Prima settimana del nuovo anno all'insegna del freddo da est! Possibili nevicate a bassa quota, poi ancora tempo inaffidabile.
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maltempo a Capodanno
Freepik idealista

La porta dell’est sembra essersi improvvisamente spalancata sull’Europa e sul Mediterraneo, dove le fredde correnti balcaniche riescono ad affluire con facilità, generando venti di tramontana, temperature molto basse e anche qualche fiocco di neve a quote medio-basse. Tuttavia, nel prosieguo della settimana e a cavallo tra la fine di dicembre e l'inizio del 2026, il gelo dell’est potrebbe improvvisamente minacciare il nostro Stivale, portando freddo e neve a quote ancora più basse. Il maltempo a Capodanno diventa sempre più concreto.

Maltempo a Capodanno, arriva il freddo da est

Come già era stato appurato prima di Natale, la presenza di un grosso campo di alta pressione sull’Europa settentrionale e sul Nord Atlantico è determinante per l’arrivo del freddo russo-siberiano in Europa e in Italia. In particolar modo, la presenza del ponte di Woeikoff è sicuramente la chiave d’accesso per l’arrivo della neve a bassissima quota o in pianura sulle regioni adriatiche e sul Centro-Sud Italia.

Questa configurazione, attualmente ancora presente sul Vecchio Continente, potrebbe risultare indispensabile per un inizio del 2026 dai connotati pienamente invernali all’interno del Mediterraneo.

Cos’è il ponte di Woeikoff e perché è decisivo

Il ponte di Woeikoff è una configurazione barica molto particolare, nella quale l’alta pressione delle Azzorre si allunga verso nord-est fino a saldarsi con l’anticiclone russo-siberiano. In questo modo si crea una vera e propria barriera che:

  • blocca le correnti atlantiche;
  • apre un corridoio diretto per il flusso gelido continentale verso l’Europa centro-meridionale.

Quando questo ponte si consolida, l’aria fredda non viene diluita dall’oceano e può raggiungere l’Italia con grande efficienza, soprattutto attraverso i Balcani e l’Adriatico.

Maltempo a Capodanno
Irruzione gelida sull'est Europa a inizio Gennaio Meteogiornale.it

Niente anticiclone subtropicale, spazio al gelo dell’Est

Non ci sarà spazio per l’alta pressione subtropicale e sembra non esserci posto nemmeno per le perturbazioni nord-atlantiche come quelle che hanno interessato l’Italia fino a Natale. Questa volta potrebbe essere davvero l’occasione giusta per rivedere il grande freddo dell’Est Europa e le prime nevicate della stagione a bassissima quota sulle regioni del Centro-Sud, che di fatto non ricevono la visita della neve in pianura da circa cinque anni.

Il gelo da est è infatti uno dei pochi meccanismi capaci di portare neve diffusa anche lontano dalle montagne nel Centro-Sud Italia. A differenza delle perturbazioni atlantiche, che arrivano miti nei bassi strati, l’aria continentale riesce a mantenere temperature negative fino al suolo, soprattutto di notte e nelle ore mattutine, creando un vero e proprio cuscinetto freddo ideale per le precipitazioni nevose fino in pianura o sulle coste.

Capodanno con rischio freddo, pioggia e neve

Nel finale di dicembre ci saranno i preparativi per questa ipotetica ondata di freddo dell’est sul nostro Stivale. L’alta pressione ingloberà tutta l’Europa centro-occidentale, inclusa anche l’Italia: il risultato potrebbe essere un finale di dicembre abbastanza stabile e tranquillo, seppur piuttosto freddo soprattutto nelle ore notturne.

Le condizioni meteo potrebbero peggiorare leggermente nel giorno di San Silvestro, grazie all’arrivo dei primi refoli freddi dai Balcani, di chiara origine artico-continentale, che potrebbero dar luogo a venti forti di tramontana e alle prime deboli nevicate a quote piuttosto basse sulle regioni adriatiche e al Sud.

L’inverno potrebbe premere improvvisamente sull’acceleratore proprio a inizio 2026, poiché aumentano sempre più le chance di un’ondata di gelo da nord-est capace di avvolgere buona parte del Centro-Sud Italia, determinando gran freddo e potenziali nevicate a quote molto basse, se non addirittura in pianura e sulle città di mare.

Freddo secco al Nord

Gran freddo anche per il Nord Italia e il versante tirrenico, ma considerando la prevalenza di correnti orientali e nord-orientali, il clima risulterà molto secco ma gelido. Classiche giornate soleggiate e terse sulla Val Padana, con gelate diffuse, mentre le nevicate si concentreranno soprattutto sulle Alpi di confine, utili per rimpinguare gli accumuli in alta montagna.

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Possibile svolta dopo l’Epifania

Entro l’Epifania potrebbero riattivarsi anche le correnti nord-atlantiche, pronte a scorrere sopra queste masse d’aria molto gelide presenti nei bassi strati. Da questo scontro fra titani potrebbe nascere una nevicata anche per le pianure del Nord e del medio-alto Tirreno.

Al momento si tratta solo di tendenze: l’evoluzione andrà seguita giorno dopo giorno, perché questo inizio del 2026 potrebbe rivelarsi davvero scoppiettante.

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