Nel 2024, le emissioni di gas a effetto serra dell’economia dell’UE, derivanti dalle attività economiche e dalle famiglie, hanno totalizzato 3,3 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalenti. Ciò rappresenta una diminuzione dell’1% rispetto al 2023 e una riduzione del 20% rispetto al 2013.
Tra il 2013 e il 2024, il settore energetico (fornitura di elettricità, gas, vapore e aria condizionata) ha registrato il calo più marcato e la maggiore riduzione complessiva, con una diminuzione del 49% (-512 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti). Nello stesso periodo, altre tre attività economiche hanno registrato riduzioni a doppia cifra: estrazione mineraria e attività di cava (-37%, -25 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti), manifattura (-18%, -146 milioni di tonnellate) e servizi (-14%, -36 milioni di tonnellate).
Le uniche due attività economiche che hanno registrato un aumento delle emissioni sono state il trasporto e il magazzinaggio (+14%, +57 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti) e le costruzioni (+6%, +3 milioni di tonnellate).
L’intensità delle emissioni di gas a effetto serra misura la quantità di emissioni (in CO₂ equivalenti) per unità di valore aggiunto lordo (misurato in euro) in un’economia. È un indicatore dell’efficienza climatica della produzione economica. Una diminuzione dell’intensità delle emissioni significa minori emissioni a parità di valore aggiunto generato.
Nell’UE, l’intensità delle emissioni di gas a effetto serra è diminuita del 34% tra il 2013 e il 2024. Ciò è il risultato della diminuzione simultanea delle emissioni di gas a effetto serra dell’economia dell’UE e dell’aumento del suo valore aggiunto (+20%). Le riduzioni più consistenti sono state registrate in Estonia (-64%), Irlanda (-50%) e Finlandia (-44%). In Italia il calo è stato del 29,2 per cento. Solo Malta (+17%) ha visto aumentare la propria intensità di emissioni dal 2013.
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