Un reticolo di castelli, borghi fortificati e palazzi nobiliari lega la Lunigiana alle Alpi Apuane, alla Val Trebbia e persino alla Sardegna. È la mappa dei Malaspina, una delle casate più influenti del Medioevo italiano, oggi al centro di un itinerario che unisce storia, leggende e paesaggi. La stessa rete tocca luoghi frequentati da Dante durante l'esilio, aggiungendo fascino e curiosità. Il risultato è un viaggio breve ma denso, con soste spettacolari e dettagli poco noti.
- Chi erano i Malaspina: la dinastia che cucì il Nord Italia
- Dante e i Malaspina: documenti, versi e luoghi da vedere
- Castello Malaspina di Fosdinovo: fortezza scenografica e stanze affrescate
- Mulazzo: capitale dello Spino Secco e memoria di viaggio
- Massa e Carrara: il principato dei Cybo-Malaspina
- Bobbio: il mastio che domina la Val Trebbia
- Bosa e la Sardegna: quando la rotta dei Malaspina attraversò il Tirreno
- Quando andare: stagioni, clima e aperture
Chi erano i Malaspina: la dinastia che cucì il Nord Italia
Per comprendere l'estensione di questo potere, si dovrebbe partire dalla genealogia. I Malaspina discendevano dagli Obertenghi, stirpe di origine longobarda attiva dal X secolo tra Liguria, Emilia e l'area di Luni. La svolta arrivò nel 1221 con la divisione dei domini in due rami, Spino Secco (legato a Corrado) e Spino Fiorito (legato a Obizzino). Da qui nacque una costellazione di marchesati locali: Mulazzo, Villafranca, Fosdinovo, Tresana, Pregòla, Varzi e altri.
Dante e i Malaspina: documenti, versi e luoghi da vedere
Il legame con il poeta non appartiene al mito, ma alle carte d'archivio. Nel 1306 Dante operò in Lunigiana come procuratore di Franceschino Malaspina, contribuendo alla Pace di Castelnuovo con il vescovo di Luni. La casata entra poi nella Commedia: nel Purgatorio (canto VIII) compare Corrado Malaspina il Giovane, emblema di liberalità e valore cavalleresco. A Mulazzo il rapporto si tocca con mano grazie a un piccolo museo dedicato, la Casa di Dante in Lunigiana.
Castello Malaspina di Fosdinovo: fortezza scenografica e stanze affrescate
Affacciata sulla pianura tra Massa e Carrara, la rocca di Fosdinovo è il varco ideale nella storia della famiglia. Qui lo Spino Fiorito consolidò il proprio potere dal XIV secolo, in particolare con Spinetta Malaspina attivo dagli anni 1340. La struttura conserva torri, cortili, camminamenti e ambienti arredati che raccontano le varie fasi costruttive. Dall'alto, nelle giornate limpide, si abbracciano Alpi Apuane, Golfo della Spezia e vie strategiche verso l'interno.
Gli affreschi ottocenteschi di Gaetano Bianchi
Prima di esplorare le sale, conviene sapere che la memoria della casata fu aggiornata nell'Ottocento. Il pittore Gaetano Bianchi trasformò gli interni in un racconto per immagini, con scene che ripercorrono alleanze e imprese dei Malaspina. Gli interventi rientravano in un più ampio recupero, mantenendo un filo diretto con i discendenti e con la narrazione identitaria del luogo.
Camera di Dante e visite: cosa aspettarsi
Nel percorso si incontra la cosiddetta Camera di Dante, legata alla tradizione dell'ospitalità offerta al poeta. La presenza di Dante in Lunigiana è documentata, l'alloggio specifico a Fosdinovo no: una precisazione utile per leggere correttamente il racconto espositivo. L'accesso al castello avviene con visite guidate e la prenotazione online risulta consigliata, specie nei periodi di maggior affluenza. Una particolarità attuale attira molti viaggiatori: alcune stanze storiche sono adattate all'ospitalità, permettendo di dormire all'interno della fortezza.
Mulazzo: capitale dello Spino Secco e memoria di viaggio
Dopo la partizione del 1221, Mulazzo divenne perno del ramo dello Spino Secco. Oggi il borgo conserva tracce tangibili della signoria, con luoghi che aiutano a leggere la storia familiare e il legame con il poeta. Spicca l'Archivio Museo Malaspina, ospitato nell'antico palazzo di casato e ricco di oltre 25.000 documenti manoscritti e migliaia di volumi. La raccolta offre un colpo d'occhio raro sulla gestione dei feudi e sulla vita politica di lungo periodo. Una sezione è dedicata ad Alessandro Malaspina, nato qui nel 1754 e divenuto grande navigatore ed esploratore del Settecento.
Massa e Carrara: il principato dei Cybo-Malaspina
Tra Quattrocento e Cinquecento la traiettoria del potere si spostò verso la costa apuana. A Massa, il Palazzo Ducale divenne la principale residenza dei Cybo-Malaspina dalla seconda metà del XVI secolo, con cortili e loggiati monumentali ancora leggibili. Sulla sommità, il Castello Malaspina ricorda la fase medievale precedente. A Carrara, invece, la sede del governo coincise con il palazzo oggi occupato dall'Accademia di Belle Arti, nato inglobando un più antico castello. L'amministrazione delle cave di marmo fu il motore economico che legò strettamente la città alla dinastia.
Bobbio: il mastio che domina la Val Trebbia
Le tracce della casata non si fermano in Lunigiana. A Bobbio sorge il Castello Malaspina Dal Verme, iniziato nel 1304 per volontà di Corradino Malaspina e poi passato ai Visconti e ai Dal Verme. La visita ruota attorno al grande mastio e al cortile con vista sulla valle, in un contesto paesaggistico intatto. Nel 2026 il biglietto intero è indicato a 4 euro e il ridotto a 2 euro, con orari variabili a seconda della stagione. La tappa si abbina facilmente all'Abbazia di San Colombano e al Ponte Gobbo, completando un quadro storico di lungo periodo.
Bosa e la Sardegna: quando la rotta dei Malaspina attraversò il Tirreno
La sorpresa più inattesa porta in Sardegna. A Bosa domina il Castello di Serravalle, noto anche come Castello Malaspina, che la tradizione locale colloca all'inizio del XII secolo. All'interno delle mura si trova la chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos, celebre per gli affreschi medievali. Dal luglio 2026 il castello risulta aperto ogni giorno dalle 10 alle 20, con biglietto unico da 12 euro valido anche per Museo Casa Deriu e Museo delle Conce. La presenza malaspiniana interessò inoltre Osilo, nodo strategico del sistema difensivo nell'isola.
Quando andare: stagioni, clima e aperture
Per godere dei castelli in quota e dei borghi in pietra, la primavera e l'inizio dell'autunno offrono il compromesso migliore. Le temperature sono miti, la luce permette più tappe nella stessa giornata e le escursioni a piedi risultano più piacevoli. In estate l'itinerario interno si combina facilmente con la costa tra Massa, Carrara e La Spezia, bilanciando visite e mare. In inverno alcuni borghi si svuotano e l'atmosfera diventa suggestiva, ma occorre verificare orari e disponibilità delle visite guidate.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account