Bosco Verticale, BAM e molto altro, ecco come con le sue opere Stefano Boeri ha raccontato una nuova urbanità.
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Villa Méditerranée a Marsiglia
Rémih- CC-BY-SA-4.0 - Wikimedia Commons

Visionario, urbanista e pioniere dell’architettura verde, Stefano Boeri ha trasformato il modo in cui immaginiamo le metropoli contemporanee. Le sue opere non possono essere considerate infatti dei semplici edifici, ma sistemi viventi che mettono in dialogo natura, tecnologia e comunità. Dai boschi verticali alle scuole del futuro, la sua firma è riconoscibile in ogni progetto. Ecco dunque quali sono le principali opere di Stefano Boeri che hanno cambiato il modo di concepire lo spazio urbano.

Chi è Stefano Boeri?

Architetto, urbanista e intellettuale, Stefano Boeri nasce a Milano nel 1956, una città che negli anni della sua formazione muta con rapidità e profonde contraddizioni, diventando un laboratorio ideale per immaginare nuove geografie urbane. Qui si laurea al Politecnico per poi specializzarsi in urbanistica allo IUAV di Venezia dove inizia ad affinare lo sguardo sulle trasformazioni del territorio.

Nel 1999, fonda il Boeri Studio con Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, mentre nel 2008 dà vita al suo studio personale, Stefano Boeri Architetti, oggi presente a Milano, Shanghai e Tirana. Parallelamente, coltiva anche un’intensa attività teorica che lo porta a dirigere le riviste Domus e Abitare, pubblicare saggi e accompagnare il dibattito internazionale sulle città del presente e del futuro.

Oltre a tutto questo, si dedica all’insegnamento in università di primo piano, dal Politecnico di Milano alla Harvard GSD, per finire con il ricoprire ruoli istituzionali, tra cui quello di assessore alla Cultura del Comune di Milano e, dal 2018, presidente della Triennale

Il suo nome, però, rimane legato soprattutto a un’idea radicale, ossia quella secondo cui i confini tra architettura e natura possano dissolversi, generando nuovi paesaggi urbani. Come dimostrano perfettamente le sue opere, che lo hanno reso uno degli architetti italiani più famosi in assoluto.

Le principali opere architettoniche di Stefano Boeri

La produzione di Boeri è ampia, internazionale e comprende edifici residenziali, spazi pubblici, piani urbanistici e progetti di ricerca sul rapporto tra natura e città. Al centro di ogni lavoro c’è l’idea che l’architettura debba dialogare con le trasformazioni sociali e ambientali del nostro tempo, diventando una creatura mobile e vitale.

Bosco Verticale – Milano 

Il Bosco Verticale, composto da due torri residenziali di 80 e 112 metri nel quartiere Porta Nuova di Milano, è senza alcun dubbio l’opera più celebre di Boeri e uno dei simboli dell’architettura sostenibile mondiale. Le facciate ospitano oltre 900 alberi, 5.000 arbusti e 11.000 piante perenni e rampicanti, distribuiti su balconi progettati per sostenere carichi e condizioni climatiche variabili.

L’edificio crea dunque un vero ecosistema verticale dove la vegetazione contribuisce alla mitigazione dell’inquinamento atmosferico, alla regolazione termica degli interni e alla biodiversità urbana. Grazie a questa visione così innovativa e al passo con le esigenze attuali, il progetto ha vinto l’International Highrise Award 2014 e il CTBUH Award 2015 come miglior grattacielo del mondo replicato in diversi Paesi, dalla Cina all’Olanda.

Il Bosco Verricale a Milano
Unsplash

Biblioteca degli Alberi – Milano

Il parco Biblioteca degli Alberi (BAM), realizzato vicino al Bosco Verticale, è un grande giardino pubblico di 10 ettari progettato in collaborazione con Inside Outside di Petra Blaisse. La sua peculiarità è la composizione a stanze vegetali, ossia cerchi di alberi, aiuole geometriche e percorsi intrecciati.

Il parco connette tra loro i grattacieli di Porta Nuova attraverso una rete verde continua e propone un modello di paesaggio urbano fruibile, accessibile e pensato per attività culturali e comunitarie. Non è un caso che, ad oggi, il BAM sia considerato un riferimento internazionale per la progettazione di spazi pubblici polifunzionali.

Parco Biblioteca degli alberi a Milano
Goldmund100 - CC-BY-SA-4.0 – Wikimedia Commons

La scuola del futuro – Amatrice 

Dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016, Boeri è stato coinvolto nella progettazione del nuovo Polo del Gusto e, successivamente, della nuova scuola di Amatrice. L’edificio, realizzato con criteri antisismici e materiali sostenibili, rappresenta un modello di architettura sociale che unisce rapidità costruttiva, qualità ambientale e centralità per la comunità.

La scuola, costruita grazie a fondi donati dalla Fondazione Renzo Rosso, è diventata così un simbolo di rinascita, progettata con spazi modulabili, molta luce naturale e un sistema energetico efficiente.

Masterplan Tirana 

Boeri è l’autore del masterplan di sviluppo urbano della capitale albanese, voluto dal sindaco Erion Veliaj. Il piano punta alla creazione di una città policentrica verde, con una cintura ecologica, nuovi corridoi verdi, rigenerazione dei quartieri esistenti e un forte contenimento della speculazione edilizia. 

Il progetto ha avuto un impatto concreto sulla trasformazione urbana della città, diventata negli ultimi anni un laboratorio internazionale di pianificazione sostenibile.

Casa del Mare – La Maddalena 

Progettata per la riqualificazione dell’ex Arsenale militare in occasione del G8, trasferito poi a l'Aquila, la Casa del Mare è un centro polifunzionale per eventi e attività culturali. In particolare l'edificio si distingue per l’uso del legno e per la capacità di integrarsi nel paesaggio costiero senza impatto visivo eccessivo. 

Villa Méditerranée – Marsiglia 

Affacciata sul porto di Marsiglia, la Villa Méditerranée è una linea orizzontale, sospesa, che sporge sul mare come se volesse toccarne la superficie. Boeri la immagina infatti come una porta ma non una soglia da attraversare fisicamente, bensì un simbolo di incontro tra le culture che si affacciano sul Mediterraneo.

L’acqua entra nell’edificio, lo attraversa e lo riflette attraverso il grande volume sospeso caratterizzato da uno sbalzo di ben 36 metri. La struttura sembra sfidare la gravità ma in realtà dialoga con il paesaggio, con il vento, con il rumore del porto.

All’interno della Villa Méditerranée, spazi espositivi, sale conferenze e ambienti dedicati al confronto culturale trasformano l’edificio in un punto d’incrocio tra storie, linguaggi e memorie. 

Le esposizioni delle opere di Boeri

La dimensione curatoriale accompagna Boeri sin dagli esordi, come un secondo linguaggio grazie al quale leggere e interpretare le città. Tra i contributi più significativi c’è, sicuramente, Mutations (2000), progetto collettivo realizzato con Rem Koolhaas e altri ricercatori, che osserva il pianeta metropolitano all’inizio del XXI secolo.

Due anni dopo cura USE – Uncertain States of Europe, un’indagine sulle trasformazioni europee che mescola geografia, politica e architettura. La sua attività, poi, prosegue con festival, conferenze, interventi in istituzioni culturali italiane e internazionali.

Nel 2012 firma la sezione dedicata alle Smart Cities alla Biennale di Architettura di Venezia, mentre dal 2018, come presidente della Triennale di Milano, promuove esposizioni che esplorano il dialogo tra design, sostenibilità e società.

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