Nel 2026 le spese di trasporto pubblico continuano a rappresentare una voce importante per molti contribuenti, ma non tutti sanno quali costi siano effettivamente detraibili. Capire quali spese di trasporto inserire nel 730 è fondamentale per ottenere un risparmio concreto sulle imposte. Quanto si può recuperare davvero e quali sono i limiti previsti dalla normativa? Dove inserire correttamente queste spese nella dichiarazione dei redditi per evitare errori? Ecco tutto quello che c'è da sapere, con una guida per chiarire passo dopo passo come funzionano le detrazioni per le spese di trasporto nel 2026.
Quali spese per il trasporto sono detraibili nel 2026?
Anche nel 2026, sulla scia di quanto accaduto negli anni precedenti, è possibile ottenere un risparmio fiscale inserendo nella dichiarazione dei redditi alcune spese di trasporto sostenute durante l’anno precedente, ossia nel 2025. Secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2018, è possibile detrarre dall’Irpef le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale relativi a:
- autobus urbani ed extraurbani;
- metropolitane;
- tram;
- treni regionali e interregionali;
- alcuni servizi di trasporto pubblico integrato.
L’agevolazione riguarda i costi sostenuti direttamente dal contribuente per l’acquisto di un abbonamento del trasporto pubblico, ma si possono inserire nel 730 anche le spese di trasporto dei familiari a carico, avendo cura di conservare il titolo di viaggio e la documentazione relativa al pagamento, affinché si possa beneficiare della detrazione.
Sono detraibili le spese di trasporto per i figli, che siano fiscalmente a carico, a condizione che riguardino abbonamenti a mezzi pubblici locali, regionali o interregionali, ricordando che non si possono detrarre i costi sostenuti per i biglietti singoli o le spese per i taxi e i servizi privati.
Prevista la detrazione delle spese di trasporto per gli studenti universitari e questo vale sia per gli studenti fuori sede che per i pendolari, a prescindere dall’università frequentata, visto che la discriminante è data dal fatto che il trasporto sia pubblico e in abbonamento.
Quanto si recupera con il 730 per le spese di trasporto?
La detrazione IRPEF prevista attualmente dalla legge è pari al 19% e il limite per le spese di trasporto nel 730 è pari a un massimo di 250 euro all’anno per contribuente. Questo significa che se si spendono 250 euro o più, si recuperano 47,50 euro, ossia il 19% di 250 euro, mentre se si spende meno, il rimborso sarà proporzionale.
Le spese di trasporto sostenute da familiari a carico si sommano a quelle eventuali del contribuente, lasciando immutato il tetto dei 250 euro, quale importo limite che si può portare in detrazione. La detrazione per gli abbonamenti ai mezzi pubblici 2026 rientra tra quelle riconosciute per quest’anno, come si evince dalla tabella di seguito.
| SPESA | DETRAZIONE | LIMITE MASSIMO |
| Ristrutturazioni edilizie | 50%/36% | 96.000 euro |
| Ecobonus | Fino al 65% | 96.000 euro |
| Sismabonus | 50%-85% | 96.000 euro |
| Spese sanitarie | 0,19 | Senza limite |
| Spese veterinarie | 0,19 | 550 euro |
| Spese scolastiche | 0,19 | 1.000 euro |
| Spese universitarie | 0,19 | Senza limite |
| Interessi passivi mutuo | 0,19 | 4-000 euro |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | 50% | 5.000 euro |
| Polizze assicurazioni | 0,19 | Da 530 a 750 euro |
| Spese funebri | 0,19 | 1.550 euro |
| Attività sportive ragazzi | 0,19 | 210 euro per figlio |
| Asili nido | 0,19 | 632 euro per figlio |
| Erogazioni liberati | 0,3 | 30.000 euro |
| Assistenza disabili | 0,19 | 2.100 euro |
| Psicoterapia | 0,19 | 2.500 euro |
| Corsi formazione professionale | 0,19 | 1.000 euro |
| Abbonamenti trasporti extraurbani | 0,19 | 1.000 euro |
Come si fa a detrarre le spese di trasporto?
Per poter beneficiare della detrazione del 19% sulle spese di trasporto, è necessario seguire alcuni passi importanti. In primis, è importante conservare la documentazione, vale a dire la ricevuta di pagamento, l’abbonamento, cartaceo o digitale, ed eventuali documenti che dimostrino la durata e l’intestatario.
In secondo luogo, bisogna verificare i requisiti, quindi prima di inserire la spesa nel 730 servirà assicurarsi che si tratti di un abbonamento e non di un biglietto singolo, che il servizio sia pubblico e che la spesa sia stata effettivamente sostenuta nell’anno d’imposta.
Fatto ciò, il passo successivo è quello dell’inserimento dei dati nel 730, avendo cura di fornire tutta la documentazione nel caso in cui si decida di rivolgersi a un CAF o a un commercialista. Dopo l’invio della dichiarazione dei redditi, il rimborso spettante sarà calcolato automaticamente e arriverà in busta paga o insieme alla pensione.
Dove inserire nel 730 le spese dei trasporti?
Un passaggio senza dubbio importante è quello relativo alla compilazione della dichiarazione dei redditi. Come inserire le spese di trasporto nel 730 precompilato? Solitamente le spese sono già presenti automaticamente in questo modello, ma è sempre utile verificare, visto che potrebbero essere incomplete o mancanti.
Il contribuente avrà sempre la possibilità di inserire le spese, compilando il Quadro E – Oneri e Spese del 730 e in particolare il rigo E8-E10, dedicato proprio alle spese di trasporto. Si dovrà utilizzare il “codice 40”, che identifica specificamente le spese per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico.








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