A pochi chilometri dalla capitale danese esiste un luogo che sembra disegnato più da un artista che da un urbanista: linee morbide, geometrie ripetute e un forte senso di armonia con la natura raccontano una precisa idea di vita all’aria aperta. Non si tratta di un parco pubblico né di un'installazione contemporanea, ma di un progetto nato per rispondere a bisogni concreti; è qui che prendono forma i giardini di Naerum, diventati nel tempo un piccolo caso di studio internazionale nella gestione consapevole e rispettosa del paesaggio.
Naerum: storia dei giardini rotondi di Sørensen
La storia dei giardini di Nærum inizia alla fine degli anni Quaranta, in un’Europa che sta cercando di ricostruirsi dopo la Seconda guerra mondiale. Come in molti altri Paesi, in Danimarca il tema dell’accesso alla terra, del tempo libero e del benessere delle famiglie urbane diventa centrale per poter ricominciare a vivere dopo gli orrori delle deportazioni e la distruzione; a immaginare una risposta nuova a queste esigenze è Carl Theodor Sørensen, uno dei più importanti architetti paesaggisti danesi del Novecento.
Sørensen aveva notato come le persone utilizzassero gli spazi verdi informali, ossia piccoli orti improvvisati, aree comuni trasformate spontaneamente in luoghi di socialità, spazi recintati con soluzioni di fortuna; da queste osservazioni nasce l’idea di creare giardini privati inseriti in un disegno collettivo. Nel 1948 prende dunque forma il progetto dei giardini rotondi di Nærum, destinati principalmente agli abitanti dei complessi residenziali vicini.
La scelta della forma circolare è estremamente caratterizzante: Sørensen riteneva infatti che il cerchio favorisse un senso di protezione e intimità, rompendo allo stesso tempo la rigidità delle griglie urbane tradizionali.
Il progetto dei giardini rotondi
Il progetto si basa su un principio tanto semplice quanto radicale: ogni appezzamento ha la stessa forma e le stesse dimensioni, organizzato come un grande fiore visto dall’alto; infatti i giardini, che sono circa quaranta, sono disposti in cerchi perfetti, separati da siepi basse che garantiscono privacy senza isolare completamente i proprietari.
Al centro di ognuno si trova una piccola casetta in legno, pensata non come abitazione ma come rifugio per gli attrezzi, luogo di riposo e spazio conviviale. Intorno, anche una porzione di terreno destinata alla coltivazione, secondo una tradizione molto radicata nei Paesi nordici, ossia produrre parte del proprio cibo ma anche trascorrere tempo all’aria aperta, in modo semplice e condiviso.
Sørensen, però, non impone regole rigide sull’uso del terreno, ma definisce una cornice precisa: l’idea è che all’interno di uno schema comune possa svilupparsi la libertà individuale. E ancora oggi, passeggiando tra i giardini, si notano differenze evidenti tra chi privilegia l’orto, chi i fiori, chi un prato curato per i bambini.
Dove si trovano i giardini di Naerum
I giardini di Nærum si trovano in Danimarca nel comune di Rudersdal, a circa 15 chilometri a nord di Copenaghen, una delle città più vivibili al mondo, in una zona residenziale immersa nel verde. Raggiungerli è semplice anche senza auto: dalla capitale basta prendere il treno S-tog fino alla stazione di Nærum, da cui si prosegue a piedi o in bicicletta per pochi minuti.
La posizione è uno degli elementi chiave del progetto: abbastanza vicina alla città da essere facilmente accessibile, ma sufficientemente decentrata da offrire tranquillità e contatto con la natura. Per chi volesse ammirarli dal vivo, però, si ricorda che i giardini non sono un’attrazione turistica organizzata, ma possono essere osservati dall’esterno, rispettando sempre la privacy dei proprietari.
Come diventare proprietario di uno dei giardini di Naerum
Diventare proprietario di uno dei giardini di Nærum non è semplice e non lo è mai stato. Fin dalla loro creazione, questi spazi sono stati pensati come orti familiari assegnati attraverso cooperative e associazioni, secondo un modello molto diffuso in Danimarca. La domanda ha però sempre superato l’offerta, trasformandoli in un bene molto ambito.
Oggi l’assegnazione avviene tramite una lista d’attesa gestita dall’associazione che cura l’area. È possibile iscriversi attraverso il sito ufficiale, dove vengono pubblicate anche le regole di utilizzo e i principi fondamentali della comunità. L’acquisto vero e proprio non riguarda però il terreno, che resta collettivo, ma il diritto d’uso del giardino e della casetta.
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