Ecco stile e opere di Giancarlo de Carlo, con l’innovativo progetto del Monastero dei Benedettini studiato e ammirato ancora oggi.
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Il villaggio Matteotti a Terni
Sailko - CC-BY-SA-4.0 – Wikimedia Commons

Nel panorama dell’architettura italiana del Novecento, alcune figure hanno saputo mettere in discussione il ruolo stesso dell’architetto e il modo di progettare. Giancarlo De Carlo è tra queste: la storia lo ricorda come un progettista, teorico e intellettuale che ha trasformato l’architettura in un processo condiviso con gli abitanti e le istituzioni. Il suo lavoro ha attraversato università, città storiche, quartieri e paesaggi, lasciando un segno profondo nel dibattito contemporaneo; un percorso che racconta il senso e l’attualità delle opere di Giancarlo De Carlo.

L’architettura di Giancarlo De Carlo

Giancarlo De Carlo nasce a Genova nel 1919 e si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1943. Figura centrale del dibattito architettonico del secondo dopoguerra, è ricordato anche come uno tra i fondatori del Team 10, ossia il gruppo che ha promosso un’architettura più umana, legata al contesto e ai bisogni reali delle persone.

Proprio per tutti questi motivi è difficile ricondurre il suo stile a una cifra formale unica. De Carlo ha infatti sempre rifiutato l’idea dell’architetto come autore solitario e, al suo posto, sosteneva un processo di progettazione aperto, basato sulla partecipazione degli utenti e sulla lettura attenta del luogo. 

Le sue architetture si distinguono soprattutto per l’uso sensibile dei materiali, l’attenzione alla topografia, la frammentazione dei volumi e l’integrazione con il paesaggio; però, la sua attività non si è certo limitata alla progettazione. De Carlo, infatti, è stato anche un importante teorico e divulgatore: ha diretto la rivista Spazio e Società e insegnato in diverse università, contribuendo a diffondere una visione critica dell’urbanistica e dell’architettura come strumenti sociali e politici. 

Ad oggi, la sua eredità come uno dei maggiori esponenti dell'architettura italiana è ancora al centro nel dibattito su rigenerazione urbana, partecipazione e sostenibilità sociale.

Le principali opere di Giancarlo De Carlo

Nel corso della sua lunga carriera, De Carlo ha realizzato opere che vanno dall’edilizia residenziale all’architettura universitaria, dagli interventi urbani alla riqualificazione di centri storici. Tra le sue architetture, spesso citate come esempi di dialogo tra progetto contemporaneo e contesto storico, senza alcun dubbio sono queste le più importanti:

  • Collegio del Colle (Università di Urbino): è parte del complesso universitario di Urbino, integrato nella topografia collinare e progettato come una città nella città, con spazi collettivi e percorsi articolati.
  • Facoltà di Magistero e Facoltà di Economia a Urbino: sono edifici universitari inseriti nel tessuto storico e paesaggistico, con volumi frammentati e materiali locali.
  • Piano regolatore di Urbino: uno dei più noti esempi di pianificazione urbana sensibile al contesto storico e sociale, sviluppato in dialogo con la comunità.
  • Quartiere Matteotti a Terni: è un progetto residenziale partecipato, in cui gli abitanti hanno contribuito alle scelte progettuali, anticipando temi oggi centrali nell’housing sociale.
  • Villaggio Matteotti a Terni (case operaie): si tratta dell’intervento sperimentale sull’abitare collettivo, con tipologie flessibili e spazi comuni.

Queste opere mostrano come De Carlo abbia cercato di superare il modello dell’architettura imposta dall’alto, proponendo invece un progetto radicato e fortemente collegato con il luogo e la società.

Particolare del villaggio Matteotti
Sailko - CC-BY-SA-4.0 – Wikimedia Commons

Quali sono le strutture progettate da Giancarlo De Carlo?

Nel suo percorso, De Carlo ha realizzato numerose strutture architettoniche che vanno oltre le opere più citate, contribuendo a definire un nuovo modo di progettare spazi per l’istruzione, l’abitare e la città. Tra le più significative ci sono:

  • Collegio Tridente, Università di Urbino: residenza universitaria organizzata in volumi terrazzati, con spazi comuni e percorsi pedonali che seguono la morfologia della collina.
  • Collegio Aquilone, Università di Urbino: struttura per studenti progettata come un organismo aperto, con corti, terrazze e viste panoramiche sul paesaggio marchigiano.
  • Collegio Serpentine, Università di Urbino: edificio residenziale caratterizzato da un impianto lineare e articolato, pensato per favorire la vita comunitaria e l’interazione tra studenti.
  • Edifici per servizi universitari a Urbino (mense, biblioteche, spazi collettivi): strutture integrate nel campus, progettate come parti di un sistema urbano unitario.
  • Alloggi sperimentali per lavoratori e studenti: progetti residenziali sviluppati in diverse città italiane come laboratorio per nuove tipologie dell’abitare collettivo.
  • Interventi di riqualificazione di spazi pubblici e percorsi urbani: proposte e realizzazioni per piazze, percorsi pedonali e connessioni urbane, con attenzione alla dimensione sociale dello spazio.

Il Monastero dei Benedettini di Catania

Il progetto di recupero del Monastero dei Benedettini di Catania rappresenta uno degli interventi più emblematici di Giancarlo De Carlo per quanto riguarda il patrimonio storico; considerato come uno dei più grandi monasteri benedettini d’Europa, il monastero è stato trasformato in sede dell’Università di Catania (una delle università più antiche d'Italia) a partire dagli anni Settanta, attraverso un lungo e articolato processo di restauro e rifunzionalizzazione.

De Carlo ha affrontato il progetto con un approccio rispettoso e al tempo stesso innovativo; questo vuol dire che, invece di limitarsi a un restauro conservativo, ha reinterpretato gli spazi storici per accogliere funzioni contemporanee, inserendo nuovi volumi, passerelle e percorsi che dialogano con l’architettura barocca senza imitarla. In questo modo il progetto mette in evidenza la stratificazione storica della struttura, rendendo leggibile il rapporto tra antico e nuovo.

Ad oggi il Monastero dei Benedettini è un esempio internazionale di riuso spesso citato nei manuali di architettura come caso di integrazione tra patrimonio storico/artistico con le funzioni moderne. L’intervento di De Carlo dimostra inoltre come il progetto contemporaneo possa valorizzare la storia, trasformandola in una risorsa viva per la città e per la comunità universitaria.

Monastero dei Benefettini a Catania
burgundo - CC-BY-SA-3.0 – Wikimedia Commons
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