Case green, all’Italia due mesi per presentare il piano o rischio di deferimento alla Corte Ue

La Commissione europea prosegue la procedura di infrazione contro i Paesi che non hanno ancora presentato il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici
Efficienza energetica
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Prosegue la procedura di infrazione Ue contro l’Italia sulla direttiva case green. La Commissione europea ha chiesto al nostro Paese e ad altri otto Stati membri di presentare senza ulteriori ritardi il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, che era atteso entro il 31 dicembre 2025. Dopo sei mesi dall’avvio della procedura di infrazione, Bruxelles ha deciso di proseguire l’iter e ha concesso ai Paesi interessati un ulteriore termine di due mesi. In assenza dei piani richiesti, la Commissione europea potrebbe decidere di deferire i casi alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Che cos’è il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici

Con l’obiettivo di arrivare entro il 2050 a un parco immobiliare a zero emissioni, la normativa europea stabilisce un percorso per ridurre progressivamente i consumi energetici e le emissioni del settore edilizio. Per raggiungere questo traguardo sono previsti obiettivi intermedi e una serie di interventi finalizzati all’efficientamento energetico degli edifici, alla riduzione dei consumi e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare.

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Ed ecco che entra in gioco il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, che rappresenta proprio uno degli strumenti previsti dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (Energy Performance of Buildings Directive o Epbd). Il Piano, infatti, dovrà indicare come ciascun Paese intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla direttiva.

Case green, perché l’Italia è sotto procedura di infrazione

In questa fase, la Commissione europea contesta il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione entro il termine previsto, ossia il 31 dicembre 2025. Complessivamente sono nove gli Stati membri nel mirino della Commissione.

Adesso Bruxelles ha chiesto ai governi interessati di presentare i rispettivi documenti entro due mesi, invitandoli a procedere senza ulteriori ritardi.

I nove Paesi nel mirino della Commissione Ue

Nel dettaglio la procedura riguarda:

  • Italia;
  • Belgio;
  • Repubblica Ceca;
  • Irlanda;
  • Lussemburgo;
  • Ungheria;
  • Malta;
  • Polonia;
  • Slovacchia.

Cosa succede se l’Italia non presenta il piano

Il nuovo termine di due mesi rappresenta il prossimo passaggio dell’iter europeo. Se l’Italia dovesse continuare a non rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva, la Commissione europea potrebbe procedere con il deferimento alla Corte di giustizia dell’Ue.

Il mancato rispetto del termine non significa dunque automaticamente che una sanzione venga applicata nell’immediato. L’eventuale evoluzione del procedimento dipenderà dai successivi passaggi istituzionali e dalle risposte fornite dagli Stati interessati.

Direttiva case green, cosa prevede per il 2050

La direttiva europea sulle case green inserisce la riqualificazione energetica degli edifici all’interno del più ampio obiettivo europeo di decarbonizzazione del patrimonio edilizio con traguardo finale fissato al 2050, anno in cui l’Ue punta a raggiungere un parco immobiliare a zero emissioni.

Prima di quella data sono previste diverse tappe intermedie. La definizione dei piani nazionali rappresenta quindi un passaggio fondamentale per stabilire strategie e misure attraverso cui gli Stati membri intendono procedere con la riqualificazione degli edifici. La versione definitiva del Piano nazionale di ristrutturazione dovrà essere predisposta entro la fine del 2026.

Case green, i prossimi passi per l’Italia

Per l’Italia il prossimo obiettivo è dunque presentare il Piano nazionale di ristrutturazione entro il nuovo termine indicato dalla Commissione europea. Si ricorda, in merito, che Bruxelles ha concesso due mesi ai nove Paesi interessati.

Salvini: “In Italia nessuna applicazione dell’eurofollia delle case green”

Dopo la conferma da parte della Commissione europea della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e altri 8 Paesi che non hanno ancora presentato il proprio Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici richiesto dalla direttiva case green entro la scadenza del 31 dicembre 2025, il vice premier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha fatto sapere che “la casa degli italiani non si tocca”.

Salvini ha dichiarato: “In Italia nessuna applicazione dell’eurofollia delle case green. C’è da chiedersi su quale pianeta vivano i burocrati di Bruxelles e se abbiano la minima idea delle difficoltà che devono affrontare famiglie e imprese”. E ha aggiunto: “Nessuna intenzione di imporre alle famiglie italiane una nuova stangata europea da decine di migliaia di euro”.

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