Dai sentieri alle castagne, perché la Valle Isarco incanta sempre

Guida pratica a una valle facile da raggiungere e piena di sorprese, tra Vipiteno, Bressanone e Chiusa.
valle isarco
Oliver Abels, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Quando la neve ammorbidisce vigne e castagneti e le campane del Duomo di Bressanone si diffondono nell'aria fredda, la Valle Isarco sembra un palcoscenico. In primavera i pendii si accendono di fiori di melo, in estate le malghe si aprono ai camminatori e in autunno il profumo di castagne e vino nuovo riempie le stube. È una valle lunga e varia, dal Brennero fino a Bolzano, dove ogni tratto cambia volto: città storiche, borghi alpini, fortezze asburgiche, miniere medievali e sentieri.

Come arrivare e quando andare

La Valle Isarco segue l'asse nord-sud che unisce Italia, Austria e Germania, per questo risulta tra le zone più semplici da raggiungere dell'Alto Adige. L'autostrada del Brennero e la ferrovia corrono lungo tutta la valle: Bressanone, Vipiteno e Chiusa hanno stazioni vicine al centro e uscite dedicate per chi viaggia in auto. Per l'aereo, lo scalo più comodo è Bolzano; in alternativa si utilizzano spesso Verona o Innsbruck, proseguendo poi su rotaia o su strada. 

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In inverno domina la neve, grazie ai comprensori di Ladurns-Colle Isarco, Racines-Giovo, Monte Cavallo-Vipiteno, Gitschberg Jochtal-Rio Pusteria e Plose sopra Bressanone, nota per una delle piste più lunghe dell'Alto Adige. In primavera i pendii fioriscono e invitano a camminate leggere; in estate le temperature restano miti anche nelle ore centrali, ideali per escursioni e bici. 

Dove fermarsi e quanto restare

Per un primo assaggio conviene prevedere tre o quattro giorni, scegliendo una base centrale come Bressanone o Chiusa per alternare città, borghi e natura. Chi predilige sci o trekking può allungare facilmente a una settimana, magari dormendo in quota nei paesi sulle terrazze soleggiate - Maranza, Villandro o Barbiano - per svegliarsi già affacciati sulle montagne.

Città storiche e borghi: da Vipiteno a Chiusa

La dimensione culturale della valle è un percorso a tappe, ognuna con un carattere nitido. All'estremità nord Vipiteno incarna la cittadina tirolese: due assi principali, Città Nuova e Città Vecchia, fiancheggiati da case colorate con bovindi e portali in pietra, insegne in ferro battuto come piccoli lavori d'oreficeria. La Torre delle Dodici domina la piazza e diventa il riferimento visivo, soprattutto durante l'Avvento quando il mercatino profuma di cannella, vin brulé e dolci speziati, mentre la neve spolvera i tetti.

Poco più a sud la Fortezza di Franzensfeste occupa interamente una collina rocciosa: opera asburgica dell'Ottocento, è un labirinto di corridoi, scale e cortili che racconta la storia militare delle Alpi e della frontiera, uno dei più potenti esempi di architettura fortificata del Tirolo storico. Proseguendo si entra nel territorio di Bressanone, la città più antica dell'Alto Adige: portici, palazzi affrescati, locande tradizionali e la grande Piazza del Duomo, dove in inverno prende forma uno dei mercatini più scenografici della regione.

Il Duomo custodisce un tesoro prezioso e un chiostro con cicli di affreschi che attraversano i secoli, mentre nel vicino Palazzo Vescovile ha sede il Museo Diocesano: circa settanta sale dedicate all'arte sacra della regione, una ricca collezione di presepi e opere di maestri come Lucas Cranach e Giambattista Tiepolo. 

Da qui, una passeggiata pianeggiante tra vigne e masi conduce all'Abbazia di Novacella, tra i più importanti complessi monastici dell'arco alpino. La chiesa barocca è un susseguirsi di stucchi bianchi, dorature e affreschi; tutt'intorno si estendono i vigneti della zona vitivinicola più settentrionale d'Italia, con una cantina nota per i bianchi: una degustazione aiuta a percepire come l'escursione termica della valle si traduca in profumi e mineralità nel bicchiere.

Scendendo ancora, Chiusa (Klausen) appare raccolta sotto la rupe di Sabiona. Nota come "città degli artisti" e inclusa tra i borghi più belli d'Italia, concentra lungo la via principale edifici alti, portali in pietra e insegne lavorate, con il monastero di Sabiona a vegliare dall'alto. Il Museo Civico conserva il Tesoro di Loreto, collezione di oggetti sacri, gioielli e dipinti tra XVI e XVII secolo, frutto di legami culturali che superano le Alpi.

