi doganali sulla scia dell'incertezza geopolitica e della forza dell'euro è controbilanciata dalla crescita resiliente e dall'aumento dei prezzi delle commodity, che lasciano pochi incentivi ad agire. Sebbene prevediamo che Lagarde continuerà a sottolineare i rischi su entrambi i fronti, l’orientamento complessivo rimane propenso a un ulteriore allentamento, dato il quadro inflazionistico favorevole, soprattutto nella prima metà dell’anno".

"La Bce è in fase di stallo, ma la prossima mossa sarà probabilmente un taglio, contrariamente a quanto previsto dal mercato (un aumento di 25 punti base alla fine del 2027)". E' questo il parere di Neil Mehta, Portfolio Manager, RBC BlueBay. "È comprensibile che, dopo l'impennata dell'inflazione indotta dallo shock dell'offerta nel 2022, molti policymaker siano ossessionati riguardo a un possibile ripetersi dello scenario. Tuttavia, la crescita è poco incoraggiante (ad esempio, l'ultimo PMI è appena sopra 50), la domanda di credito è modesta e l'Europa si trova in un momento geopolitico critico. Riteniamo che l'inflazione complessiva sarà inferiore al 2% nel primo semestre del 2026, consentendo ai membri più accomodanti della Bce di farsi sentire maggiormente nei prossimi mesi".

Di segno opposto la previsione di Irene Lauro, Senior Economist di Schroders.  "È vero che l’inflazione headline è scesa al di sotto del target, ma la Bce tenderà in larga misura a guardare oltre questo dato, data la volatilità dei prezzi dell’energia. I policymaker continueranno invece a concentrarsi sull’inflazione dei servizi, che rimane su livelli scomodamente elevati ed è destinata ad accentuarsi con la prevista fine del rallentamento della crescita salariale nel corso dell’anno. La decisione odierna conferma la nostra convinzione che la prossima mossa della Bce sarà un rialzo, piuttosto che un taglio".

Tassi Bce, quando potrebbero cambiare

Ecco le date delle prossime riunioni della Bce durante le quali si discuteranno eventuali cambi di politica monetaria:

  • 19 marzo 2026
  • 30 aprile 2026
  • 11 giugno 2026
  • 23 luglio 2026
  • 10 settembre 2026
  • 29 ottobre 2026
  • 17 dicembre 2026
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