Si può attraversare una città intera senza bagnarsi, per 62 chilometri, tra archi, volte e mattoni color terracotta. Succede a Bologna, dove i portici sono diventati nel 2021 Patrimonio Mondiale UNESCO. Mentre fuori piove o il sole picchia, sotto le arcate la vita scorre: botteghe, bar, librerie, biciclette e sguardi che si incrociano all'ombra. Camminare qui significa muoversi in un paesaggio architettonico costruito nei secoli per rendere la città più vivibile in ogni stagione.
San Luca: 3.796 metri e 666 arcate
Il portico di San Luca è il percorso più iconico: 3.796 metri di galleria continua, scanditi da 666 arcate, che dalla città portano al Santuario della Madonna di San Luca. La salita alterna rampe e tratti in piano, con un ritmo regolare che invita a camminare con calma. È amata perché unisce devozione, sport e panorami: lungo il percorso lo sguardo si apre sui tetti rossi e sulle colline, mentre le colonne dettano il passo.
Dove il portico diventa piazza: gli scorci da ricordare
Lungo via Santo Stefano la sequenza di colonne regolari accompagna verso il complesso delle Sette Chiese, con una luce filtrata che crea penombra morbida nelle giornate calde. Poco distante, il portico dei Servi in direzione di Porta Maggiore sorprende per l'ampiezza: lo spazio si allarga fino a sembrare una piazza coperta, ideale per mercatini e soste all'aperto nelle stagioni miti.
Dal Pavaglione, elegante galleria di negozi e librerie, lo sguardo corre naturalmente alle torri: portici e verticalità medievale compongono un binomio inconfondibile. Sotto il porticato di Palazzo della Mercanzia, tra stemmi scolpiti e decorazioni in pietra vicino a piazza Maggiore, riaffiora la Bologna delle corporazioni e degli affari.
Dalla trovata medievale alla regola civica
Per capire perché Bologna sia "la città dei portici" bisogna tornare al Medioevo. Con la nascita dell'Università nel 1088, l'arrivo di studenti e studiosi impose di creare spazi abitativi senza sottrarre suolo alle strade, essenziali per mercato e vita pubblica. La soluzione fu estendere i piani superiori delle case, sostenendoli con colonne affacciate sulla via: al piano alto nuovi ambienti, a livello strada corridoi coperti.
Le prime strutture erano spesso in legno; col tempo prevalsero mattoni e pietra, con archi inseriti nell'architettura degli edifici. L'idea funzionò così bene da diventare regola: nel 1288 il Comune regolamentò i portici, imponendone l'aggiunta alle case esistenti e l'inclusione nelle nuove costruzioni.
La varietà costruttiva - dai portici architravati di Santa Caterina alle volte del Pavaglione o di Palazzo della Mercanzia - e il loro ruolo sociale hanno portato al riconoscimento UNESCO, a testimonianza di un sistema urbano ideato per favorire relazione, commercio e fruizione della città oltre le barriere climatiche.
Itinerario al coperto tra portici e torri
Per apprezzare davvero la rete dei portici conviene alternare i segmenti più frequentati a quelli dove l'atmosfera è più quotidiana. Tra una galleria e l'altra si scoprono corti, chiese e botteghe con tende di tela e insegne dipinte a mano. È nei tratti più bassi e raccolti che il legame tra architettura e vita di quartiere si percepisce con più chiarezza. Anche nei giorni di maltempo si può mantenere un itinerario continuo, incrociando arcate strette e camminamenti larghi senza perdere riparo.
Di seguito alcuni tratti da includere, costruendo un percorso che unisca scenografia e dettagli storici:
- Via Santo Stefano - Sette Chiese: sequenza regolare di colonne e aperture su corti e chiese.
- Portico di San Luca: 3.796 metri e 666 arcate fino al Santuario sul Colle della Guardia.
- Portico dei Servi verso Porta Maggiore: spazio ampio che funziona come piazza coperta.
- Pavaglione: galleria elegante con negozi e librerie, prospettiva naturale sulle torri.
- Palazzo della Mercanzia: stemmi e decorazioni in pietra, memoria delle corporazioni medievali.
- Via Indipendenza: flusso vivace, utile da alternare a zone più raccolte.
Come arrivare a Bologna e quando andare
Bologna è un nodo strategico dell'Italia del Nord e si raggiunge facilmente in treno, auto e aereo. La stazione è vicina al centro storico, così che in pochi minuti - a piedi o con i mezzi - si è già sotto i primi portici. In auto la città è servita da assi autostradali importanti; conviene informarsi in anticipo sulle ZTL del centro e valutare parcheggi esterni ben collegati. L'aeroporto offre collegamenti nazionali e internazionali, con servizi dedicati verso la città.
Il periodo migliore dipende dalle preferenze. Nelle mezze stagioni la luce valorizza il colore dei mattoni e le temperature invitano a camminare a lungo. In estate le arcate proteggono dal caldo, regalando ombra e aria più fresca rispetto alle strade scoperte. In inverno il portico diventa scudo dalla pioggia, con la comodità di fermarsi tra bar e trattorie per una pausa.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In questa città italiana puoi camminare per 62 km senza mai bagnarti: è un labirinto di archi da sogno unico al mondo








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