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Fino a quando si può annullare una prenotazione alberghiera

Jan Claus da Pixabay
Jan Claus da Pixabay
Autore: Redazione

Nella seconda estate di convivenza con il covid chi viaggia tende a preferire gli alloggi con cancellazione gratuita. Ma quando questa opzione non è prevista, fino a quando si può annullare una prenotazione alberghiera? Scopriamo tutte le possibili soluzioni.

Quando si effettua una prenotazione in hotel, in realtà, la legge non prevede il diritto di recesso o ripensamento entro 14 giorni. Tuttavia, non tutte le prenotazioni alberghiere risultano vincolanti per chi viaggia. Tendenzialmente, infatti, il contratto viene perfezionato solo quando chi ha fatto la proposta viene a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte (art. 1326 Cod. Civ.).

Ad esempio, nel caso di prenotazione senza caparra o senza carta di credito a garanzia, fino al momento del cliente in hotel l'albergatore è l’unica parte a carico della quale sorgono obbligazioni (di tenere la camera a disposizione). La parte che ha prenotato, quindi, può usufruire o meno dei servizi alberghieri.

Nel caso in cui il viaggiatore decidesse di non rispettare la prenotazione, non risponderebbe dei danni provocati alla struttura ricettiva dovuti all’inadempimento; ovviamente, in base al principio del comportamento secondo correttezza (art. 1175 c.c.), il cliente dovrebbe usare l’accortezza di avvisare in caso di disdetta.

Proprio per questo, generalmente, gli alberghi si tutelano inserendo nel contratto un time limit entro il quale la camera viene tenuta a disposizione (in genere le 18.00 del giorno di arrivo). Il time limit configura un termine essenziale, cioè un termine di carattere perentorio la cui inosservanza comporta l’automatica risoluzione del contratto.

Se al momento della prenotazione il time limit non viene invece esplicitato, il contratto si intende invece tacitamente sottoposto a condizione sospensiva dell’arrivo del cliente. I clienti subordinano tacitamente l’efficacia o la risoluzione del contratto a tale evento.

Diverso è il caso della prenotazione con caparra o con la garanzia di una carta di credito, nel quale entrambe le parti hanno un vincolo giuridico di carattere bilaterale che comporta inadempimento contrattuale nel caso in cui non venga rispettato.

In questo caso, quindi, l’albergo ha l’obbligo di tenere la camera a disposizione e il cliente ha l’obbligo di presentarsi o, se previsto dal contratto, disdire entro i termini fissati. La disdetta effettuata fuori da ciò che prevede il contratto è quindi considerata inadempimento contrattuale.