Milano alza la tassa di soggiorno nel 2026: importi aggiornati, esenzioni e novità per turisti e host.
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tassa di soggiorno Milano 2026
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Il Comune di Milano ha aggiornato le tariffe dell'imposta di soggiorno, adeguandole al nuovo contesto turistico e portandole tra le più alte d’Italia per alcune categorie. La tassa di soggiorno a Milano nel 2026 non è più un dettaglio marginale da aggiungere al costo dell’alloggio: è un elemento importante del viaggio, soprattutto nell’anno in cui la città si prepara ad accogliere migliaia di visitatori grazie alle Olimpiadi Milano-Cortina. 

Quanto si paga la tassa di soggiorno 2026 a Milano?

A partire dal 1° gennaio 2026, in vista dei XXV Giochi Olimpici Invernali ospitati da Milano e Cortina d’Ampezzo, la tassa di soggiorno nel capoluogo lombardo ha subito un aumento differenziato in base alla tipologia di struttura ricettiva. In dettaglio: per gli alberghi 4 e 5 stelle c'è da pagare un contributo massimo pari a €10 a notte per ospite, mentre gli hotel a 3 stelle hanno una tariffa di circa €7,40 a notte.

Le strutture a 2 stelle e 1 stella hanno tariffe rispettivamente di €5 e €4 a notte. Per quanto riguarda le locazioni brevi, i bed & breakfast e le case per ferie, la tassa è pari a €9,50 a notte, e per gli ostelli per la gioventù o aziende ricettive all’aria aperta di soli €3 a notte. Ecco una tabella riepilogativa:

Categoria strutturaTariffa 2024Tariffa 2025Tariffa 2026*
Hotel 1 stella€2,50€3,50€4,00
Hotel 2 stelle€3,50€4,90€5,00
Hotel 3 stelle€4,50€6,30€7,40
Hotel 4 e 5 stelle€5,00€7,00€10,00
Affitti brevi (B&B, case vacanza)€4,50€6,30€9,50

Le tariffe sono valide dal 1° gennaio 2026 in occasione delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.

tassa di soggiorno Milano 2026
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Qual è il regolamento dell'imposta di soggiorno

La tassa di soggiorno viene calcolata per persona, per notte, con importi che cambiano in base alla tipologia dell’alloggio e al suo livello qualitativo. Gli hotel applicano la tariffa secondo la loro categoria, mentre affitti brevi, residence, ostelli e B&B seguono fasce stabilite dal Comune. L’importo parte da pochi euro nelle strutture essenziali e sale progressivamente nelle soluzioni di fascia alta, fino a raggiungere la cifra massima prevista per il 2026 per le tasse di soggiorno.

Un aspetto importante è che l’imposta viene applicata fino a 14 notti consecutive. Questo limite serve a evitare costi eccessivi per i soggiorni lunghi, spesso legati a motivi professionali o formativi. Superata questa soglia, il viaggiatore non deve più pagare nulla, indipendentemente dal tipo di struttura.

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L’aumento della tassa di soggiorno a Milano per il 2026

L’arrivo delle Olimpiadi ha cambiato radicalmente lo scenario turistico della città. In vista dell’enorme afflusso di visitatori previsto, il Comune ha deciso di rivedere la tassa di soggiorno, alzando le aliquote soprattutto nelle strutture premium. Il risultato? La cifra massima è ora pari a 10 euro a persona per notte, un importo che Milano non aveva mai raggiunto prima.

Questa scelta risponde a diverse esigenze. Da un lato, la necessità di sostenere i costi straordinari legati alla sicurezza, alla mobilità e all’organizzazione dei grandi eventi. Dall’altro, l’intenzione di allineare Milano alle principali capitali europee, dove tasse di soggiorno elevate sono già una realtà consolidata da anni.

Per i turisti, ciò significa che soggiornare nelle settimane più vicine alle Olimpiadi potrebbe essere più costoso rispetto alle occasioni precedenti.

La tassa di soggiorno a Milano per gli affitti brevi

Gli affitti brevi, da sempre una componente cruciale del mercato turistico milanese, subiranno l’impatto dell’aumento in modo particolarmente visibile. Piattaforme di prenotazione online vengono utilizzate da migliaia di visitatori e, di conseguenza, la gestione corretta della tassa diventa essenziale per host e property manager.

Nel 2026 la tassa per gli affitti brevi viene applicata usando le stesse logiche delle altre strutture, con importi variabili in base alla categoria dell’alloggio. La differenza più rilevante riguarda la responsabilità del versamento: è l’host a dover riscuotere l’imposta dal turista e poi versarla al Comune tramite il portale dedicato. Per questo molti gestori professionali utilizzano software automatizzati per evitare errori e semplificare la rendicontazione. 

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Imposta di soggiorno per gli hotel a Milano

Gli hotel, essendo tra i principali motori del turismo cittadino, adottano procedure molto precise per la gestione della tassa. L’importo varia in base alla categoria: alberghi a 1 o 2 stelle applicano importi contenuti, mentre le strutture a 4 o 5 stelle, soprattutto quelle legate all’accoglienza di fascia luxury, sono le più soggette all’aumento del 2026.

La riscossione può avvenire al check-in o al check-out, a discrezione dell’hotel. Una volta incassata, la somma deve essere registrata con precisione e comunicata periodicamente al Comune. Molti hotel integrano questa procedura nel gestionale interno, così da ridurre tempi e margini di errore.

Chi è esonerato dal pagamento della tassa di soggiorno?

Non tutti sono tenuti a pagare l’imposta. Milano prevede una serie di esenzioni per tutelare situazioni specifiche o categorie che non hanno finalità turistiche nel loro soggiorno. Di seguito, le principali:

  • Minori di 18 anni: esonerati completamente, anche se viaggiano con adulti che invece devono pagare normalmente.
  • Residenti nel Comune di Milano: anche se alloggiano in una struttura ricettiva, non devono versare la tassa.
  • Pazienti ricoverati e un accompagnatore: l’esenzione si applica per l’intera durata del ricovero o del trattamento medico.
  • Persone che soggiornano per emergenze o necessità assistenziali: ad esempio familiari che assistono un malato o chi ha perso temporaneamente la propria abitazione.
  • Forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale della sicurezza in servizio: a condizione che il soggiorno sia legato all’attività lavorativa.
  • Autisti e accompagnatori turistici che dormono nella struttura insieme al gruppo, nei limiti di una persona per ogni quindici partecipanti.
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Come si paga la tassa di soggiorno

Il pagamento dell’imposta è rapido e viene gestito direttamente dalla struttura ricettiva. Le modalità più comuni includono:

  • Pagamento in contanti: scelta diffusa nei B&B e negli affitti brevi, semplice e immediata.
  • Pagamento elettronico (carta o bancomat): permette di tracciare l’operazione e risulta comoda per i viaggiatori internazionali.
  • Addebito automatico tramite piattaforma di prenotazione: alcune piattaforme trattengono l’imposta al momento della prenotazione, semplificando la procedura sia per l’ospite che per l’host.
  • Fattura o ricevuta dedicata: la struttura deve rilasciare un documento che attesti l'importo versato, così da evitare contestazioni o richieste successive.

Una volta incassata la tassa, la struttura è tenuta a versarla al Comune utilizzando il portale ufficiale. I tempi e le scadenze sono definiti annualmente e devono essere rispettati con precisione. Per il turista, invece, il processo finisce nel momento in cui paga e conserva la ricevuta.

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