In Scandinavia l’architettura non è mai stata solo una questione estetica, piuttosto una risposta concreta alla natura e alle condizioni atmosferiche non sempre favorevoli: case robuste, materiali locali e soluzioni intelligenti hanno permesso alle comunità di vivere in equilibrio con un ambiente spesso ostile. Tra queste soluzioni, una delle più affascinanti è quella dei tetti con erba in Norvegia, una tradizione antica che ancora oggi sorprende viaggiatori e architetti.
Le tradizionali e antiche turf houses
Le cosiddette turf houses, letteralmente case di torba, sono degli edifici tradizionali diffusi nei Paesi nordici, soprattutto in Norvegia, Islanda e nelle Isole Faroe; in particolare, si tratta di abitazioni realizzate in gran parte con materiali naturali reperibili sul posto in questo modo: legno per la struttura portante e zolle di terra erbosa per pareti e coperture. Nel tempo, la torba estratta dal terreno insieme all’erba e alle radici, è stata utilizzata come vero e proprio materiale da costruzione.
I muri spessi e i tetti coperti di terra hanno garantito sempre un eccellente isolamento termico, mantenendo il calore all’interno durante i lunghi inverni e offrendo frescura nei mesi estivi. All’esterno, poi, le abitazioni realizzate con questi materiali sono in armonia con il paesaggio, parte integrante del territorio.
Oggi molte turf houses non sono più abitate ma sopravvivono come musei, edifici storici o simboli culturali; in questo modo continuano però a raccontare un’idea di architettura essenziale, radicata nella conoscenza dell’ambiente e nel rispetto delle sue risorse.
Perché si usano i tetti con erba in Norvegia?
L’uso dei tetti con erba in Norvegia inizia nell’epoca vichinga e nel Medioevo, quando costruire significava adattarsi alle condizioni climatiche estreme e sfruttare ciò che la natura offriva. In quel periodo la torba era abbondante, economica e facile da lavorare, mentre l’erba che cresceva sopra le zolle contribuiva a stabilizzare la struttura e a proteggerla dalle intemperie.
Dal punto di vista funzionale, i tetti erbosi offrivano numerosi vantaggi tra cui isolamento termico naturale, protezione dal vento, capacità di assorbire l’acqua piovana e maggiore durabilità delle strutture in legno sottostanti. Il peso della torba aiutava poi a mantenere il tetto stabile durante le frequenti tempeste.
Con l’avvento dei materiali industriali questa tecnica è stata progressivamente abbandonata nelle abitazioni comuni; tuttavia, a partire dal Novecento, l’interesse per l’architettura tradizionale e per le soluzioni sostenibili ha riportato l’attenzione sui sistemi del passato.
Come vengono realizzati i tetti erbosi norvegesi
La realizzazione di un tetto con erba segue una stratificazione precisa, che nasce da secoli di esperienza: alla base c’è una struttura in legno inclinata, progettata per sostenere un peso considerevole; poi, su questa, vengono posati strati di corteccia di betulla, un materiale naturalmente impermeabile il cui scopo è proteggere le case in legno dall’umidità.
Sopra la corteccia vengono collocate le zolle di torba, in modo da incastrarsi tra loro. A svolgere un ruolo fondamentale sono però le radici dell’erba, ancora vive: una volta attecchite, contribuiscono a rendere il manto compatto e resistente. Così l’erba continua a crescere, creando un tetto vivo che cambia colore con le stagioni in modo incredibilmente suggestivo.
Nelle versioni moderne, la tecnica tradizionale è stata modificata attraverso l’uso di membrane impermeabili, sistemi di drenaggio e strati isolanti più performanti. Nonostante queste variazioni, il principio resta lo stesso, ossia sfruttare la vegetazione come protezione naturale dell’edificio.
Dove vedere i tetti con erba più belli: sono nelle Isole Faroe
Anche se spesso si fa riferimento alla Norvegia, le Isole Faroe rappresentano uno dei luoghi dove i tetti con erba hanno trovato una continuità straordinaria.
Qui i tetti erbosi non sono percepiti come elementi folkloristici, ma come una scelta naturale e funzionale, perfettamente integrata nel paesaggio, soprattutto in queste cittadine delle Isole Faroe, dove c'è anche uno tra i borghi più belli del mondo, che sembrano essersi fermati nel tempo:
- Tórshavn, la capitale, dove edifici istituzionali e abitazioni private convivono con tetti verdi nel centro storico di Tinganes.
- Kirkjubøur, villaggio simbolo della storia faroese, con antiche case in legno e tetti erbosi affacciati sull’oceano.
- Gjógv, famoso per il suo porto naturale e per le case tradizionali immerse nel verde.
- Saksun, uno dei villaggi più fotografati, dove i tetti con erba si confondono con i prati circostanti.
- Viðareiði, il villaggio più a nord, dove le case sembrano emergere direttamente dal paesaggio montano.
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