Sembra un set cinematografico, e invece è un valico reale dove l'azzurro del lago taglia pascoli d'alta quota e fortezze dimenticate. Il Colle del Moncenisio, oggi in territorio francese ma da sempre legato alla Val di Susa, offre in poche curve un concentrato di storia, natura e sapori. Qui una gita in giornata si trasforma facilmente in un itinerario completo: strade napoleoniche, resti militari, sentieri accessibili e alpeggi che profumano di latte. Ecco cosa vedere, come muoversi e quando andare per goderselo davvero.
- Storia di confine e un passo leggendario
- Il lago cobalto e la piramide: il cuore del Moncenisio
- Tre basi strategiche per esplorare (anche con giro ad anello del lago)
- Forti, gallerie e ferrovia a tre rotaie: la cintura difensiva che resiste
- Escursioni e mountain bike: dai laghi ai crinali
- Pesca sì, ma con permesso e regole chiare
- Formaggi d'alpe e sapori robusti: cosa assaggiare in quota
- Come arrivare: strade, parcheggi e un avviso per i navigatori
Storia di confine e un passo leggendario
Il colle oggi ricade in Francia: il confine è stato spostato dal Trattato di Parigi del 1947, che ha ridisegnato l'area togliendo all'Italia pascoli e bacini idroelettrici. Nonostante ciò, il legame con la Val di Susa resta fortissimo: Susa è la porta naturale del valico, lungo la storica direttrice tra Italia e Maurienne. Per secoli da qui è transitata la Via Francigena, tra pellegrini diretti a Roma, mercanti, eserciti e viaggiatori del Grand Tour. Il tracciato antico correva ripido sopra Novalesa e l'attuale comune italiano di Moncenisio, mentre la strada moderna deve molto alla Strada Reale napoleonica, aperta nell'Ottocento per rendere l'attraversamento più sicuro e scorrevole.
Il lago cobalto e la piramide: il cuore del Moncenisio
Il grande protagonista è il lago artificiale realizzato negli anni Sessanta, nato con la diga che alimenta impianti idroelettrici su entrambi i versanti. Sotto l'acqua riposa un villaggio scomparso con la sua vita pastorale e un piccolo lago preesistente: un dettaglio che aggiunge profondità alla visita. Sulle sponde spicca una chiesa moderna in cemento a pianta piramidale, dedicata alla parrocchia sommersa e alla campagna d'Egitto di Napoleone. All'interno si trovano una cappella essenziale e un piccolo museo con fotografie storiche che documentano il paesaggio prima dell'invaso. All'esterno, un giardino alpino consente di riconoscere le specie botaniche tipiche della quota.
Tre basi strategiche per esplorare (anche con giro ad anello del lago)
Per orientare la visita conviene scegliere una delle tre aree principali, tutte funzionali per parcheggiare, fare rifornimento di prodotti locali e imboccare i sentieri più noti.
- Plan de Fontainettes: ampia conca erbosa con parcheggio, tavoli e negozietti. Da qui partono i percorsi per Forte Roncia e Lago Clair, tra storia e paesaggi d'alta quota.
- Piccolo Moncenisio: spartiacque con rifugio e alpeggi Favre e Listello. Sentieri per Lago delle Savine, Monte Freddo, Colle dell'Agnello e Rifugio Vaccarone, con difficoltà da E a EE.
- Diga del Moncenisio: attraversabile a piedi, in bici o in auto quando consentito. Da qui si raggiungono le strade sterrate verso Malamot e Varisello; l'anello del lago (circa 16 km, 340 m D+, quota media 2100 m, difficoltà E) mostra tutte le sfumature dell'acqua e offre incontri con marmotte e fioriture alpine.
Forti, gallerie e ferrovia a tre rotaie: la cintura difensiva che resiste
La posizione strategica del valico ha generato tra Ottocento e Novecento un sistema difensivo articolato. Molte opere erano già superate alla Seconda guerra mondiale, ma oggi attraggono appassionati di trekking e storia militare. Le strutture più note includono Forte Roncia, restaurato e riconoscibile per l'impianto circolare, Forte Malamot, Forte Varisello, Forte Turra e Montfroid.
In vari punti affiorano bunker collegati da gallerie profonde: l'accesso è possibile in alcuni tratti, ma si richiedono prudenza, abbigliamento adeguato e torcia. La memoria del valico passa anche dalla Ferrovia Fell, la linea ottocentesca a tre rotaie che superava le pendenze tra Susa e la Maurienne per pochi, intensi anni.
Escursioni e mountain bike: dai laghi ai crinali
I tracciati segnalati consentono uscite su misura, dal giro lago alle salite verso gli specchi d'acqua superiori. Si alternano mulattiere militari, sentieri erbosi e sterrati dal fondo regolare, ideali anche per chi desidera un itinerario progressivo in quota. Alcuni percorsi richiedono un passo più allenato e capacità di orientamento, soprattutto verso gli itinerari classificati EE.
- Itinerari escursionistici: Lago Clair, Lago delle Savine, Rifugio Vaccarone e Colle dell'Agnello.
- MTB: collegamenti turistici come diga-Piccolo Moncenisio e tour con impegno tecnico medio verso Malamot, Pattacreuse e Col Clapier.
Pesca sì, ma con permesso e regole chiare
Il bacino ospita diverse specie, tra cui trote, e la pesca è consentita solo con permessi specifici, giornalieri e nominativi rilasciati dal comune francese competente. I titoli si possono acquistare online o in esercizi della zona. Bisogna rispettare con attenzione le norme locali su attrezzatura, periodi e numero di capi prelevabili, per tutelare l'ecosistema e evitare sanzioni.
Formaggi d'alpe e sapori robusti: cosa assaggiare in quota
Qui nasce il Beaufort, simbolo lattiero-caseario della Savoia, lavorato dalla cooperativa della Val Cenis - Vanoise e venduto sia in alpeggio sia nel negozio di Lanslebourg. Accanto a lui si trovano tome di montagna, burro di malga, latte fresco e il blu del Moncenisio, erborinato dal carattere deciso. Fermarsi in un alpage significa spesso osservare da vicino la lavorazione del latte e le piccole stanze di stagionatura, uscendo con zaini profumati di legno e fieno.
Come arrivare: strade, parcheggi e un avviso per i navigatori
Dal Piemonte si raggiunge Susa con l'A32 o le statali SS24 e SS25. Da Susa si sale lungo la SS25 del Moncenisio, con tornanti ampi e tracciato adatto anche a camper di grandi dimensioni. Superata la vecchia dogana si entra in Francia e si prosegue sulla D1006 fino al lago. Intorno al bacino si trovano parcheggi liberi in quota, vicini alla piramide e ai servizi, e altre aree più prossime alla diga, dove possono esserci limitazioni segnalate in loco.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra la scenografia di un film: il paradiso d’alta quota tra laghi blu cobalto e antichi forti militari








per commentare devi effettuare il login con il tuo account