Moltissimi paesi cosmopoliti hanno una Chinatown nelle aree metropolitane più grandi e dense di popolazione cinese e sinofona. Ecco quali sono le più grandi e famose.
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Chinatown del mondo
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Visitare una Chinatown, che sia a Milano, San Francisco o Bangkok, significa cambiare mondo nell’arco di poche strade: insegne in caratteri cinesi, lanterne rosse, botteghe e ristoranti aperti fino a tarda notte. Infatti, le Chinatown del mondo sono molto più di semplici quartieri “etnici”: sono palinsesti storici di migrazioni, sapori, lingue e riti che hanno attraversato oceani e continenti. Scopri cosa rende unici i principali quartieri cinesi nel mondo, come sono nati e perché alcuni sono diventati veri e propri luoghi “da record”.

Quante Chinatown ci sono nel mondo?

Non esiste un numero ufficiale e universalmente riconosciuto di quante Chinatown ci siano nel mondo, perché il concetto stesso varia da luogo a luogo: può indicare un quartiere storico con una forte presenza cinese, un’area commerciale con attività etniche oppure solo una zona simbolica legata alla comunità cinese.

Si contano, però, circa 500 Chinatown in tutto il mondo: questa cifra comprende quartieri consolidati, centri urbani storici e aree riconosciute per la presenza significativa di comunità cinesi. Le Chinatown più numerose e conosciute si trovano in Nord America, Sud-Est asiatico, Oceania ed Europa. Alcune città ne ospitano più di una (ad esempio San Francisco o New York negli USA).

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La Chinatown più antica del mondo: Binondo, Manila

Binondo, nel cuore di Manila (Filippine), è uno dei casi più citati. Fondata nel 1594 dagli spagnoli come insediamento per i commercianti cinesi convertiti al cristianesimo, è considerata da molti la Chinatown più antica del mondo ancora attiva.

Camminare per Ongpin Street o salire sui ponti che collegano Binondo al resto di Manila permette di osservare come quattro secoli di storia abbiano stratificato lingue, architetture e religioni in pochi isolati.

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Binondo, la Chinatown di Manila - patrickroque01 CC BY-SA 4.0 Creative commons

La Chinatown di Milano: via Paolo Sarpi

Il quartiere etnico di Milano si sviluppa attorno a via Paolo Sarpi, nel quartiere Sarpi, ed è considerata la più importante comunità cinese d’Italia. Le sue origini risalgono ai primi decenni del Novecento, quando arrivarono i primi immigrati dalla regione cinese dello Zhejiang, inizialmente attivi nel commercio e nell’artigianato.

Oggi l’area è un vivace distretto multiculturale: ristoranti, bakery asiatiche, supermercati orientali e negozi di design convivono con attività storiche milanesi, in una mescolanza unica. La pedonalizzazione della via ha reso la zona ancora più frequentata, trasformandola in uno spazio dinamico dove tradizione e innovità si incontrano, soprattutto durante eventi come il Capodanno cinese, che ogni anno richiama migliaia di visitatori.

capodanno cinese Milano 2026
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Chinatown a San Francisco: tra le più estese fuori dall’Asia

La Chinatown a San Francisco è una delle immagini‑icona quando si pensa alle Chinatown del mondo. Fondata nel 1848, è la più antica Chinatown del Nord America e una delle più vaste al di fuori dell’Asia. Il quartiere fu in gran parte distrutto dal terremoto del 1906 e ricostruito con architetture “orientaliste” pensate anche per il turismo.

Grant Avenue e il Dragon Gate: la porta d’accesso decorata (paifang) sulla Bush Street è uno dei punti più fotografati, così come Grant Avenue e Stockton Street, ricche di negozi, insegne e ristoranti. Il quartiere è anche il luogo simbolico nel cinema: film come “Grosso guaio a Chinatown” hanno consolidato l’immaginario della Chinatown di San Francisco come spazio misterioso e affascinante, mescolando realtà e, anche, stereotipi.

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La Chinatown più grandi del mondo: New York e le metropoli nordamericane

Stabilire quale sia la Chinatown più popolata non è semplice: dipende da come si delimita il quartiere e da quali aree metropolitane si includono nei calcoli. In Nord America, spesso si citano alcune aree particolarmente dense di popolazione cinese e sinofona.

  • Chinatown a New York: se si considera solo Manhattan, hai già un’area estremamente densa. Ma se si include Flushing nel Queens, Sunset Park a Brooklyn e altri cluster cinesi, l’insieme forma uno dei più grandi aggregati urbani sino‑americani del mondo.
  • Vancouver e Toronto: in Canada, la somma di Chinatown storiche e ethnoburb suburbani dà numeri molto alti. Centri commerciali, cluster residenziali e distretti di uffici raccontano una comunità radicata e influente.
  • Ethnoburb californiani: Monterey Park, Alhambra, Rowland Heights e altri sobborghi dell’area di Los Angeles sono spesso indicati come esempi di città quasi “bi‑culturali”, dove cartelli in cinese e servizi in lingua sono la norma.
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Chinatown a Kobe, Kirkenes e Liverpool: la TOP 3 da primato

Tra le Chinatown del mondo più curiose e citate nei racconti di viaggio, una piccola “TOP 3” raccoglie quartieri da record molto diversi tra loro, ma tutti caratterizzati da un elemento distintivo.

  • Chinatown di Kobe: nota come Nankin‑machi, è la Chinatown più grande dell’area del Kansai in Giappone e una delle tre Chinatown ufficialmente riconosciute nel paese (insieme a Yokohama e Nagasaki). Oltre alla cucina cinese, è famosa per la vicinanza alla città legata alla carne di manzo Kobe, creando un mix gastronomico interessante.
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  • Chinatown a Kirkenes: spesso indicata come la Chinatown più a nord del mondo, si trova oltre il Circolo Polare Artico, in Lapponia norvegese, vicino al confine con la Russia. È un caso particolarissimo tra le Chinatown del mondo, dove l’immaginario cinese incontra paesaggi artici e lunghe notti invernali.
  • Chinatown a Liverpool: celebre per l’arco cinese monumentale che segna l’ingresso del quartiere, spesso descritto come uno dei più grandi archi cinesi al di fuori dell’Asia. La sua struttura colorata e decorata a draghi è diventata un simbolo della città accanto ai Beatles e ai dock storici.
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