L'acqua di riso per orchidee: un rimedio naturale che arricchisce il substrato, sostiene la crescita e aiuta le piante a diventare più forti.
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acqua di riso orchidee
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Utilizzare l’acqua di riso è un piccolo “segreto” casalingo per chi ama il giardinaggio e vuole evitare concimi chimici troppo aggressivi. Se impiegata nel modo giusto, può aiutare a mantenere il substrato leggermente più ricco e sostenere le piante nei periodi di crescita. In particolare, risulta essere molto efficace con le orchidee, piante che notoriamente richiedono molte cure e attenzioni. Ecco, allora, come preparare e usare l’acqua di riso per le orchidee.

Cosa fa il riso per le orchidee?

Il riso in cottura rilascia nell’acqua una minima parte di amido, vitamine del gruppo B, tracce di minerali come potassio, fosforo e magnesio, oltre a residui di aminoacidi e antiossidanti presenti nel chicco. Questa combinazione rende l’acqua di riso un tonico per il substrato: non è paragonabile a un concime completo, ma può contribuire a:

  • aumentare la disponibilità di nutrienti nel substrato tra una concimazione e l’altra;
  • stimolare, in parte, l’attività dei microrganismi benefici;
  • favorire una crescita più equilibrata di foglie e radici nelle fasi attive della pianta;
  • ridurre lo stress dopo rinvasi o piccoli traumi, se usata correttamente.

L’acqua di riso non fa miracoli su orchidee in grave sofferenza, con radici già marce o attaccate da parassiti, ma può accompagnare la ripresa di una pianta già stabilizzata.

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Come preparare l'acqua di riso per l'orchidea

Anche l’acqua di riso va preparata in un determinato modo: una soluzione troppo concentrata, sporca o lasciata fermentare a lungo può fare più danni che benefici. Ecco, quindi, come prepararla: 

  • Serviranno 50 grammi di riso per circa 500 ml d’acqua.
  • L’acqua deve essere non salata e non deve avere condimenti.
  • Dopo la cottura del riso, lascia riposare 10–15 minuti, mescolando una o due volte.
  • Con l’acqua già raffreddata, filtra il tutto con un colino fine, scartando il riso.
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Come applicare l’acqua di riso alle orchidee

Una volta preparata, l’acqua di riso va usata con moderazione, come un’integrazione e non come normale annaffiatura. Si può applicare in tre modi diversi, scegliendo quello più adatto al tipo di orchidea:

  • Per immersione breve: immergi il vaso (solo fino al bordo superiore del substrato) in un contenitore con acqua di riso per 5–10 minuti, poi lascia scolare.
  • Per annaffiatura dall’alto: versa lentamente l’acqua di riso sul substrato, evitando di bagnare troppo a lungo foglie e colletto.
  • Ben diluita: diluisci l’acqua di riso in proporzione 1:1 con acqua normale e usala come una comune annaffiatura.

Ogni quanto usare l’acqua di riso per orchidee

L’uso ideale dell’acqua di riso per orchidee è quindi saltuario, come piccolo supporto, non come sostituto dell’acqua normale. In condizioni standard puoi usarla secondo questa frequenza:

  • in primavera–estate: una volta ogni 3–4 annaffiature (circa ogni 3–4 settimane);
  • in autunno–inverno: meno spesso, solo se la pianta è in piena attività e non è in riposo;
  • mai su piante indebolite da marciumi o con substrato vecchio, zuppo o maleodorante.
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Acqua di riso e aglio per le orchidee: funziona?

Alcuni aggiungono all’acqua di riso anche l’aglio, il quale dovrebbe funzionare da rinforzante, antifungino e insetticida naturale. L’idea nasce dal fatto che l’aglio contiene composti solforati (come l’allicina) con azione antimicrobica, che in teoria potrebbero aiutare a limitare alcuni funghi o batteri nel substrato.

Da un lato, l’aglio può effettivamente ostacolare la proliferazione di certi microrganismi; dall’altro, la stessa miscela, se troppo concentrata o mal gestita, può irritare piante già sensibili. 

L’ideale sarebbe, dopo aver già preparato l’acqua di riso, schiacciare 1–2 spicchi d’aglio in un mortaio o con una pressa, aggiungendolo in infusione per qualche ora. In seguito, il tutto andrebbe sempre filtrato accuratamente.

Qual è il miglior concime naturale per le orchidee

L’acqua di riso per orchidee può essere un aiuto interessante, ma non sostituisce un concime equilibrato. Tra i fertilizzanti per orchidea fatti in casa, quindi, potresti anche usare:

  • Estratti di alghe: ricchi di microelementi, stimolano radici e resistenza. Tra i contro, invece, bisogna ricordare che costano di più e richiedono un dosaggio accurato.
  • Tè di compost o macerati: molto nutritivi e ricchi di microrganismi utili, anche in questo caso però bisogna fare attenzione a eccedere con le dosi e le quantità.

Qualunque sia il prodotto scelto, quindi, un approccio efficace è seguire la regola del “poco ma spesso”: concima con un prodotto bilanciato ogni 2–3 annaffiature, a dose dimezzata rispetto a quella indicata in etichetta, e inserisci l’acqua di riso solo ogni tanto, ad esempio una volta al mese, al posto di una normale irrigazione.

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