Queste sono le 4 meraviglie di Roma, alla radice della leggenda settecentesca

Una antica filastrocca racconta le quattro meraviglie di Roma attraverso alcuni dei suoi palazzi più iconici.
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Fabrizio Garrisi, CC BY-SA 4.0 Creative commons

Tra le migliaia di monumenti della Città Eterna, esiste un quartetto leggendario che i romani di un tempo consideravano il meglio del meglio: le quattro meraviglie di Roma. Non si parla del Colosseo o del Pantheon, ma quattro palazzi nobiliari, ciascuno celebre per un dettaglio architettonico così straordinario da essere entrato nel folklore popolare.

Quali sono le meraviglie di Roma

L'espressione "le quattro meraviglie di Roma" nacque tra il Settecento e l'Ottocento, quando il popolo romano coniò una filastrocca per celebrare i quattro palazzi più spettacolari della città. 

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La filastrocca recitava così: il dado di Farnese, il cembalo di Borghese, la scala di Caetani, il portone di Carboniani. Ogni soprannome faceva riferimento a un elemento distintivo del rispettivo palazzo:

  • Il "dado" indicava la forma quadrata e massiccia di Palazzo Farnese
  • Il "cembalo" richiamava la pianta irregolare di Palazzo Borghese, simile a uno strumento musicale
  • La "scala" era lo scalone monumentale di Palazzo Ruspoli (all'epoca ancora dei Caetani)
  • Il "portone" si riferiva all'ingresso imponente di Palazzo Sciarra Colonna, i cui proprietari detenevano il principato di Carbognano

Palazzo Farnese

Considerato da molti il più bel palazzo rinascimentale di Roma, Palazzo Farnese domina l'omonima piazza nel rione Regola, a pochi passi da Campo de' Fiori. La sua mole squadrata è il risultato del lavoro di ben quattro grandi architetti: Antonio da Sangallo il Giovane, che avviò la costruzione nel 1514; Michelangelo, che ne completò il secondo piano e la celebre cornice; il Vignola; e infine Giacomo Della Porta, che portò a termine i lavori nel 1589.

All'interno, il capolavoro assoluto è la Galleria dei Carracci, affrescata tra il 1597 e il 1608 dai fratelli Annibale e Agostino Carracci. Oggi il palazzo è sede dell'Ambasciata di Francia in Italia: la visita è possibile solo su prenotazione e con guida obbligatoria. 

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Peter1936F, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Palazzo Borghese

Palazzo Borghese è invece un cembalo. La sua pianta irregolare, con la curiosa facciata su Via Ripetta che ricorda la tastiera di un clavicembalo, gli valse questo soprannome affettuoso. Ed è proprio questa forma anomala, nata dall'adattamento alle strade preesistenti, a renderlo uno degli edifici più caratteristici del centro storico.

Il cortile interno è spettacolare: 96 colonne doriche e ioniche ne delimitano il perimetro, mentre nel giardino si nascondono fontane dedicate a Venere, Flora e Diana, protette da nicchie riccamente ornate. Il palazzo ospitò per secoli la straordinaria collezione d'arte della famiglia, prima che gran parte delle opere venisse trasferita alla Galleria in Villa Borghese. Tuttavia, Palazzo Borghese è una proprietà privata e non è regolarmente aperto al pubblico per visite turistiche. 

Palazzo Ruspoli

La terza meraviglia è una scala. Ma non una scala qualsiasi. Lo scalone d'onore di Palazzo Ruspoli, noto come la "scala dei Caetani", è composto da oltre cento gradini di marmo, ciascuno ricavato da un unico blocco lungo più di tre metri. Il palazzo sorge su Via del Corso, una delle arterie principali di Roma, con il portone d'ingresso su Largo Goldoni. 

Passato ai Caetani nel 1629, l'edificio conobbe una nuova stagione di splendore grazie all'intervento dell'architetto Martino Longhi il Giovane, che intorno al 1640 realizzò il celebre scalone e la torre belvedere. Nel 1776 la proprietà passò ai Ruspoli, famiglia che dà il nome al palazzo. Palazzo Ruspoli funziona oggi come centro espositivo, ospitando mostre archeologiche e artistiche temporanee. 

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Public Domain Wikimedia commons

Palazzo Sciarra Colonna

L'ultima meraviglia è un portone. Quello di Palazzo Sciarra Colonna era talmente imponente e riccamente decorato da entrare di diritto nella leggenda popolare. Il soprannome "portone di Carboniani" derivava dal fatto che la famiglia Colonna, proprietaria del palazzo, deteneva il principato di Carbognano, un piccolo centro in provincia di Viterbo. Il palazzo risale al XV secolo ed è uno degli edifici nobiliari più antichi lungo Via del Corso. 

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Lalupa, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

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