Nel cuore di Roma, tra palazzi barocchi, artisti di strada e caffè affacciati sulla piazza, la Fontana dei Quattro Fiumi domina Piazza Navona come un palcoscenico di pietra, acqua e luce. Più che una semplice fontana, è un gigantesco teatro a cielo aperto in cui sculture monumentali, animali, piante ed elementi simbolici dialogano tra loro in un vortice di movimento e significati. Progettata da Gian Lorenzo Bernini a metà Seicento, la fontana unisce magistralmente architettura, scultura e ingegneria idraulica: intorno, le quattro figure colossali dei fiumi rappresentano i continenti allora conosciuti.
- La Fontana dei Quattro Fiumi: dove si trova
- Chi ha fatto la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona?
- Quali sono i quattro fiumi? La descrizione della fontana
- Animali, piante e simboli nascosti nella fontana
- Leggende, rivalità e curiosità sulla dei Fontana Quattro Fiumi
- Vivere nel centro storico di Roma
La Fontana dei Quattro Fiumi: dove si trova
La Fontana dei Quattro Fiumi è uno dei capolavori barocchi più celebri di Roma, situata al centro di Piazza Navona, una delle piazze da non perdere se si visita la Capitale. La fontana fu progettata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1648 e il 1651 su incarico di papa Innocenzo X e rappresenta, attraverso quattro statue allegoriche, i principali fiumi dei continenti allora conosciuti: il Danubio, il Gange, il Nilo e il Río de la Plata.
Raggiungere la Fontana dei Quattro Fiumi è semplice grazie alla sua posizione nel cuore di Roma.
- Con i mezzi pubblici: non esiste una fermata della metro immediatamente vicina, ma numerose linee di autobus fermano invece nei pressi di Corso Vittorio Emanuele o direttamente attorno a Piazza Navona, rendendo comodo l’accesso senza lunghe camminate.
- A piedi: per chi preferisce muoversi a piedi, la piazza è facilmente raggiungibile dal Pantheon (circa 10–15 minuti) o da Campo de’ Fiori (circa 10 minuti), permettendo di esplorare angoli storici di Roma durante il tragitto.
Chi ha fatto la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona?
Tra il 1648 e il 1651 il papa Innocenzo X Pamphilj immaginò, in quella che oggi è conosciuta da tutti come Piazza Navona, un “salotto urbano” che dialogasse armonicamente con il nuovo Palazzo Pamphilj e con la futura chiesa di Sant’Agnese in Agone, creando un vero e proprio complesso monumentale a servizio dell’immagine della famiglia.
Prima di questa grande trasformazione, al centro della piazza non c’era altro che un abbeveratoio per cavalli, un elemento puramente funzionale e privo di particolare valore artistico. La volontà del papa fu quella di sostituire questa struttura modesta con una grandiosa fontana barocca, alimentata da una derivazione del rinnovato Acquedotto Vergine.
L’assegnazione del progetto diede vita a una delle vicende più celebri della storia dell’arte barocca. Per convincere la corte papale, Gian Lorenzo Bernini fece realizzare un modellino in argento della fontana, alto circa un metro e mezzo. Il gesto, oltre che un atto di straordinaria abilità diplomatica, fu anche una dimostrazione tangibile della visione berniniana: un paesaggio di rocce, fiumi e figure colossali che sostenevano un obelisco sembra sospeso nel vuoto. Il modellino argenteo impressionò tutti e Bernini ottenne la commissione.
La realizzazione dell’opera ebbe però anche un forte impatto economico e sociale. Il costo elevato della realizzazione fu sostenuto in parte attraverso una tassazione straordinaria sul pane, accompagnata da una riduzione del peso delle pagnotte vendute al popolo di Roma.
Quali sono i quattro fiumi? La descrizione della fontana
Il nucleo simbolico della Fontana dei Quattro Fiumi, una delle fontane più spettacolari del mondo, è costituito dalle quattro grandi statue allegoriche che presidiano gli angoli della scogliera. Ognuna rappresenta un grande fiume, scelto come emblema di un continente allora conosciuto: Danubio per l’Europa, Gange per l’Asia, Nilo per l’Africa e Rio de la Plata per l’America.
Le statue furono realizzate da scultori della bottega di Bernini, ma ogni dettaglio iconografico (gesti, attributi, animali, piante) è frutto di una precisa regia berniniana.
