A Langhirano, a pochi chilometri da Parma, si trova la culla del Prosciutto di Parma, uno dei simboli più riconoscibili della cucina italiana nel mondo. Qui una tradizione antica è diventata identità e lavoro, facendo crescere l'economia locale e la popolazione negli ultimi decenni. Ridurre Langhirano al solo prosciutto, però, sarebbe un errore: il territorio custodisce un castello, un'abbazia con un belvedere sorprendente e un percorso d'arte immerso nel verde.
Dalle origini ai Canossa: l'identità del borgo
Le radici di Langhirano affondano nell'epoca romana, ma è nel Medioevo che il paese assume la fisionomia attuale. Le prime attestazioni documentarie risalgono all'XI secolo, quando il territorio rientrava nei domini dei conti di Canossa, tra le famiglie più influenti del tempo. La posizione, lungo le rotte commerciali tra Parma e la Toscana, favorì scambi e sviluppo, lasciando in eredità un centro storico che conserva tratti autentici del suo impianto antico.
Il prosciutto di Parma, qui dove tutto prende sapore
Langhirano è universalmente riconosciuta come il cuore della produzione del Prosciutto di Parma. Il risultato nasce da pratiche tramandate di generazione in generazione, dal clima e dall'aria di collina, oltre che da una stagionatura regolata con attenzione.
Il Museo del Prosciutto: percorso e degustazione
Per capire davvero come nasce il celebre prosciutto, si dovrebbe mettere in programma il Museo del Prosciutto, tappa del circuito dei musei del cibo. L'allestimento ripercorre la storia del prodotto, dall'antichità alle tecniche moderne, passando per curiosità e usi gastronomici. Il percorso si chiude con una degustazione che valorizza il Prosciutto di Parma e altre specialità del territorio, offrendo un collegamento concreto tra racconto e sapore. È la porta d'accesso ideale per avvicinarsi alla cultura del luogo con tutti i sensi.
Castello di Torrechiara: scenografia e leggenda
Dominando le colline a ridosso del borgo, il Castello di Torrechiara è la prima immagine che cattura lo sguardo. Costruito tra il 1448 e il 1460 per volontà di Pier Maria Rossi, conserva le proporzioni eleganti e le torri massicce della grande architettura tardomedievale. L'accesso passa per un piccolo borgo e conduce a un portone imponente, preludio a una storia che intreccia potere e sentimenti. Il maniero è infatti legato alla relazione leggendaria tra il conte e la sua amata, una trama che ancora riecheggia tra corti e saloni.
Badia di Santa Maria della Neve e il belvedere "da cartolina"
Poco distante dal torrente Parma e dal Borghetto di Torrechiara, la Badia di Santa Maria della Neve aggiunge una nota contemplativa all'itinerario. Il complesso, commissionato nel 1471 da Pier Maria Rossi, accoglie in un chiostro elegante con colonnati e arcate sui quattro lati.
All'interno, la chiesa presenta una navata unica con due cappelle sul lato destro, arricchita da decorazioni curate. Il punto più sorprendente è il Belvedere settecentesco: una terrazza semicircolare in ferro battuto, con soffitto affrescato, che regala una veduta a 180 gradi sul paesaggio e sul corso del Parma.
Il Sentiero d'arte: 12 km tra vigne, acqua e installazioni
Nel 2020 è stato inaugurato il sentiero d'arte, un itinerario di circa 12 chilometri che attraversa il territorio da nord a sud e da est a ovest, mettendo in relazione la Badia e il Castello di Torrechiara. Il percorso si snoda tra vigne e corsi d'acqua e ospita 10 opere di arte contemporanea, pensate per dialogare con il paesaggio senza sopraffarlo. L'itinerario è accessibile e adatto anche a famiglie e appassionati di arte e fotografia, con scorci che alternano natura, architettura e installazioni.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Il borgo dell’Emilia Romagna che ha dato vita al prodotto simbolo dell’Italia nel mondo








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