Sembra una pianta selvatica, ma coltivarla in casa è molto più semplice di quanto sembri: si tratta della Nandina domestica, che regala foglie colorate tutto l’anno, fioriture leggere e le sue famose bacche rosse in inverno. Per farla prosperare bastano poche regole precise: il posto giusto, il clima adeguato e qualche attenzione mirata. Ecco, allora, tutto quello che c’è da sapere prima di coltivare la Nandina domestica.
Dove posizionare la Nandina: è una pianta da giardino?
La Nandina non solo si adegua ma è perfetta come pianta da giardino. Ama la luce, ma non sopporta lunghe ore sotto il sole cocente, soprattutto nelle regioni più calde. Per questo il luogo ideale è una zona in penombra luminosa, dove riceve sole diretto solo al mattino oppure nel tardo pomeriggio. L’ideale, per questo, sarebbe addossarla a un muro o in un luogo leggermente ombreggiato.
Questa pianta cresce bene sia come esemplare singolo sia inserita in aiuole miste, dove il colore rosso delle foglie in inverno la rende inevitabilmente protagonista. Un altro dettaglio importante è il terreno: deve essere ben drenato, leggermente acido o neutro, e comunque mai troppo calcareo. Se il tuo suolo tende a compattarsi facilmente, puoi correggerlo con compost o sabbia grossolana per evitare ristagni d’acqua.
Si può coltivare in vaso?
La Nandina domestica non solo cresce in giardino, ma si può coltivare in vaso senza nessun problema. È una soluzione perfetta per balconi e terrazzi, perché cresce in maniera ordinaria e con un portamento elegante. Le condizioni ideali per coltivarla in vaso sono:
- Un vaso capiente, profondo almeno 30-35 cm.
- Un terriccio universale di qualità, arricchito con materiale drenante.
- Un fondo con più fori e con uno strato di argilla espansa alla base
- Annaffiature con regolarità in estate, lasciando asciugare leggermente il terreno tra un’irrigazione e l’altra.
Inoltre, è bene sapere che la Nandina domestica in vaso tende a colorarsi ancora di più con il freddo: un dettaglio che la rende scenografica anche nei mesi più grigi.
La Nandina resiste al freddo?
Una delle caratteristiche che rendono la Nandina domestica così apprezzata è la sua ottima resistenza al freddo. In piena terra sopporta facilmente temperature fino a circa -10/-12°C, e alcune varietà arrivano anche a -15°C.
Nei climi più rigidi, però, le foglie possono arrossarsi molto o persino cadere: un comportamento normale, perché la pianta riparte in primavera senza difficoltà. Se la coltivi in vaso e vivi in zone montane, spostala vicino a una parete riparata oppure proteggi il contenitore con tessuto non tessuto nei periodi più gelidi.
Quando escono le bacche della Nandina domestica
Le bacche rosse della Nandina sono uno spettacolo tipico dei mesi freddi. Cominciano a comparire a fine estate, raggiungono il colore intenso in autunno e rimangono sulla pianta per tutto l’inverno, spesso fino a febbraio o marzo.
Inoltre, le bacche attirano molto anche gli uccellini, che in alcuni casi possono anche aiutare a impollinare le altre piante o comunque a migliorare l’ecosistema del giardino in generale.
La nandina domestica è velenosa?
La Nandina domestica è parzialmente velenosa: le bacche contengono composti velenosi per cani, gatti e animali domestici, se ingeriti in quantità elevata. Per le persone, il rischio è molto basso perché il sapore è sgradevole e non induce al consumo.
Se hai animali domestici che tendono a mordicchiare le piante, è meglio scegliere un punto non facilmente raggiungibile o optare per varietà meno fruttifere, come la ‘Fire Power’, che produce poche bacche.
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