Il Danubio: Europa e stemma Pamphilj
Il Danubio rappresenta l’Europa e, non a caso, è la figura più strettamente collegata al potere papale. È il fiume che scorre più vicino alla parete su cui campeggia uno dei grandi stemmi Pamphilj, e con il suo gesto sembra quasi indicarlo o sostenerlo.
Accanto alla figura del fiume emerge dalle rocce un cavallo, colto nell’istante in cui sta per scattare al galoppo.
Il Gange: navigabilità e dragone asiatico
Il Gange è l’allegoria dell’Asia e uno dei personaggi più immediatamente riconoscibili. La figura tiene in mano un lungo remo, chiaro riferimento alla navigabilità del fiume e al ruolo che il Gange ha avuto, e continua ad avere, come via di comunicazione fondamentale per le popolazioni del subcontinente indiano.
Attorno al remo si attorciglia un dragone, creatura fantastica che evoca l’idea di un Oriente remoto, misterioso e ricco di leggende.
Il Nilo: Africa, capo velato e sorgenti ignote
Il Nilo incarna l’Africa e si riconosce a prima vista per il suo capo velato. Questo velo non è un meramente decorativo, ma un preciso simbolo: allude al fatto che, al tempo di Bernini, le sorgenti del Nilo erano ancora sconosciute agli europei. Il fiume africano era quindi percepito come un gigante misterioso, fondamentale per la fertilità delle terre che attraversava, ma in parte avvolto nel segreto.
Ai piedi del Nilo è scolpito un leone che si disseta, potente e pacificato, immerso in un paesaggio sintetizzato tramite poche ma efficaci immagini.
Il Rio de la Plata: America e ricchezza
Il Rio de la Plata rappresenta l’America e forse è la figura più teatrale dell’intero complesso. Il fiume è raffigurato con il braccio sollevato, in un gesto che la tradizione popolare ha letto in modi diversi: c’è chi vi ha visto un tentativo di ripararsi dai presunti crolli della vicina chiesa di Sant’Agnese in Agone, chi un atteggiamento di stupore o paura.
A livello simbolico, la lettura più accreditata parla di un gesto di meraviglia di fronte all’immensa potenza della natura e alla luce (l’obelisco) che domina la scena.
Animali, piante e simboli nascosti nella fontana
Oltre alle figure colossali dei fiumi, l’intero complesso è popolato da animali, piante e simboli araldici che, a un primo sguardo distratto, possono sfuggire, ma raccontano una vera e propria enciclopedia del mondo conosciuto nel Seicento.
- Un cavallo vicino al Danubio, che emerge impetuoso dalle rocce, allude alla forza e alla vitalità dell’Europa;
- un leone africano che si abbevera ai piedi della palma presso il Nilo sintetizza la fauna selvaggia e regale del continente africano;
- un coccodrillo o armadillo accanto al Rio de la Plata, dal sapore quasi “medioevale”, ricorda le creature esotiche descritte nei bestiari dell’epoca;
- un dragone che si avvolge attorno al remo del Gange evoca l’immaginario mitico dell’Asia;
- un serpente di terra che striscia vicino alla base dell’obelisco rappresenta le forze oscure e striscianti della natura;
- un serpente di mare e un delfino che nuotano nella vasca, con le bocche aperte, fungono da inghiottitoi per l’acqua e richiamano il mondo marino.
La componente vegetale è altrettanto curata. Si riconoscono palme, fichi d’India, agavi, peonie e rampicanti scolpite con dimensioni volutamente maggiori rispetto al vero.
Leggende, rivalità e curiosità sulla dei Fontana Quattro Fiumi
Nel corso dei secoli, attorno alla Fontana dei Quattro Fiumi sono fiorite numerose leggende: molte di queste storie ruotano intorno alla presunta rivalità tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini e al dialogo – spesso interpretato come scontro – tra la fontana e la chiesa di Sant’Agnese in Agone, che si affaccia sulla stessa piazza.
- Il Rio de la Plata, con il braccio sollevato, sarebbe raffigurato nell’atto di proteggersi dalla presunta caduta della facciata di Sant’Agnese, opera di Borromini;
- il Nilo, con il capo velato, si coprirebbe gli occhi per non vedere i supposti errori architettonici della chiesa di fronte.
Queste letture, per quanto affascinanti e perfette per il racconto turistico, sono in realtà anacronistiche. La Fontana dei Quattro Fiumi fu inaugurata il 12 giugno 1651, mentre la nuova ricostruzione di Sant’Agnese in Agone sotto la direzione di Borromini iniziò solo in seguito.
Vivere nel centro storico di Roma
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