In un angolo silenzioso della Toscana sgorgano 42 sorgenti calde che non conoscono stagioni. Il vapore sale dai campi, si sente un lieve odore di zolfo e, a pochi metri dal centro storico, si può entrare in acqua gratuitamente in antichi vasconi di pietra. San Casciano dei Bagni è un luogo dove il termalismo è quotidiano: esiste da millenni, ha affascinato Etruschi e Romani e continua a farlo oggi, tra resort panoramici e bagni liberi. La sorpresa è proprio questa convivenza: benessere "di lusso" e vasche pubbliche convivono a brevissima distanza.
I vasconi liberi di San Casciano: Bagno Grande e Bagno Bossolo
A poche centinaia di metri dal centro di San Cascino dei Bagni si incontrano i vasconi di Bagno Grande e Bagno Bossolo, alimentati in continuo dalle sorgenti. L'acqua calda crea un idromassaggio naturale fatto di bolle e piccoli zampilli che rendono l'immersione sorprendentemente piacevole anche nelle giornate fredde.
Bagno Grande appare come un abbraccio lattiginoso: il fondo rilascia leggere nuvole di calcare che velano l'acqua. Bagno Bossolo è più raccolto ed è legato alla tradizione popolare che attribuisce benefici alle scottature della pelle. L'accesso è gratuito e il contesto è dominato dal vapore che si alza tra campi e muretti.
Un borgo ad anello tra castello, vicoli e chiese
Il centro storico si sviluppa in cerchio sulla sommità di un colle, con le case che seguono la curva delle antiche mura. All'arrivo, lo sguardo è richiamato dal profilo del castello neogotico con una torre elegante: nonostante la costruzione attuale sia dei primi del Novecento, l'insieme dialoga con naturalezza con il tessuto medievale circostante.
Da Piazza Matteotti, un balcone affacciato sulla campagna, si abbracciano con lo sguardo colline coltivate, filari di cipressi e campi che cambiano colore secondo la stagione. È il punto di partenza ideale per un percorso in Valdichiana.
La Collegiata e gli interni da scoprire
La Collegiata di San Leonardo è il baricentro religioso e visivo del paese. L'impianto nasce in epoca medievale, si modifica tra Cinquecento e Settecento e custodisce un portale in travertino decorato da motivi vegetali che rimanda all'origine gotica. All'interno, le tre navate ospitano un fonte battesimale quattrocentesco e, sull'altare maggiore, una pala di Pietro di Francesco Orioli dedicata all'Incoronazione della Vergine con i santi, databile alla fine del Quattrocento.
Il campanile, con orologio e cinque campane, è stato completato nel 1606 e guida l'orientamento tra le vie. Intorno, la densità di opere e particolari racconta secoli in cui prelati e personalità scelsero queste acque per le cure.
Chiese, palazzo civico e memorie antiche
Pochi passi separano la Collegiata dalla chiesa di Sant'Antonio, rinnovata nel Settecento con interno barocco, abside circolare, colonne in finto travertino e stucchi firmati dal mastro Pietro Sperone; nella navata spicca una Madonna con Bambino lignea dal sapore tardo trecentesco.
Il Palazzo Comunale, già Palazzo di Giustizia e residenza del Podestà, mostra sulla facciata e nell'atrio gli stemmi in pietra dei magistrati cittadini; una colonna laterale conserva incise le antiche unità di misura locali. Negli uffici comunali si trova anche un'urna funeraria etrusca in terracotta, traccia eloquente della lunga continuità insediativa.
Da vedere inoltre la chiesa della Santissima Concezione, piccola cappella cinquecentesca con un grande affresco di Niccolò Circignani detto il Pomarancio, e la figura del Beato Pietro, eremita legato alla tradizione del luogo.
Fuori dalle mura, la chiesa di Santa Maria della Colonna sorge dove un tempo si trovava un tempietto pagano dedicato a Igea; all'interno, un altare rinascimentale del XVI secolo e affreschi riconducibili alle scuole senese e orvietana.
Castelli e frazioni: Fighine e la Torre di Celle
Nel territorio comunale, tra boschi e strade bianche, si incontra , minuscolo nucleo dominato da un castello dell'XI secolo. L'impianto è quadrangolare con torri d'angolo differenti: una quadrata più alta detta torre vecchia, una semiottagonale presso la porta d'accesso e un'altra ottagonale.
Una delle torri è stata inglobata come abside nella chiesa di San Michele Arcangelo, che conserva tele con santi, tra cui un San Michele firmato da Bonichi di Lucignano a metà Settecento. Il complesso è di proprietà privata e si osserva dall'esterno; ospita anche un ristorante stellato guidato dallo chef Heinz Beck.
Come arrivare e quando andare
San Casciano dei Bagni si trova nel sud della provincia di Siena, in posizione strategica tra Valdichiana, Umbria e Lazio. Nei dintorni si raggiungono facilmente Cetona (circa 10 km), Sarteano (circa 13 km) e Bagni San Filippo (circa 15 km), utile per chi desidera un itinerario termale di più giorni.
Per chi si muove in auto, il riferimento è l'Autostrada del Sole (A1) con uscite Valdichiana o Chiusi-Chianciano Terme e poi strade provinciali tra colline e campi coltivati. In treno, le stazioni utili sono Chiusi-Chianciano Terme o Fabro-Ficulle sulla linea Firenze-Roma, con prosecuzione in autobus regionali o taxi. Gli aeroporti più comodi sono Firenze, Pisa, Roma e Perugia, da cui si prosegue con auto a noleggio o combinazioni treno+bus.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In questo borgo della Toscana ci sono ben 42 sorgenti termali: ecco dove fare il bagno gratis tutto l’anno








per commentare devi effettuare il login con il tuo account