La Camera ha approvato in via definitiva il decreto fiscale: con 132 voti favorevoli e 81 contrari, senza astenuti, il provvedimento è diventato ufficialmente legge, confermando integralmente il testo già approvato dal Senato. Un pacchetto ampio di misure che interviene su tributi locali, riscossione, concordato preventivo, carburanti e fisco, con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il peso per cittadini, imprese e professionisti.
Tra gli interventi di maggiore impatto emerge soprattutto la nuova estensione della rottamazione quinquies ai tributi locali, una misura che apre la strada a una sorta di “rottamazione IMU”, includendo anche multe, Tari e altri debiti verso gli enti territoriali.
Rottamazione IMU: sanatoria estesa ai tributi locali
Il decreto introduce una significativa estensione della rottamazione quinquies ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione da Regioni e Comuni nel periodo compreso tra il 2000 e il 2023.
La novità più rilevante riguarda proprio l’ingresso nella sanatoria di numerose cartelle locali: dalle multe stradali all’IMU, passando per Tari e rette scolastiche. Una misura che, nei fatti, configura una vera e propria rottamazione IMU e delle principali imposte comunali.
L’adesione non sarà automatica: ogni ente territoriale dovrà comunicare entro il 15 giugno la volontà di partecipare al meccanismo. I contribuenti che aderiranno potranno regolarizzare la propria posizione senza versare sanzioni, interessi e aggio. Per le multe stradali, invece, il beneficio riguarderà esclusivamente interessi e aggio, lasciando invariata la sanzione principale.
Prevista inoltre una finestra di tolleranza di cinque giorni sui pagamenti, pensata per evitare decadenze immediate in caso di ritardi minimi.
Concordato preventivo, più tempo per aderire
Il decreto interviene anche sul concordato preventivo biennale per le partite Iva. Il Governo ha deciso di prorogare i termini per favorire una maggiore adesione: la scadenza slitta infatti dal 30 settembre al 31 ottobre.
La misura punta ad ampliare la partecipazione, introducendo anche nuovi meccanismi rivolti ai contribuenti considerati fiscalmente meno affidabili. Per alcune categorie saranno infatti previste soglie di incremento: del 30% per chi presenta punteggi tra 6 e 8 nelle pagelle fiscali e del 35% per chi si colloca tra 1 e 6.
Pubblica amministrazione e carburanti: cambiano le regole
Il provvedimento interviene inoltre sui rapporti economici con la Pubblica amministrazione, attenuando la stretta che aveva suscitato forti proteste da parte dei professionisti.
Dal 15 giugno scatterà l’obbligo di compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo soltanto nei casi in cui le cartelle non saldate raggiungano almeno 5.000 euro.
All’interno del decreto confluiscono anche le norme del cosiddetto “Dl carburanti bis”. Dal 30 giugno 2026, in presenza di eventi straordinari che provochino rialzi anomali dei prezzi alla pompa, il Garante dei prezzi trasmetterà una relazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per consentire verifiche su eventuali distorsioni lungo la filiera.
Le altre misure
Tra gli ulteriori interventi approvati figurano:
- sospensione fino al 30 giugno della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra Ue di valore inferiore a 150 euro;
- cancellazione dei nuovi limiti previsti dalla Legge di Bilancio per accedere alla tassazione agevolata su plusvalenze e dividendi;
- conferma delle agevolazioni fiscali per i lavoratori coinvolti nell'organizzazione dell'America’s Cup di Napoli.
Resta invece fuori dal provvedimento la stretta contro il telemarketing aggressivo nel settore delle telecomunicazioni: la proposta di modifica è stata ridimensionata e trasformata in un semplice ordine del giorno.
Con l’approvazione definitiva del decreto, entra dunque in vigore un intervento articolato che punta soprattutto a semplificare la gestione dei debiti fiscali e ad ampliare gli strumenti di regolarizzazione, con particolare attenzione alla nuova rottamazione IMU e alle altre imposte locali.








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