Il tempio di Abu Simbel è uno dei simboli più universalmente famosi dell’antico Egitto, ma ciò che molti non sanno è che la sua posizione attuale non è quella originale. Lo spostamento del Tempio di Abu Simbel è ricordato come una delle più grandi imprese di ingegneria del XX secolo: l’imponente complesso voluto da Ramses II è stato infatti smontato pezzo per pezzo e ricostruito più in alto rispetto al suo punto di nascita. Senza questo intervento, i templi sarebbero scomparsi per sempre sotto le acque del Lago Nasser, compromettendo un patrimonio di 3.300 anni.
Perché il tempio di Abu Simbel è stato spostato
La ragione dello spostamento è legata direttamente alla costruzione della diga di Assuan, un progetto colossale promosso negli anni ’60 dal governo egiziano per controllare le piene del Nilo e incrementare la produzione di energia. Il risultato era il gigantesco Lago Nasser, uno dei laghi artificiali più grandi del mondo, un bacino lungo centinaia di chilometri che avrebbe inevitabilmente sommerso l’intera regione nubiana, inclusi i templi di Abu Simbel.
L’avvicinarsi dell’allagamento spinse l’Egitto a rivolgersi all’UNESCO, che lanciò una campagna di salvataggio internazionale senza precedenti. Più di cinquanta Paesi offrirono supporto tecnico, economico e logistico. Dopo anni di studi e dibattiti, venne scelta la soluzione più audace: tagliare il tempio in blocchi e ricostruirlo su un terreno più alto, mantenendo lo stesso orientamento astronomico.
Come è stato fatto lo spostamento del tempio di Abu Simbel
Lo spostamento iniziò nel 1964 e durò quattro anni. L’intera montagna fu sezionata insieme ai templi: blocchi enormi, dal peso anche superiore alle dieci tonnellate, vennero numerati, catalogati e sollevati con gru specializzate. Successivamente furono ricomposti su una collina artificiale costruita apposta per replicare la parete rocciosa originaria.
Una delle sfide più delicate fu la conservazione del fenomeno luminoso più famoso d’Egitto: l’allineamento del sole che, due volte all’anno, all’alba, illumina le statue del santuario interno. Gli ingegneri calcolarono ogni centimetro e, nonostante il complesso sia stato ricostruito in un punto diverso, l’effetto si verifica ancora oggi, con uno scostamento minore di un giorno, dovuto alla nuova configurazione del sito.
Dove era prima e dove si trova Abu Simbel adesso
In origine, Abu Simbel si trovava incastonato nella roccia naturale di una collina della Nubia meridionale, a pochi chilometri dal confine con l’attuale Sudan. In base alla sua posizione lungo la riva occidentale del Nilo il tempio doveva essere un segnale di potere rivolto verso il sud, un monito a chiunque volesse sfidare l’autorità di Ramses II.
Oggi si trova poco distante dal sito originario, ma significativamente più in alto e più indietro rispetto al fiume. La ricollocazione, oltre a salvarlo, ha permesso di creare una scenografia suggestiva, con i templi che si affacciano sull’immensità del Lago Nasser. Anche se la montagna attuale è artificiale, il lavoro svolto è così accurato che molti visitatori non si accorgono della differenza.
I colossi seduti, alti oltre venti metri, continuano a dominare il paesaggio come facevano 3 millenni fa, e l’ambiente circostante, più aperto e silenzioso, esalta ulteriormente la loro imponenza.
Com’è fatto il tempio di Abu Simbel all’interno
Varcare l’ingresso del tempio maggiore significa fare un salto nel cuore della propaganda politica e religiosa del Nuovo Regno. Nonostante il trasferimento, l’interno è stato ricostruito con una precisione straordinaria, rispettando non solo le dimensioni, ma anche le angolazioni e la disposizione originaria degli ambienti.
- La prima sala che si incontra è la grande sala ipostila, con otto statue colossali di Ramses II che fiancheggiano il cammino. Le pareti raccontano, attraverso rilievi monumentali, le vittorie militari del faraone. Tra queste spicca la rappresentazione della battaglia di Qadesh, una delle più celebri della storia egiziana, dove Ramses II si autocelebra come conquistatore invincibile.
- Procedendo verso l’interno, la luce si fa più soffusa. Le camere si rimpiccioliscono, quasi a voler accompagnare il visitatore verso un crescendo spirituale che culmina nel santuario. Qui siedono quattro divinità: Amon di Tebe, Ra-Horakhty, Ptah di Memphis e Ramses II divinizzato. Sono proprio queste statue che, durante il fenomeno solare di febbraio e ottobre, vengono illuminate dai primi raggi dell’alba, un evento che attira ogni anno migliaia di persone da tutto il mondo.
- Il tempio minore, dedicato alla dea Hathor e alla regina Nefertari, non è meno affascinante. La sua facciata mostra sei statue colossali, in cui la figura della regina è rappresentata alla stessa altezza del faraone, un onore rarissimo che sottolinea il ruolo speciale di Nefertari.
Come arrivare ad Abu Simbel in Egitto
Raggiungere Abu Simbel richiede un po’ di organizzazione, ma le opzioni sono diverse e tutte relativamente comode. Il punto di partenza più semplice è Assuan, una delle città più importanti dell'Antico Egitto, il punto più vicino e ben collegato al resto del Paese. Una volta giunti a destinazione, l’accesso ai templi è semplice e ben organizzato. L’area archeologica dispone di spazi d’ombra, servizi per i visitatori e percorsi chiari che conducono direttamente ai monumenti.
- Molti scelgono il volo interno, il metodo più rapido e diretto, soprattutto se si ha poco tempo a disposizione.
- Altri preferiscono partire via terra, con minivan o auto con autista che attraversano il deserto nubiano, percorrendo un panorama spettacolare.
- Esiste anche una terza opzione, meno comune ma estremamente suggestiva: raggiungere Abu Simbel tramite una crociera sul Lago Nasser. È un modo lento e affascinante di avvicinarsi ai templi, specialmente per chi vuole vivere un’esperienza più particolare, circondato dal deserto e dalle acque del grande lago artificiale.
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