Sostituzione del box doccia in una casa in affitto: chi paga?

La normativa indica chi deve sostituire il box doccia se la casa è locata: bisogna però capire se è manutenzione ordinaria o no.
bagno con box doccia trasparente
Pixabay

La questione su chi debba pagare la sostituzione del box doccia in una casa in affitto è una delle più comuni nelle controversie tra inquilini e proprietari. La risposta, tuttavia, non è sempre immediata e dipende da diversi fattori, tra cui lo stato del box, la causa del deterioramento e le specifiche clausole contrattuali. Per facilitare le controversie che potrebbero crearsi, comunque, è bene partire proprio dalla normativa relativa alla manutenzione ordinaria e straordinaria in caso di affitto. Ecco, dunque, tutti gli elementi essenziali per capire chi deve pagare la sostituzione del box doccia. 

Cosa dice la normativa sulla sostituzione del box doccia

Il punto di partenza da considerare per comprendere e risolvere la questione relativa al pagamento di un'eventuale sostituzione del box doccia, si trova proprio nell’ordinamento giuridico. In modo particolare si deve far riferimento all’articolo 1576 del Codice Civile in cui vengono stabiliti gli obblighi e le responsabilità del locatore e del conduttore. Qui viene stabilito che il locatore, ossia il proprietario, è tenuto a eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore, ossia l'affittuarioNon fa alcuna differenza il modello di contratto di affitto scelto.

Pubblicità

Lo stesso articolo, poi, evidenzia la differenza tra quella che viene definita come manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria

Quando è manutenzione ordinaria

La manutenzione ordinaria comprende tutti quegli interventi di piccola entità e frequenza che servono a mantenere l'immobile in buono stato di conservazione come la sostituzione di parti usurate dal tempo e dall'utilizzo. Si tratta di operazioni routinarie e necessarie per garantire il normale utilizzo dell'appartamento e che, di conseguenza, sono a carico dell'affittuario. In questa categoria, ad esempio, rientrano la manutenzione della caldaia, il cambio dei filtri dell’aria condizionata, l’eventuale tinteggiatura di diversi ambienti e la sostituzione di rubinetteria. 

Quando è manutenzione straordinaria

La manutenzione straordinaria comprende invece interventi di grande entità e che vanno a modificare la sostanza dell’immobile, oltre al suo valore. Quasi sempre si identificano con lavori strutturali come il cambio d'infissi, lavori di muratura e la sostituzione di impianti elettrici e idraulici. In questo caso la spesa è completamente a carico del locatore, ossia il proprietario dell’immobile. 

Una volta compresa la differenza tra le due tipologie di manutenzione standard in una casa in affitto, nel caso del cambio del box doccia bisogna valutare caso per caso a chi spetti pagare.

box doccia a muro
Pixabay

A chi tocca pagare la sostituzione del box doccia?

Il quesito non ha una risposta unica ma, per trovare la soluzione giusta è necessario considerare alcune variabili importanti. Nello specifico queste riguardano i tempi e le motivazioni che hanno portato alla sostituzione. Il proprietario, ad esempio, deve farsi carico della spesa del nuovo box doccia nel caso in cui questo sia poco funzionante o con evidenti segni di usura, come muffa nelle giunture e ruggine, al momento della locazione. Lo stesso vale per difetti di fabbricazione che ne compromettono la funzionalità. Ovviamente tutto questo deve essere rilevato prima o dopo poche settimane dall'inizio della locazione. 

L’affittuario, infatti, non può far cadere sul proprietario dell'appartamento le spese di un nuovo box doccia nel caso in cui questo avvenga dopo diversi anni e per motivi di normale usura del tempo, di cattiva manutenzione o di uso improprio. In sostanza, dunque, per risolvere la questione è bene osservare nello specifico i diversi casi e, all’occorrenza, far riferimento ad un contratto di affitto in cui sono state, eventualmente, inserite delle clausole specifiche relative proprio agli interventi di manutenzione. Per evitare dispute future, comunque, sarebbe opportuno seguire anche questi step: 

  • Effettuare un accurato sopralluogo dell'immobile prima di stipulare il contratto di locazione per verificare, ad esempio, proprio le condizioni del box doccia e segnalare eventuali danni preesistenti
  • Redigere un inventario dettagliato dello stato dell'immobile. Questo servirà a dimostrare lo stato dell’appartamento al momento della consegna delle chiavi e a evitare contestazioni future
  • Conservare le fatture relative alle eventuali riparazioni effettuate utili proprio in caso di controversie.

Bisogna infine riferire in modo tempestivo al proprietario un eventuale danno in modo tale da appurare subito le cause e applicare la giusta soluzione.

E se si rompe il piatto doccia chi paga?

Per quanto riguarda la rottura del piatto doccia valgono esattamente le stesse regole relative alla sostituzione di un box doccia. Anche in questo caso, infatti, è essenziale andare ad evidenziare le tempistiche e le modalità che hanno portato al danno. Nel caso in cui, infatti, questo sia avvenuto per una condizione pregressa del piatto doccia non ottimale, come la presenza di crepe, muffa o errori nel montaggio, l’obbligo ricade sul proprietario. Se, però, il danno nasce da un uso improprio o un incidente accorso durante la locazione, la sostituzione è sempre a carico dell'affittuario. Ricordiamo, infatti, che questo ha l’obbligo di mantenere le condizioni e il decoro dell’appartamento, esattamente come erano al momento della consegna. 

rubinetteria da bagno
Pixabay

Chi paga la sostituzione dei sanitari?

Per risolvere la questione è necessario fare sempre riferimento alla giurisprudenza della Cassazione con la sentenza 15317/2019. Questa evidenzia la necessità di accertare il motivo della rottura dei sanitari. Se si tratta, infatti, di un danno conseguente al normale e quotidiano utilizzo, l'onere economico spetta sempre all'affittuario. Nel caso, in cui, invece, questo dipenda dalle condizioni usurate dei sanitari, allora deve essere posto a carico del proprietario dell'appartamento. 

Spese idrauliche a carico dell’inquilino o del proprietario? 

La gestione della responsabilità delle spese idrauliche è sicuramente più semplice. Trattandosi quasi sempre d'interventi importanti legati al cambiamento di tubature successive, ad esempio, ad una rottura o infiltrazione, riguardano esclusivamente il proprietario. Ricordiamo, infatti, che tutti gli interventi strutturali e murari, rientrano nella manutenzione straordinaria a carico del locatore. 

Nel caso, invece, della semplice perdita di un lavandino o della manutenzione esterna dello scarico o comunque di interventi idraulici dovuti al normale uso, questi spettano esclusivamente all'affittuario. 

per commentare devi effettuare il login con il tuo account

Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. Idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online.