A pochi chilometri dalla costa adriatica, tra la Val di Sangro e la Majella, si apre un canyon sorprendente dove la luce filtra dall'alto e il torrente San Leo modella la roccia. Le Gole di Pennadomo restano fuori dai circuiti più affollati e, proprio per questo, preservano un'atmosfera rara. Si tratta di un angolo d'Abruzzo che unisce natura, arrampicata e borghi, con costi contenuti e facilità di accesso in giornata.
Pennadomo, il borgo nella roccia
Pennadomo sorge in provincia di Chieti, raccolto su uno sperone che domina il paesaggio tra falesie calcaree e boschi. All'ingresso del paese un belvedere apre sulla distesa del Lago di Bomba, con scorci che nei giorni limpidi spingono lo sguardo fino al massiccio della Majella.
Il centro storico è compatto, fatto di vicoli stretti, scalinate e case in pietra, in un contesto dove la roccia detta ancora il ritmo. Il toponimo richiama proprio i grandi affioramenti calcarei che caratterizzano l'area, elemento identitario visibile in ogni direzione. Un punto icona è la zona della Croce, balcone naturale che riassume in un colpo d'occhio lago, vallata e cime sullo sfondo.
Dentro le Gole: cosa aspettarsi
Ai piedi del borgo, quasi nascosto, si apre l'accesso alle Gole della Gran Giara. L'ingresso è discreto, accanto a un piccolo ponticello, ma pochi passi bastano per ritrovarsi tra pareti ravvicinate con stratificazioni grigio-ocra e fenditure dove la luce scende a lame.
Il percorso è contenuto e senza passaggi estremi, ma resta un ambiente naturale vero: fondo roccioso, tratti fangosi e scorrimento d'acqua variabile secondo la stagione. Al termine del tratto più chiuso il torrente si getta nella Cascata della Gran Giara, che aggiunge il suono dell'acqua a una scenografia già notevole.
Falesie per arrampicare: le pareti più note
Il colpo d'occhio sulle falesie spiega subito perché Pennadomo sia una meta nota nell'arrampicata abruzzese. Le pareti del Resegone e del Resegone Est, insieme a Cima Fumosa e alle Placche dell'Oasi (note anche come "Le Lisce"), offrono calcare compatto e linee tracciate su difficoltà variabili.
Quando andare: stagioni e condizioni
La primavera e l'inizio dell'estate sono i periodi che valorizzano il canyon: il San Leo scorre più generoso e la Cascata della Gran Giara risulta più scenografica. All'interno delle gole la temperatura resta fresca anche nelle ore centrali.
L'autunno, con boschi in trasformazione e clima ancora favorevole, invita a camminate e uscite in falesia. In piena estate, nonostante il caldo all'esterno, l'interno del canyon mantiene un microclima mitigato dall'acqua. In ogni stagione conviene monitorare meteo locale e condizioni del torrente prima della partenza.
Come arrivare: itinerario semplice dalla costa
Pennadomo si raggiunge agevolmente dall'autostrada A14 (direzione Taranto), con uscita consigliata a Val di Sangro. Da lì si prosegue lungo la SS652 verso Bomba e poi si seguono le indicazioni per Pennadomo, su una salita a curve con affacci continui sul lago e sulla valle.
Chi viaggia in treno può fare riferimento alle stazioni della dorsale adriatica e proseguire con auto a noleggio o autobus locali, verificando gli orari stagionali. Per chi arriva da lontano sono utili gli aeroporti regionali e limitrofi, con ultimo tratto su strada verso la Val di Sangro.
Lago di Bomba: pause sull'acqua e kayak
A poca distanza dal borgo il Lago di Bomba invita a cambiare ritmo. La riva consente passeggiate panoramiche e aree di sosta, mentre il noleggio di kayak, spesso con guide locali, offre una lettura diversa del paesaggio, tra riflessi e quiete interrotta solo dalle pagaie.
Nei dintorni: borghi, castelli e natura spettacolare
In un raggio contenuto si trovano luoghi che raccontano l'Abruzzo da prospettive diverse, combinando storia, scenografie rocciose e acqua. Un itinerario ragionato consente di concentrare molto in poco tempo, mantenendo costi e spostamenti sotto controllo.
- Castello di Roccascalegna: fortificazione arroccata su uno sperone, con borgo medievale ai piedi. Location scelta per riprese di "Il racconto dei racconti" e "Il nome della rosa".
- Altino e Casoli: il primo è legato al peperone dolce e alla cucina locale; il secondo rientra tra i Borghi Più Belli d'Italia, con vedute sulla campagna.
- Cascate del Verde (Borrello): tra le più alte dell'Appennino. All'interno di una Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF con sentieri e punti panoramici; accesso regolamentato con biglietto.
- Montebello sul Sangro: il vecchio centro, segnato da una frana negli anni Sessanta, ospita oggi "Buonanotte Contemporanea", percorso d'arte a cielo aperto tra ruderi e installazioni.
- Fara San Martino: patria della pasta con il pastificio De Cecco (visitabile su richiesta) e accesso alle Gole di San Martino; per i più allenati, sentieri verso il Monte Amaro nel Parco della Majella.
- Torricella Peligna: sito romano di Juvanum con templi, foro e teatro leggibili; ogni anno ospita il John Fante Festival dedicato allo scrittore italoamericano.
- Grotte del Cavallone: percorso speleologico attrezzato tra sale e concrezioni, legato alla "Figlia di Iorio" di D'Annunzio; aperture soggette a stagione e meteo.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un set cinematografico tra pareti di roccia e canyon segreti: ecco l’angolo d’Abruzzo che devi scoprire subito








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