Condividere una casa con degli amici, dei compagni di studi o con persone sconosciute può non essere così semplice: un conto è vivere all'interno del proprio nucleo familiare, dove si è portati a passare sopra a certe piccoli e grandi disaccordi; un altro è invece vivere in un appartamento con altre persone. È necessario, anzi prioritario, seguire delle regole di convivenza ben precise. Ecco allora quali sono le principali regole per una casa condivisa da tenere sempre a mente.
- Convivere significa rispettare gli altri
- Definire delle regole di convivenza
- Comunicare bene come base per una convivenza equilibrata
- L'organizzazione delle pulizie, alla base di ogni convivenza
- Come gestire le spese di casa per vivere insieme agli altri
- L'organizzazione degli spazi condivisi
- Arredare gli spazi di una casa condivisa
Convivere significa rispettare gli altri
La parola d’ordine quando si convive con altre persone è rispetto: non si può infatti pensare che la casa appartenga a una sola persona, ma è uno spazio comune dove le necessità di ognuno contano.
Il rispetto per gli altri si manifesta in modi molto semplici: tenendo pulito, evitando di lasciare le proprie cose in giro, contribuendo fattivamente alla gestione casalinga. Sono regole davvero molto semplici ma essenziali.
Definire delle regole di convivenza
Dal rispetto reciproco nasce l’esigenza fondamentale di trovare un modo di condiviso di stare assieme, delimitando oneri e onori per ciascuno. Per esempio:
- stabilire i turni delle pulizie degli spazi comuni;
- stabilire i turni per portare fuori la spazzatura;
- organizzare la gestione della pulizia della cucina e delle stoviglie;
- gestire la presenza degli ospiti altrui, amici, partner o parenti;
- organizzare i turni per utilizzare la lavatrice, e non solo.
Non è necessario scrivere un contratto vincolante per ognuna di queste attività, ma è fondamentale stabilire grosso modo l’entità del lavoro del singolo.
Comunicare bene come base per una convivenza equilibrata
Non esiste un decalogo universale per la convivenza: tutto si costruisce giorno per giorno, in base al dialogo e alle esigenze del gruppo. Un principio resta però sempre valido, ovvero l’equilibrio: quando ognuno si sente trattato allo stesso modo, la casa diventa più armoniosa.
Anche nelle convivenze migliori nascono attriti: la chiave è affrontarli subito. Nei casi più seri, quando si tratta di violazioni gravi delle regole o di situazioni insostenibili, può essere necessario coinvolgere il proprietario di casa.
Gli strumenti per comunicare con gli altri facilmente
Parlare con franchezza è fondamentale, ma serve anche organizzarsi concretamente:
- un gruppo sul cellulare dedicato solo alla casa aiuta a gestire le comunicazioni quotidiane senza invadere le chat personali;
- per chi preferisce qualcosa di più strutturato, ci sono app che permettono di creare bacheche condivise con liste di cose da fare e promemoria;
- la classica bacheca in cucina resta un'ottima soluzione per chi vuole avere tutto sott'occhio: calendario mensile, numeri utili e avvisi importanti sempre visibili.
L'organizzazione delle pulizie, alla base di ogni convivenza
Se in un appartamento condiviso ognuno ha il suo spazio privato, che potrà organizzare come meglio crede, gli spazi comuni sono appunto responsabilità di tutti.
Avere a disposizione un calendario in cui sono indicate le mansioni specifiche di ogni inquilino, con le date (pulizia bagno, pavimenti e via di seguito) è una scelta saggia; naturalmente, è importante che ognuno si impegni a svolgere le mansioni affidate e se non è possibile, offrirsi spontaneamente per la volta successiva è indubbiamente l'opzione migliore.
Ma ogni quanto svolgere le mansioni per il benessere di tutti in una casa condivisa?
- Il bagno andrebbe pulito a fondo ogni 5-7 giorni, con una rotazione equa tra gli inquilini.
- Per la spazzatura, conviene stabilire che chi la riempie la porta fuori, oppure fissare giorni specifici della settimana.
- La cucina va pulita subito dopo l'uso, lasciando piano e fornelli liberi per chi viene dopo.
Come gestire le spese di casa per vivere insieme agli altri
Ci sono app che danno la possibilità di suddividere per bene le spese, ma vale una regola pratica molto semplice: ognuno compra ciò che serve per le necessità personali (prodotti per l’igiene, il cibo e via di seguito), mentre andranno divise equamente le spese di tutto quello che è bene comune.
Naturalmente, questo vale anche per le bollette di energia, internet e condominio. Occorre anche stabilire con esattezza la data di versamento della singola quota dell’affitto, per evitare pericolose mancanze.
E a proposito, cosa fare se un inquilino non paga le spese? È bene fissare una data mensile per il "saldo dei conti", magari il 5 o il 10 del mese: in quel giorno tutti dovranno mettersi in pari con i bonifici. Questo evita che i debiti si accumulino e che qualcuno si dimentichi.
L'organizzazione degli spazi condivisi
Condividere un appartamento significa avere un angolo proprio e condividere quotidianamente ambienti che appartengono a tutti. Per evitare malintesi, la cosa più efficace è distribuire lo spazio in modo chiaro e bilanciato.
- In cucina si può decidere che ognuno abbia il suo ripiano del frigo e nelle credenze.
- In bagno è utile che ogni persona abbia un punto preciso dove tenere prodotti e asciugamani.
- Il soggiorno ospita di solito ciò che si usa insieme, ma anche lì è bene che ogni inquilino abbia un piccolo spazio riconoscibile.
Arrivano ospiti? Avvisare in anticipo fa la differenza
La mamma o un amico vengono a casa? Va bene, ma la presenza di ospiti non dovrebbe mai essere una sorpresa. Quando si condivide casa con altri coinquilini è sempre bene avvisare chi ci abita in anticipo e comunicargli quanto tempo resterà la persona invitata, in quali fasce orarie sarà in giro per casa e se questo potrebbe creare un po’ di affollamento negli spazi condivisi.
Arredare gli spazi di una casa condivisa
Allestire gli spazi di una casa condivisa è un piccolo esercizio di armonia: ogni persona porta il proprio gusto, ma l’obiettivo è creare un ambiente in cui tutti si riconoscano. Se l’appartamento è già fornito di mobili, conviene partire da ciò che c’è. Oltre a essere una scelta oculata dal punto di vista economico, si rispetta l’impronta scelta da chi c’era.
In una casa che va arredata da zero si può invece giocare di squadra: scegliere insieme i pezzi fondamentali, decidere quali zone destinare al relax, allo studio o ai pasti, e costruire un’atmosfera che rispecchi il gruppo nel suo insieme.
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