Poco fuori dal centro storico di Urbino si trova un complesso architettonico che ha lasciato un segno nella cultura progettuale italiana del secondo Novecento; si tratta di residenze universitarie con un’idea di spazio che dialogare con il paesaggio circostante, con la città e con la vita quotidiana degli studenti. I Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo rappresentano un’architettura riconoscibile e sperimentale che, ancora oggi, mantiene una sorprendente attualità ed è diventata nel tempo un punto di riferimento per generazioni di progettisti.
Il progetto collegi di Urbino: un capolavoro di De Carlo
L’incarico per la realizzazione dei Collegi universitari di Urbino segna un passaggio importante nella carriera di Giancarlo De Carlo e, allo stesso tempo, un momento di rilievo nella storia dell’architettura italiana del Novecento.
Dopo aver lavorato al piano regolatore della città, l’Università gli affida un progetto nato da un’esigenza concreta, ovvero offrire alloggi agli studenti fuori sede. De Carlo coglie l’occasione per superare la semplice funzione abitativa, trasformando le residenze universitarie in luoghi di relazione, socialità e crescita collettiva, strettamente integrati nel paesaggio marchigiano.
Fondamentale per la riuscita dell’intervento è la sintonia con il rettore Carlo Bo, che concepisce l’università come un organismo aperto, capace di dialogare con Urbino e con il suo territorio; il primo nucleo, il Colle, viene avviato nel 1963 e nei vent’anni successivi, fino al 1983, il progetto si sviluppa in modo coerente e progressivo, arrivando a ospitare oltre 1.150 studenti all’interno di un sistema architettonico unitario e innovativo.
Quali e come sono i Collegi universitari di Urbino
De Carlo progetta il campus dei Collegi universitari di Urbino come un insieme articolato di nuclei residenziali, diversi per forma, dimensioni e soluzioni architettoniche, ma comunque legati da un disegno unitario.
Durante la fase di costruzione, le maestranze attribuiscono a ciascun complesso un nome ispirato alla sua forma planimetrica: nascono così il Colle, il Tridente, le Serpentine, l’Aquilone e la Vela, in un richiamo ideale alle costellazioni celesti.
Il Collegio del Colle
Costruito tra il 1962 e il 1966, è il primo nucleo del campus e definisce i principi progettuali dell’intero intervento; al centro si trova un edificio affacciato sul belvedere che ospita i principali servizi comuni, come portineria, spazi ricreativi, ristorante, biblioteca e sala conferenze, per una capacità complessiva di circa 150 studenti.
Da questo nucleo centrale si sviluppano le case studio, distribuite sulle terrazze del colle e collegate da percorsi pedonali che seguono l’andamento naturale del terreno.
Il Collegio Il Tridente
Realizzato tra il 1973 e il 1980, Il Tridente è il complesso più articolato del campus; è composto da cinque blocchi disposti a tridente lungo il pendio e può ospitare 352 studenti.
Il fulcro dell’insieme è l’edificio semicircolare con le aule didattiche, affiancato da spazi comuni come il bar, le sale di soggiorno, le sale di lettura e un teatro; i tre corpi residenziali si sviluppano invece verso valle, assecondando la pendenza naturale della collina.
Aquilone - Serpentine
Costruiti tra il 1973 e il 1981, questi due nuclei devono il loro nome alla particolare configurazione planimetrica e vengono spesso considerati insieme, poiché collegano il Tridente alla Vela:
- le Serpentine, più compatte, ospitano 152 studenti in camere singole organizzate in piccoli nuclei condivisi;
- l'Aquilone, invece, accoglie 256 studenti in camere doppie con servizi privati e concentra al suo interno anche alcune funzioni ricreative.
Il Collegio La Vela
Completato nel 1983, è l’ultimo intervento del campus e si colloca all’estremità sud-ovest del Colle dei Cappuccini; La Vela può ospitare 444 studenti in camere doppie dotate di bagno e cucina, affacciate su giardini pensili.
Il complesso comprende un teatro da 300 posti e ampi spazi comuni e rappresenta la fase più matura del progetto di De Carlo, dove funzionalità, qualità degli spazi e il rapporto con il paesaggio raggiungono un equilibrio particolarmente efficace.
Lo stile architettonico dei Collegi di Urbino
Nel progetto complessivo dei Collegi universitari di Urbino, Giancarlo De Carlo adotta una struttura policentrica basata sulla cosiddetta forma a grappolo, pensata in relazione con la morfologia del territorio urbinate; l’impianto non è mai rigido o simmetrico, ma nasce dall’osservazione del luogo e delle sue pendenze, sviluppandosi come un insieme di edifici autonomi ma interconnessi.
I principi che guidano la composizione architettonica dei Collegi universitari di Urbino sono dunque chiari e facilmente riconoscibili:
- rapporto diretto tra architettura e natura, secondo l’idea di un costruito che si inserisce nel paesaggio senza forzarlo;
- integrazione tra volumi e suolo, ottenuta seguendo l’andamento del terreno, utilizzando coperture verdi e valorizzando la luce naturale dall’alto;
- rifiuto di soluzioni ripetitive, con una grande varietà di schemi distributivi, forme e tipologie abitative;
- uso coerente dei materiali, con il mattone come elemento dominante e il cemento a vista riservato alle strutture portanti e agli elementi a sbalzo;
- centralità degli spazi comuni, concepiti come luoghi di incontro e socialità, aperti sia agli studenti sia alla cittadinanza.
L’architettura dei Collegi universitari di Urbino non imita il centro storico; al contrario, instaura con esso un dialogo diretto e contemporaneo, mettendo in relazione il costruito moderno con il paesaggio naturale e urbano in modo equilibrato e consapevole.
I collegi di Urbino oggi
A distanza di oltre quarant'anni dalla conclusione dei lavori, il campus universitario progettato da De Carlo continua a svolgere la sua funzione originaria: ospita ancora più di mille studenti e rappresenta un'eredità viva nel panorama dell'architettura italiana.
Riconosciuto a livello internazionale come capolavoro dell'architettura del Novecento e indubbiamente tra le principali opere di Giancarlo De Carlo, il complesso affronta oggi la sfida della conservazione e del restauro. Gli interventi di manutenzione e adeguamento normativo devono infatti confrontarsi con la necessità di preservare l'autenticità materica e spaziale dell'opera, mantenendo anche standard di sicurezza e comfort adeguati alle esigenze contemporanee.
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