Esistono alcuni luoghi di Palermo dov’è possibile ritrovare la sua anima mediterranea, con il tipico crocevia di culture, lingue, riti e potere. La Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, meglio conosciuta come chiesa della Martorana, è uno di questi. Fondata nel 1143 dal grande ammiraglio Giorgio d’Antiochia, è un capolavoro di architettura siculo‑normanna con forti influssi bizantini. Ecco, allora, qual è la sua storia e cosa c’è da vedere.
La storia della Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio
Il fondatore della chiesa, Giorgio d’Antiochia, era il più importante ammiraglio di Ruggero II, figura chiave della politica mediterranea del XII secolo. Uomo di cultura orientale, cristiano di rito greco, volle dedicare questa chiesa alla Vergine come segno di devozione.
L’edificio originario, di piccole dimensioni, presentava un impianto tipicamente bizantino. Nel corso del XIII e XIV secolo la chiesa subì i primi interventi di ampliamento e adeguamento. Tuttavia, furono i secoli successivi, soprattutto il XV e il XVII, a modificare profondamente l’aspetto della Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio. L’edificio, infatti, venne inglobato in nuove strutture, la facciata fu trasformata e diverse parti furono ricostruite o rimaneggiate.
Nel Settecento, per adeguare la chiesa al gusto barocco, furono aggiunti stucchi, affreschi e decorazioni policrome che andarono in parte a coprire o affiancare i mosaici medievali. In tempi più recenti, diversi restauri cercarono di restituire importanza alle parti normanne e bizantine originarie, recuperando i mosaici e ripulendo le superfici.
Oggi la chiesa è una delle cose imperdibili da vedere a Palermo, essendo inserita nel percorso arabo‑normanno riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Perché si chiama Chiesa della Martorana?
Il nome Martorana deriva dal vicino monastero femminile benedettino, fondato nella metà del XII secolo da Eloisa Martorana, una nobile palermitana. Il monastero sorse accanto alla chiesa di Giorgio d’Antiochia e, nel corso del tempo, le due istituzioni si intrecciarono sempre di più.
Tra XV e XVI secolo, l’edificio iniziò a essere comunemente indicato come “chiesa della Martorana”, per la forte associazione con le monache e con il complesso monastico.
Le cose da vedere all'interno della chiesa
Per via del grande valore storico e artistico, sono tantissime le cose da vedere all’interno della Chiesa della Martorana, per esempio bisognerebbe ricordare:
- I mosaici bizantini del XII secolo: splendono sulla cupola centrale, sull’abside e sulle pareti, con fondi dorati e figure solenni in stile bizantino. Tra le scene più celebri spiccano il Cristo Pantocratore nella cupola, circondato dagli angeli.
- Il mosaico di Ruggero II incoronato da Cristo: una delle immagini più significative della Sicilia normanna.
- Il mosaico di Giorgio d’Antiochia: il fondatore della Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio è raffigurato in ginocchio ai piedi della Vergine, mentre le offre il modello della chiesa.
- Le decorazioni barocche: stucchi, affreschi e cornici di marmo aggiunti tra Seicento e Settecento rivestono alcune parti della chiesa, soprattutto le navate e le superfici laterali.
- Pavimento cosmatesco e marmi policromi: il pavimento, con i suoi disegni geometrici in tarsie di marmo, e gli altari decorati con intarsi policromi, appartengono alla raffinata tradizione siciliana.
Orari e biglietti per visitarla
La chiesa è generalmente aperta alle visite da lunedì a sabato, dalle 10:00 alle 13:00. In questa fascia oraria è normalmente possibile accedere agli interni, ammirare i mosaici e le decorazioni barocche. L’ingresso alla Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio è soggetto al pagamento di un biglietto di accesso. Il costo intero è di 2 euro, ma sono previste alcune riduzioni: i gruppi di almeno 5 persone, gli over 65 e gli studenti hanno diritto a un biglietto ridotto di 1 euro.
Alcune curiosità sulla Chiesa della Martorana
Oltre alla sua straordinaria bellezza artistica, la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, o della Martorana, racconta anche storie, tradizioni e aneddoti che ne arricchiscono il fascino. Per esempio:
- Il legame con la frutta di Martorana: la tradizione vuole che la celebre frutta, tra i dolci tipici siciliani, sia nata proprio nel monastero accanto alla chiesa. Per stupire un importante visitatore, le monache avrebbero modellato in pasta di mandorla dei frutti così realistici da sembrare veri.
- La doppia identità, latina e bizantina: la chiesa è stata per secoli utilizzata secondo il rito latino, ma la sua struttura e i suoi mosaici nascono da un progetto bizantino. Oggi, con il ritorno stabile del rito bizantino, la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio vive una sorta di “ritorno alle origini”.
- Il campanile non finito: guardando il bellissimo campanile della chiesa è possibile notare come manchi la cupola originaria, abbattuta nel 1726 a seguito di un terremoto.
Dove si trova la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio?
La chiesa si trova in pieno centro storico di Palermo, affacciata sulla scenografica Piazza Bellini. È una posizione strategica, circondata da altri importanti monumenti come la Chiesa di San Cataldo con le sue caratteristiche cupole rosse e il Teatro Bellini, ma anche la bellissima Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.
A piedi da Piazza Pretoria, che si caratterizza per la famosa “Fontana della Vergogna”, bastano pochi passi per arrivare a Piazza Bellini, dove la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio si presenta con il suo profilo inconfondibile. La zona è inoltre servita da diverse linee di autobus urbani che attraversano il centro, come ad esempio le linee numero 101, 102 e 124.
Vivere a Palermo
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