Il lentisco è una delle piante più caratteristiche della macchia mediterranea e portarla in casa, su un grande giardino, un terrazzo esposto al sole o un piccolo balcone riparato può essere l’ideale. È un arbusto sempreverde rustico, resistente alla siccità, al vento e alla salsedine, capace di vivere anche dove altre piante faticano, purché il terreno sia ben drenato. Ecco, allora, tutto quello che c’è da sapere se vuoi coltivare il lentisco.
Dove piantare il lentisco?
Per coltivare il lentisco con successo la scelta del luogo non è secondaria. In natura questa pianta vive su terreni aridi, sassosi, spesso vicino al mare, in condizioni di forte insolazione e senza troppa acqua. L’habitat ideale prevede quindi:
- Pieno sole per almeno 6–8 ore al giorno: più luce riceve, più sarà denso e compatto.
- Zona riparata dai venti gelidi: tollera il vento salmastro, ma soffre le correnti fredde.
- Clima mite: resiste fino a circa -5 / -7 °C per brevi periodi, ma teme il gelo intenso e prolungato.
Nelle regioni costiere e nell’Italia centro-meridionale il lentisco si può coltivare in piena terra senza particolari problemi, mentre nelle zone del Nord o nelle aree interne con inverni rigidi è preferibile coltivare il lentisco in vaso, sempre in posizione riparata.
Quanto al periodo di impianto, il momento migliore per piantare il lentisco in piena terra va da fine autunno a inizio primavera, evitando i periodi di gelo intenso e le giornate troppo piovose.
Si può piantare il lentisco in vaso?
Coltivare il lentisco in vaso è ovviamente possibile, ma è anche consigliabile in aree con inverni freddi o se disponi solo di terrazzo o balcone. Il vaso permette di spostare la pianta nelle zone più riparate nei periodi più freddi. Ma come dovrebbe essere il vaso?
- In terracotta, che favorisce la traspirazione e limita i ristagni idrici.
- Di dimensioni medio-grandi rispetto alla pianta, almeno 30–35 cm di diametro per le piante più giovani.
- Con ampi fori di drenaggio sul fondo.
Sul fondo del vaso, poi, va disposto uno strato di 3–5 cm di argilla espansa, ghiaia o lapillo vulcanico. Per il terriccio, si può preparare una miscela che ricrei un terreno da macchia mediterranea. Non può mancare:
- 1 parte di terriccio universale di buona qualità, ma non troppo torboso.
- 1 parte di sabbia grossolana o perlite per alleggerire.
- 1 parte di terra da giardino leggermente calcarea o lapillo.
Una volta messo a dimora, posiziona il vaso in un luogo molto luminoso, preferibilmente esposto a sud o sud-ovest, con alcune ore di sole diretto al giorno.
Quanto è veloce la crescita del lentisco?
Il lentisco è una pianta tendenzialmente a crescita lenta, soprattutto nei primi anni dopo l’impianto. Non è come molti degli arbusti usati per fare le siepi come il ligustro o il lauroceraso, tuttavia se le condizioni sono buone, ogni anno si potrà notare un incremento costante in altezza e larghezza. In media puoi aspettarti una crescita di circa:
- 15–25 cm l’anno in altezza, nei primi 3–4 anni.
- 10–20 cm l’anno in larghezza, con la chioma che tende ad allargarsi.
In vaso la crescita è più contenuta: la pianta rimane generalmente più bassa e compatta, intorno a 1–1,5 m, a seconda del volume del vaso e delle potature.
Cosa sapere per fare una siepe di lentisco
Per le sue caratteristiche, il lentisco forma siepi sempreverdi dall’aspetto naturale, resistenti a siccità, vento e salsedine. Sono quindi ideali per delimitare proprietà, mascherare recinzioni o proteggere altre piante più delicate.
Per una siepe densa, pianta gli arbusti di lentisco in fila singola distanziandoli di circa 60–80 cm l’uno dall’altro. Se desideri una barriera molto spessa e robusta (ad esempio contro il vento), puoi optare per una fila doppia sfalsata, con distanze tra le piante leggermente maggiori (80–100 cm) e 50–60 cm tra le due file.
Come si moltiplica il lentisco: la talea in acqua
Per avere altri esemplari di lentisco non dovrai acquistare nuove piante: il metodo più usato in ambito hobbistico è la talea, che può essere fatta sia in substrato che, con qualche attenzione, anche in acqua.
In generale, per la talea di lentisco si utilizzano porzioni di ramo semilegnoso, prelevate dalla pianta madre nel periodo giusto, di solito tra fine estate e inizio autunno oppure a fine primavera, quando la pianta è in piena attività vegetativa.
Le bacche di lentisco sono commestibili?
Il lentisco produce, dopo la fioritura, piccole bacche che da verdi diventano rossastre e poi tendono al nero a maturazione. Ma queste bacche sono commestibili?
Le bacche di lentisco non sono considerate un frutto da consumo fresco. Tradizionalmente, però, in alcune zone del Mediterraneo vengono usate per ottenere un olio aromatico. Non sono però indicate da mangiare crude e in grandi quantità.
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