Un capolavoro di ingegneria rinascimentale lungo oltre sei chilometri che abbraccia la Città Alta e racconta cinque secoli di storia.
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Le mura veneziane di Bergamo non sono solo una cornice intorno alla Città Alta: rappresentano uno dei sistemi difensivi rinascimentali meglio conservati d’Europa, un anello di pietra lungo oltre sei chilometri. Inoltre, il riconoscimento come patrimonio UNESCO ha ulteriormente acceso i riflettori sulle mura veneziane di Bergamo, valorizzando un complesso che unisce paesaggio, arte e storia.

Chi ha costruito le Mura di Bergamo? La storia

Le mura veneziane di Bergamo furono costruite dalla Repubblica di Venezia tra il 1561 e il 1588. Venezia, potenza militare e commerciale dell’Adriatico, decise di trasformare Bergamo nel suo grande baluardo occidentale, a difesa dei confini dallo Stato di Milano, allora sotto il dominio spagnolo.

Prima delle attuali mura, Bergamo aveva già difese medievali, più leggere e inadatte a resistere ai cannoni. La Serenissima optò quindi per una fortificazione completamente nuova: un’imponente cinta bastionata di circa 5 chilometri (oggi il percorso pedonale supera i 6 grazie alle varianti), con bastioni sporgenti e cortine inclinate pensate per deviare e assorbire i colpi dell’artiglieria. 

La costruzione fu affidata a ingegneri militari veneziani di grande esperienza, tra cui spiccano i nomi di Bonaiuto Lorini e di altri tecnici formati nelle guerre contro i Turchi e nelle piazzeforti dell’Adriatico. Con la fine della Repubblica di Venezia nel 1797 e l’arrivo dei francesi, la cinta muraria perse gradualmente la sua funzione difensiva, diventando un affaccio privilegiato sulla città bassa in espansione.

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Laurens R. Krol, CC BY 4.0 Wikimedia commons

Il riconoscimento UNESCO delle Mura di Bergamo

Nel 2017 le mura veneziane di Bergamo sono state inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO all’interno del sito seriale “Opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar Occidentale”. 

Questo riconoscimento non riguarda solo la città lombarda, ma un sistema di fortificazioni distribuite tra Italia, Croazia e Montenegro. Nel sito UNESCO, le mura veneziane di Bergamo spiccano per il loro straordinario stato di conservazione.

Il percorso alla scoperta delle Mura Veneziane

Camminare lungo le mura veneziane di Bergamo è uno dei modi più piacevoli per scoprire la città: un anello panoramico che abbraccia Città Alta. La lunghezza dell’itinerario completo misura oltre sei chilometri e può essere suddiviso comodamente in tratti più brevi.

Potresti partire da Porta Sant’Agostino, facilmente raggiungibile dalla città bassa anche con i mezzi pubblici, e prosegue in senso antiorario verso Porta San Lorenzo (Garibaldi), quindi verso Porta Sant’Alessandro e infine verso Porta San Giacomo, con la sua scenografica vista su Bergamo bassa. Da qui è possibile rientrare in Città Alta oppure proseguire chiudendo l’anello e tornando al punto di partenza.

mura veneziane bergamo
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Orari e biglietti per visitarle

Il percorso esterno è liberamente accessibile e gratuito quasi in ogni punto. I viali che corrono lungo la cinta muraria sono spazi pubblici, percorribili a piedi o in bicicletta in qualunque momento della giornata, senza biglietto d’ingresso. Tuttavia, se si vuole visitare il Museo delle Mura di Bergamo è necessario pagare un biglietto. 

All’interno di Porta Sant’Agostino ci sono sale immersive, postazioni multimediali e una narrazione coinvolgente per saperne di più sulle mura. Il costo del biglietto intero è di 7 euro, il ridotto è invece di 5 euro. Per alcune categorie è prevista anche la gratuità. 

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Quali sono le quattro porte di Bergamo?

Le quattro porte principali della cinta muraria, veri e propri monumenti cittadini, scandiscono il tracciato delle mura veneziane di Bergamo e rappresentano gli antichi ingressi controllati a Città Alta. Le quattro porte di Bergamo sono:

  • Porta San Giacomo: è forse la più nota, affacciata direttamente sulla città bassa. Realizzata in candida pietra bianca, con forme eleganti e quasi “classiche”, era il principale accesso dalla direttrice sud verso Milano.
  • Porta Sant’Agostino: situata sul lato orientale, era l’ingresso principale per chi arrivava dalla Val Seriana e dalle strade verso Venezia. È una delle porte più ampie, con una struttura solida e spazi che oggi ospitano spesso eventi culturali.
  • Porta Sant’Alessandro: sul lato occidentale, collegava Bergamo alle valli e alla Via Priula, importante strada commerciale e militare verso la Valtellina e il Nord.
  • Porta San Lorenzo (Porta Garibaldi): rivolta verso nord, prende il nome da una vicina chiesa ma è anche conosciuta come Porta Garibaldi.
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Vivere a Bergamo

La presenza della cinta muraria influenza ancora oggi l’assetto urbano: da un lato Città Alta, con il suo fascino medievale e rinascimentale, case storiche, vicoli e piazze raccolte; dall’altro Città Bassa, più moderna, con i quartieri residenziali, i viali alberati e i principali servizi. 

Grazie anche al riconoscimento UNESCO, Bergamo ha investito molto nella cura degli spazi pubblici e nella mobilità sostenibile: piste ciclabili, mezzi pubblici efficienti, funicolari storiche rinnovate e percorsi pedonali. Dal punto di vista culturale, lungo il perimetro delle mura e nelle immediate vicinanze si svolgono spesso eventi, festival, manifestazioni sportive e rassegne

Per tutte queste ragioni, Bergamo è diventata una città molto ambita dove vivere: non solo per la sua posizione strategica e i suoi collegamenti, ma anche per l’alta qualità della vita. Scopri, quindi, con idealista, quali sono i migliori quartieri dove vivere a Bergamo e trova gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto in città:

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MemeCas, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons
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