Non è solo un nuovo impianto: è un cambio di passo per chi vive e visita la Val di Fiemme-Obereggen. La funivia appena aperta sul Latemar, nell'area di Predazzo, in provincia di Trento, rende più scorrevoli gli spostamenti, allarga l’accesso alle attività in quota anche a chi non scia e consolida un modello di collaborazione territoriale che da decenni fa la differenza nelle Dolomiti.
La nuova funivia Latemar: perché conta per il territorio
La montagna trentina vive di impianti efficienti e servizi evoluti. In Trentino il sistema funiviario registra circa 100 milioni di passaggi ogni anno e genera ricavi superiori ai 300 milioni di euro, più che raddoppiati nell’ultimo decennio: infrastrutture moderne come questa alimentano un indotto fondamentale per l’occupazione, l’ospitalità e le attività locali.
Nel quadro del comprensorio Latemar Dolomites — il più ampio della Val di Fiemme-Obereggen, con oltre 50 km di piste e accessi da Predazzo, Pampeago e Obereggen — il nuovo collegamento aumenta l’appeal della destinazione e consolida la reputazione internazionale della valle.
Cosa cambia per i visitatori e gli sciatori
I collegamenti più diretti saranno più diretti: da Pampeago si raggiungono in modo immediato le aree dedicate all’apprendimento e i rifugi, facilitando le giornate sulla neve per famiglie e gruppi.
Il nuovo tracciato è dedicato anche a chi vuole fare esperienze anche senza sci: chi preferisce passeggiare, pranzare in quota o accompagnare i più piccoli ha ora un accesso più semplice all’alta montagna.
Accessibilità e sicurezza: due priorità concrete
L’impianto di Latemar nasce senza barriere, con percorsi pensati anche per carrozzine e passeggini. L’attenzione all’accesso universale non è un dettaglio di contorno: significa rendere le Dolomiti più accoglienti per tutti, dagli ospiti con ridotta mobilità alle famiglie con bambini piccoli.
Il tracciato della nuova funivia sul Latemar sorvola un’area molto frequentata, contribuendo a una gestione dei flussi più ordinata e a una convivenza più sicura tra diverse tipologie di utenti.
Un modello di cooperazione che fa scuola
L’apertura cade nell’anno del cinquantennio di collaborazione tra Trentino e Alto Adige: un percorso condiviso di impianti connessi, servizi integrati e standard qualitativi elevati.
La nuova funivia è l’ennesimo esempio di come sinergie pubblico–private e regia interprovinciale possano trasformarsi in vantaggio competitivo per tutto il territorio.
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