Canoni non percepiti: credito d’imposta e detassazione

Ecco cosa dice l’articolo 26 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir)
Canoni di locazione non percepiti
Come sono regolati i canoni di locazione non percepiti GTRES

Come funziona la detassazione dei canoni di locazione non percepiti? E il rimborso delle spese pagate? Qual è la norma che regola il tutto? E ancora: come si determina il credito d’imposta? A fare chiarezza su questo tema di grande interesse è il Fisco, che ha risposto ad alcuni quesiti. Vediamo dunque quanto precisato in merito e cosa è necessario sapere per poter recuperare le maggiori imposte versate per somme non ricevute. 

A Fisco Oggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, prima è stato domandato: “In qualità di proprietario di un immobile locato, come posso recuperare le maggiori imposte versate per dei canoni di locazione scaduti e non percepiti dall’affittuario?”. E poi: “Come si determina il credito d’imposta nel caso in cui, a seguito di convalida di sfratto per morosità, sia accertato che alcuni canoni di locazione non sono stati percepiti?”.

Pubblicità
Real estate
Getty images

Quando spetta la detassazione dei canoni di locazione

Nel fornire la sua prima risposta, il Fisco ha ricordato che l’articolo 26 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) disciplina la detassazione dei canoni di locazione ad uso abitativo, venuti a scadenza e non percepiti, nonché la tassazione dei canoni di locazione ad uso abitativo non riscossi e percepiti in periodi d’imposta successivi.

Nello specifico, il primo comma, ultimo periodo, dell’articolo 26 del Tuir stabilisce che “per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti come da accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità è riconosciuto un credito di imposta di pari ammontare”. 

Il Fisco ha spiegato che “tale credito può essere indicato nella prima dichiarazione dei redditi utile successiva alla conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida dello sfratto e, comunque, non oltre il termine ordinario di prescrizione decennale”. Aggiungendo che, nel caso in cui il contribuente non voglia avvalersi del credito d’imposta nell’ambito della dichiarazione dei redditi, può presentare, entro i predetti termini di prescrizione, apposita istanza di rimborso.

Real Estate
Getty images

Come funziona il credito d’imposta sugli affitti non pagati

Per quanto riguarda invece le modalità che determinano il credito d’imposta nel caso in cui, a seguito di convalida di sfratto per morosità, venga accertato che alcuni canoni di locazione non sono stati percepiti, il Fisco ha sottolineato che per determinare l’entità del credito d’imposta occorre calcolare le imposte pagate in più relativamente ai canoni non percepiti riliquidando la dichiarazione dei redditi di ciascuno degli anni per i quali, in base all’accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore, sono state pagate maggiori imposte per effetto di canoni di locazione non riscossi. 

Nell’effettuare le operazioni di riliquidazione si deve tener conto della rendita catastale degli immobili e di eventuali rettifiche ed accertamenti operati dagli uffici.

Che cos’è il credito d’imposta per canoni non percepiti?

Il credito d’imposta per canoni di locazioni non percepiti consente ai proprietari di immobili abitativi di recuperare le imposte già versate su affitti scaduti e non incassati a causa della morosità dell’inquilino. Tale credito d’imposta viene applicato in seguito alla convalida di sfratto per morosità o ingiunzione di pagamento.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account

Segui tutte le notizie del settore immobiliare rimanendo aggiornato tramite la nostra newsletter quotidiana e settimanale. Puoi anche restare aggiornato sul mercato immobiliare di lusso con il nostro bollettino mensile dedicato al tema.