“Le città di pianura” è il film che ha sbancato ai premi David di Donatello 2026 vincendo 8 statuette in categorie sia tecniche che artistiche. Il film è ambientato quasi interamente tra le strade, i bar di provincia e i paesaggi piatti della pianura veneta. La pellicola di Francesco Sossai non utilizza set fittizi: i luoghi dove è stato girato Le città di pianura, sono molti e localizzati tra Belluno, Treviso, Padova e Venezia, spesso anche facilmente visitabili.
Tutte le location venete dove è stato girato Le città di pianura
Il film di Francesco Sossai si muove in un arco relativamente ristretto del Nordest, sfruttando in modo mirato differenze di paesaggio e atmosfera tra pedemontana, pianura interna e area lagunare. I luoghi dove è ambientato il film Le città di pianura sono tutti paesi, strade e scorci del Veneto.
Sedico, Feltre e Cesiomaggiore: l’inizio nelle campagne bellunesi
Le prime tappe del film sono ambientate in provincia di Belluno, tra Sedico, Feltre e Cesiomaggiore. Le strade che scendono dalla pedemontana bellunese verso la pianura veneta sono protagoniste di molte inquadrature in auto: la macchina da presa segue il trio tra fabbriche, campi coltivati, distributori aperti fino a tardi.
In lontananza, spesso, si intuiscono i profili delle montagne che si allontanano man mano che l’auto procede verso sud.
Memoriale Brion a San Vito d’Altivole: il finale del viaggio
Il Memoriale Brion, a San Vito d’Altivole, è uno dei luoghi chiave del film. Progettato da Carlo Scarpa tra il 1969 e il 1978, il complesso è un’opera di architettura funeraria immersa nella campagna trevigiana, accanto al cimitero del paese.
Nel film si vedono i protagonisti camminare tra muri inclinati, specchi d’acqua, aperture circolari e geometrie tipiche di Scarpa, fino ad avvicinarsi alla zona in cui si trova la tomba dell’architetto stesso.
Treviso e l’aeroporto: arrivi e partenze
Una parte importante delle sequenze in movimento è girata tra Treviso e l’area dell’aeroporto “Antonio Canova”. È qui che si sviluppano le scene legate al personaggio di Genio, l’amico che i tre devono raggiungere, e che danno origine ad alcuni dei momenti più ironici del film.
Treviso città appare anche attraverso brevi inquadrature di strade, incroci e quartieri periferici.
Cadoneghe e Brugine: la villa e il finto sopralluogo tecnico
Tra le sequenze più memorabili c’è quella ambientata in un’antica villa veneta, location che unisce il fascino dell’architettura storica alla comicità di situazione. Questa parte del film è stata girata tra i comuni di Cadoneghe e Brugine, in provincia di Padova, e mostra uno dei pochi interni signorili dell’intera pellicola.
In questa scena, l’ambientazione è fondamentale: il contrasto tra la raffinatezza dell’edificio e la precarietà esistenziale del trio protagonista sottolinea uno dei temi centrali del film, cioè la distanza tra le vite possibili e quelle realmente vissute.
Noale, Chioggia e Venezia: strade, campi e laguna
Avvicinandosi alla fine del viaggio, il film si sposta verso la provincia di Venezia, alternando borghi di pianura, scorci lagunari e brevi incursioni nella città di Venezia. Queste tappe danno al racconto un respiro diverso, portando il trio fuori dal perimetro stretto di bar e capannoni industriali.
- Noale: i vicoli, le piazzette e alcuni tratti di mura storiche evocano l’atmosfera dei piccoli centri veneti. Qui le soste al bar per “l’ultimo” bicchiere assumono un tono malinconico, tra luci calde e sfondi di provincia.
- Chioggia: canali, ponti e scorci sulla laguna introducono la dimensione dell’acqua nel film. Le inquadrature non sono da cartolina turistica, ma colgono il lato più vissuto della città, tra pescatori, bar di fronte ai canali e stradine.
- Venezia (Santa Croce e Campo dei Tolentini): quando il gruppo arriva a Venezia, le riprese si concentrano soprattutto nel sestiere di Santa Croce e nella zona di Campo dei Tolentini, vicino all’università di Architettura IUAV. È una scelta coerente con il percorso di Giulio, che si muove tra calli e campi non da turista, ma da studente e viaggiatore spaesato.
Il film guarda alla laguna non come meta esotica, ma come tappa naturale di un viaggio iniziato ai piedi delle montagne e finito tra canali e pietra d’Istria.
Le città di pianura: la trama
Il protagonista è Filippo Scotti, nei panni di Giulio, un timido studente di architettura che si trova, quasi per caso, coinvolto in un viaggio notturno con due figure borderline: Carlobianchi e Doriano. Questi due cinquantenni sono interpretati da Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla. Sono due cinquantenni spiantati, ex operai di una fabbrica di occhiali, che vivono tra lavori saltuari, ricordi di gioventù e una sequenza infinita di “ultimi bicchieri” bevuti nei bar della provincia.
L’incontro con Giulio avviene quasi per caso, ma diventa il motore narrativo del film. Il ragazzo, impacciato e sensibile, si ritrova a condividere con loro un viaggio on the road che attraversa la pianura veneta: si parte dalle zone pedemontane del Bellunese, si scende verso Treviso e la sua periferia, si toccano piccoli paesi e ville della provincia di Padova, fino ad arrivare alla laguna veneziana e al Memoriale Brion di Carlo Scarpa.
Cast, regia e riconoscimenti
“Le città di pianura” è diretto dal regista bellunese Francesco Sossai, classe 1989, che con questo film porta al cinema una storia di provincia profondamente veneta ma dal respiro universale.
- Regia: Francesco Sossai.
- Sceneggiatura: Francesco Sossai, Adriano Candiago.
- Cast: Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran, Genio.
- Produzione: Vivo Film, Rai Cinema, Maze Pictures.
- Distribuzione: Lucky Red.
- Durata film: 98 minuti.
- Anno: 2025.
- Dove vederlo: su alcune piattaforme streaming, tra le quali MUBI e Amazon Prime Video.
- Riconoscimenti: "Le città di pianura" ha vinto 8 David di Donatello all'edizione 2026, risultando il film più premiato dell’anno. Tra i riconoscimenti conquistati ci sono miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale e miglior attore protagonista.








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