A Palmarola niente negozi, ci sono solo solo grotte e uno splendido mare blu

Zero strade, case-grotta e fondali limpidi, una guida rapida a Palmarola.
Palmarola segreta: niente negozi, solo grotte e mare blu
Photo by TonyNojmanSK on Pexels

Nel Lazio esiste un'isola senza strade né negozi, dove si dorme in grotta e il mare vira dal turchese al blu profondo. È Palmarola, una lingua di roccia vulcanica che appare all'improvviso dietro la prua. Nessun lungomare affollato, nessuna movida: solo una spiaggia chiara, un pugno di case-grotta e un ristorante affacciato sulla baia principale. Si entra e si esce da grotte naturali, si costeggiano faraglioni, si ascolta l'eco delle onde come in una cattedrale di pietra.

Dove si trova Palmarola e come arrivare

Palmarola fa parte dell'arcipelago delle Isole Pontine, nel Mar Tirreno, al largo del golfo di Gaeta. È l'isola più occidentale del gruppo e dista circa 10 chilometri da Ponza, a cui appartiene anche amministrativamente. Sulla carta ha un profilo irregolare e allungato, tanto da essere conosciuta come "La Forcina".

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Non esistono collegamenti di linea diretti dalla terraferma: il passaggio obbligato è via Ponza. Da lì si sale su barche organizzate o su un gommone a noleggio per una traversata che richiede in genere tra 30 e 60 minuti, a seconda del mezzo e del mare. 

Per raggiungere Ponza operano traghetti e aliscafi da più scali del Lazio e del golfo di Napoli. Le partenze più utilizzate sono:

  • Terracina;
  • Anzio;
  • Formia;
  • altri porti del Lazio e del golfo di Napoli serviti da diverse compagnie.

Un'isola quasi disabitata: natura, storia e fondali

Palmarola è parte di una riserva naturale che tutela ambiente marino e terrestre. L'isola si presenta come un unico massiccio scolpito dall'origine vulcanica: falesie verticali, colonne di basalto e strati di lava solidificata che cambiano colore con la luce. Tra le rocce affiora ancora l'ossidiana, vetro vulcanico lucido che in passato veniva raccolto per utensili e armi.

Il simbolo botanico è la palma nana, unica palma originaria d'Europa, che ha ispirato il nome antico "Palmaria". Durante l'inverno l'isola resta quasi deserta; in estate rianimano le case-grotta e le piccole abitazioni all'approdo principale, nate nel XVIII secolo per sfuggire ai pirati.

La memoria storica è legata a Papa Silverio, patrono di Ponza: secondo la tradizione locale fu esiliato a Palmarola, dove morì il 2 dicembre 537. A lui è dedicato lo Scoglio di San Silverio, sormontato da una cappella raggiungibile con gradini scavati nella roccia. Ogni 9 giugno parte da Ponza una processione via mare verso lo scoglio, avvio della novena che culmina il 20 giugno con la grande festa patronale.

Cosa si scopre in barca: grotte, faraglioni e calette

Un giro completo di Palmarola svela anse inattese, archi naturali e corridoi di roccia; nelle giornate calme il suono rimbalza sulle pareti e crea un'eco che sorprende anche i più navigati.

A nord: Cala Tramontana e le "cattedrali"

Nella zona settentrionale, vicino a Cala Tramontana, una parete scura è incisa da cavità verticali profonde e alte, con pareti regolari come colonne. Si entra a nuoto o con il tender: la luce filtra, l'acqua si fa cobalto, l'atmosfera è quasi surreale.

A sud: Faraglioni di Mezzogiorno e i "fucili"

Sul lato opposto spiccano i Faraglioni di Mezzogiorno, grandi blocchi staccati dalla costa. Uno è attraversato da un'ampia cavità che, con mare favorevole, consente il passaggio della barca. Poco oltre, la frattura di un antico arco ha lasciato due strutture sottili battezzate localmente "fucili di Palmarola".

Cala Brigantina e lo Scoglio Suvace

Protetta e calma anche con vento, Cala Brigantina è ideale per una sosta lunga: il fondale degrada dolcemente e tra gli scogli si nascondono grotte sommerse e piccoli tunnel da esplorare con maschera e pinne. Al centro della baia affiora lo Scoglio Suvace, piatto e allungato.

La Forcina e la Grotta del Gatto

Nell'area della Forcina la stratificazione vulcanica si legge come su un manuale a cielo aperto. Con barche piccole si entra nella Grotta del Gatto, corridoio buio lungo una trentina di metri che conduce a una cavità interna con una piccola sorgente di acqua dolce.

Le Galere e le macchie di ossidiana

Alle Galere la roccia è chiazzata di nero e ocra per l'ossidiana in affioramento: la luce esalta i contrasti e regala un effetto "tigrato" unico. Anticamente questa zona era frequentata proprio per la raccolta del vetro vulcanico.

Cala del Porto e il borgo di grotte

Cala del Porto è l'approdo principale e l'unica vera spiaggia, di sabbia e ciottoli chiari. Alle spalle si allineano le case-grotta e il ristorante O' Francese, con tavoli quasi sulla battigia: qui sbarcano e ripartono la maggior parte delle barche, qui iniziano i pochi sentieri verso l'interno.

Le albe di Cala Spermaturo

Tra le calette più intime, Cala Spermaturo guarda a est ed è perfetta per chi cerca le prime luci del giorno con Ponza sullo sfondo. In alcune ore si avvistano capre selvatiche che scendono dalle pareti rocciose in cerca d'acqua e cibo.

Trekking brevi, viste ampie

A terra i sentieri sono pochi ma intensi, non sempre segnalati: serve attenzione e calzature adeguate. La scalinata nella roccia da Cala del Porto conduce allo Scoglio di San Silverio: gradini irregolari e ripidi in alcuni tratti, ma percorso diretto e panoramico. Dall'alto la vista abbraccia la baia, le barche in rada e la costa frastagliata.

Un altro itinerario parte dalla zona della Cala dei Vricci, alle spalle di Cala del Porto. Il tracciato si insinua nella macchia mediterranea, tra profumi di rosmarino e ginepro, e conduce a un belvedere naturale da cui si dominano le pareti chiare dell'isola e il mare tutt'intorno. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Senza strade né negozi e con il mare più blu del Lazio: l’isola selvaggia dove si dorme nelle grotte

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