Housing sociale a Roma, nuovo piano per 70mila alloggi accessibili

L’obiettivo è quello di costruire un nuovo modello di edilizia accessibile
Housing sociale
Magnific

Roma Capitale accende i riflettori sulle politiche abitative e presenta un nuovo quadro di strumenti e interventi per aumentare l’offerta di housing sociale, edilizia residenziale pubblica e abitazioni a canone accessibile. Il piano è stato illustrato dagli assessori all’Urbanistica Maurizio Veloccia e al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi durante un confronto con la Commissione regionale Lazio dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi).

Emergenza abitativa a Roma: servono 70mila nuove case

Secondo le stime illustrate dall’Amministrazione, nei prossimi dieci anni Roma avrà bisogno complessivamente di 70mila nuovi alloggi. Un fabbisogno composto da circa 20mila abitazioni di edilizia pubblica, 30mila alloggi di housing sociale e 20mila case destinate al mercato libero per la fascia di reddito intermedia.

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L’obiettivo è intervenire soprattutto a favore di quella parte della popolazione che dispone di un reddito da lavoro, ma non riesce comunque ad accedere né all’edilizia pubblica né ai prezzi del mercato immobiliare privato. Tra le categorie maggiormente interessate figurano giovani famiglie, lavoratori precari, nuclei monoparentali e lavoratori essenziali, tra cui insegnanti, infermieri, operatori sociali e forze dell’ordine.

Nuovi strumenti per l’housing sociale

Per affrontare il problema, Roma Capitale punta su una combinazione di patrimonio pubblico, strumenti urbanistici, incentivi economici e collaborazione con gli investitori privati.

Un elemento centrale è la Delibera 203/2025, attraverso la quale l’Amministrazione mette a disposizione aree, strumenti urbanistici e patrimonio pubblico per favorire nuovi interventi di edilizia accessibile, puntando sulla rigenerazione senza ulteriore consumo di suolo.

A questa misura si affianca il Regolamento Capitolino per l’Abitare Sociale, in fase di definizione, che dovrebbe stabilire un quadro di regole omogeneo per Roma. Il regolamento riguarderà, tra gli altri aspetti, i criteri di accesso agli alloggi, la gestione degli immobili, la definizione dei canoni e l’individuazione dei gestori sociali.

Incentivi e garanzie per coinvolgere i privati

Per rendere economicamente sostenibili i nuovi progetti, Roma Capitale sta valutando diverse forme di sostegno: 

  • contributi a fondo perduto, 
  • opzioni di acquisto a tempo, 
  • partecipazioni in equity, 
  • garanzie contro la morosità, 
  • strumenti collegati alla determinazione dei canoni.

Il modello prevede un meccanismo premiale, questo significa che il sostegno pubblico dovrebbe aumentare più che proporzionalmente al crescere della quota di edilizia residenziale sociale inserita nei singoli interventi.

L’obiettivo è quindi rendere maggiormente attrattivi gli investimenti nell’housing sociale, mantenendo però una forte regia pubblica.

Agenzia Sociale per l’Abitare e fondo contro la morosità

Un ruolo importante sarà affidato all’Agenzia Sociale per l’Abitare di Roma Capitale, chiamata ad accompagnare proprietari e inquilini nella gestione dei rapporti di locazione e a occuparsi del Registro dei soggetti idonei all’assegnazione degli alloggi.

È inoltre prevista l’attivazione di un fondo di garanzia contro il rischio di morosità, pensato per tutelare i proprietari e incentivare l’offerta di abitazioni a canone concordato.

Il progetto con la Bei per finanziare nuovi alloggi

Sul fronte finanziario, Roma Capitale sta lavorando insieme alla Banca Europea degli Investimenti (Bei) alla creazione di un possibile veicolo finanziario pubblico-privato destinato ad acquisire, rigenerare e realizzare abitazioni a canone accessibile. Il modello prevede che l’Amministrazione contribuisca con capitale e patrimonio pubblico, inclusi terreni, immobili e diritti di superficie, oltre a competenze amministrative e indirizzo strategico.

Gli investitori privati e istituzionali potrebbero invece mettere a disposizione capitali, competenze progettuali e capacità di sviluppo, contribuendo così a moltiplicare le risorse disponibili per l’edilizia accessibile.

Pubblico e privato insieme per affrontare la crisi abitativa

Nel confronto con l’Abi, l’Amministrazione ha evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, banche e investitori. Secondo Veloccia, la risposta al fabbisogno abitativo passa dalla capacità di mettere a sistema patrimonio pubblico, risorse finanziarie e progettualità privata, creando condizioni favorevoli per nuovi investimenti nell’housing sociale.

Zevi ha invece sottolineato come la crisi abitativa non riguardi più soltanto le fasce sociali più fragili, ma coinvolga una platea sempre più ampia di persone che lavorano e che, nonostante un reddito, non riescono a sostenere i costi dell'abitazione.

La strategia di Roma Capitale punta quindi a costruire un nuovo modello di edilizia accessibile, nel quale l’investimento privato contribuisca al raggiungimento di obiettivi pubblici definiti dall’Amministrazione. Al centro restano l’aumento dell’offerta di abitazioni, il sostegno a giovani e famiglie e la disponibilità di case a prezzi sostenibili per i lavoratori essenziali.

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