Le terrazze soleggiate: Velturno, Villandro e Barbiano

A pochi chilometri dal fondovalle si aprono terrazze luminose. Velturno ospita un castello rinascimentale, già residenza estiva dei principi vescovi di Bressanone, con stanze affrescate e una camera rivestita da intarsi lignei di pregio. Villandro sorprende con la parrocchiale tardogotica di San Stefano e un cimitero dal disegno insolito, dove croci metalliche decorate si allineano davanti ai tumuli. Barbiano si riconosce dal campanile inclinato e offre ampie vedute verso le Dolomiti; da qui partono l'escursione alle cascate e il percorso verso le Tre Chiese, antico insieme di edifici sacri nel bosco.

Sentieri, bici e montagne: la "valle dei camminatori"

La rete di percorsi è fittissima, dai giri tra masi e vigneti ai trekking d'alta quota. Il filo conduttore che collega fondovalle e colline è il Sentiero delle castagne (Keschtnweg): circa 63 chilometri dall'Abbazia di Novacella fino al Renon, sopra Bolzano, tra castagni secolari, prati e piccoli paesi. Lungo il cammino si incontrano residenze storiche, cappelle isolate, masi dove in autunno si pratica il Torggelen e scorci continui sulla valle; il percorso è piacevole in ogni stagione, grazie all'ombra estiva e ai colori ramati d'autunno.

Sopra Bressanone, la Plose è la montagna "di casa". In inverno offre piste, tra cui una discesa notissima per lunghezza; in estate diventa una terrazza naturale sulle Dolomiti, con itinerari facili come il WoodyWalk, punteggiato da installazioni in legno e giochi d'acqua. Altre montagne - da Racines-Giovo a Gitschberg Jochtal - propongono malghe, pascoli e sentieri con dislivelli contenuti e vedute ampie, formula ideale per camminare senza forzare.

Chi pedala trova l'asse della ciclabile della Valle Isarco: quasi 100 chilometri dal Brennero a Bolzano, alternando meleti, campi e passaggi scenografici sotto pareti rocciose, con soste naturali a Vipiteno, Bressanone e Chiusa. La ferrovia parallela è una garanzia in più: se la stanchezza si fa sentire, si può sempre salire su un regionale. 

Per chi è attratto dal mondo sotterraneo, la miniera di Villandro - attiva nel Medioevo per argento, rame e altri minerali - permette di visitare le gallerie Elisabeth e Lorenz. In Val di Funes, a Tiso, un piccolo museo espone i celebri geodi: sassi comuni all'esterno, cavità scintillanti di quarzo e ametista all'interno.

Nelle giornate di pioggia o per alternare outdoor e indoor, Bressanone offre strutture come la palestra d'arrampicata Vertikale, con pareti per diversi livelli, e il palaghiaccio cittadino, che consente di pattinare su ghiaccio ben curato anche quando fuori non fa freddo.

Torggelen, castagne e le settimane della buona cucina

L'autunno definisce più di ogni altra stagione l'identità gastronomica della valle. Tra fine settembre e metà novembre i masi tra Bressanone, Velturno, Villandro, Barbiano e Chiusa aprono le stube per il Torggelen, tradizione contadina legata alla fine della vendemmia. 

In ambienti di legno con stufe in maiolica, arrivano piatti sostanziosi: zuppa d'orzo fumante, tris di canederli con spinaci, speck o formaggio, mezzelune ripiene, poi i piatti misti di carne con salsicce e crauti. Il vino novello accompagna le portate, prima delle immancabili castagne arrostite servite calde, con la buccia che si stacca facilmente e un profumo dolce e persistente.

In questo periodo il Keschtnweg diventa un vero corridoio gastronomico: frutteti, vigneti e castagneti raccontano un paesaggio agricolo vivo, in cui il prodotto visto sugli alberi ritorna nel piatto, anche in versioni dolci con burro fuso, miele o dessert al cucchiaio. 

Durante l'anno, la valle celebra la propria cucina con le Settimane della buona cucina della Valle Isarco, tra le rassegne più longeve dedicate alle specialità locali: ricette di famiglia rilette in chiave attuale, dagli spatzle con verdure croccanti agli arrosti cotti lentamente con canederli alle erbe, fino ai dolci a base di mele delle vallate basse. 

Anche i mercatini di Natale hanno un ruolo gastronomico. A Bressanone, le casette in Piazza del Duomo propongono artigianato e sapori come Zelten alla frutta secca, biscotti alla cannella, succhi di mela caldi e patate al forno con erbe. A Vipiteno, ai piedi della Torre delle Dodici, si trovano salsicce alla griglia, formaggi di malga e punch fumante, mentre la neve completa la scena. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Tra borghi colorati e vigne a perdita d’occhio: c’è una valle incantata che sembra un regno delle fiabe in ogni stagione

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