Quali sono le città fantasma in Italia e come si visitano? Un itinerario perfetto per Halloween

Quali sono le città fantasma in Italia e come si visitano? Da Craco a Monterano Antica: borghi abbandonati, storie, accessi e consigli pratici.
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Monterano Antica - Elisabetta Rosetti, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

L'Italia è conosciuta per i borghi vivi e curatissimi, ma esiste anche un'altra geografia, fatta di paesi svuotati e rimasti fermi al giorno dell'addio. I paesi abbandonati nella Penisola sono oltre mille, alcuni sono mucchi di ruderi invasi dalla vegetazione, altri conservano ancora mobili, utensili e insegne di negozi. Visitare una città fantasma in Italia significa quindi attraversare un pezzo di storia sociale del Paese, non soltanto un set fotografico suggestivo.

Craco (Basilicata): il borgo fermo al 1963

Craco è probabilmente la città fantasma del sud Italia più celebre. Il paese ebbe origine nel X secolo e, ai tempi di Federico II, divenne una roccaforte strategica sotto il profilo militare. La vita proseguì fino al 1963, quando frane e smottamenti costrinsero gli abitanti a trasferirsi altrove. 

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Oggi il borgo fantasma della Basilicata è un labirinto di case in pietra, torri e chiese in bilico sul versante argilloso. Il cinema lo ha reso famoso nel mondo: qui sono state girate scene de "La Passione di Cristo" di Mel Gibson e di "Quantum of Solace", film della saga di James Bond. Il punto di partenza più comodo è Matera, a breve distanza in auto o con tour organizzati.

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Giacomo Resta, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Apice Vecchia (Campania): la "Pompei del '900"

Apice Vecchia sorge a circa 12 chilometri da Benevento ed è considerata da molti il borgo fantasma più affascinante d'Italia. Il soprannome "Pompei del '900" deriva dall'aspetto di vicoli, botteghe e case rimasti come congelati. La causa dell'abbandono fu il terremoto del 21 agosto 1962, dopo il quale il Ministero dei lavori pubblici ordinò l'evacuazione dei circa 6.500 abitanti. 

Una parte della popolazione restò fino al 1980, quando il terremoto dell'Irpinia costrinse gli ultimi residenti a lasciare il paese. Il borgo è stato messo in sicurezza, ma la visita richiede di seguire i percorsi autorizzati nei pressi del castello. 

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Apice Vecchia - Mentnafunangann, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Monterano Antica (Lazio): rovine e set cinematografico

Monterano Antica si trova nel territorio di Canale Monterano, poco a nord del Lago di Bracciano. L'area fu abitata già da etruschi e romani e in seguito passò sotto il controllo del papato; l'abbandono avvenne alla fine del Settecento, dopo un'invasione delle truppe francesi e un'epidemia di malaria. 

Oggi il sito è un vero museo a cielo aperto, con il castello medievale, il convento di San Bonaventura, la Fontana Capricciosa con la statua del leone e i ruderi della cattedrale. Le sue rovine hanno fatto da sfondo a film come "Ben-Hur" di William Wyler (1959), "Brancaleone alle crociate" (1970) e "Il marchese del Grillo" (1980). Il sito rientra nella Riserva naturale Monterano, e il percorso a piedi attraversa un paesaggio boschivo molto piacevole.

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Monterano Antica - Paolo Stefanini, CC BY 4.0 Wikimedia commons

Noto Antica (Sicilia): la città che nacque due volte

Noto Antica racconta un abbandono particolare, perché nacque da una scelta di ricostruzione e non da un declino lento. Il terremoto del 1693 rase quasi al suolo l'abitato, e la nuova Noto fu edificata a qualche chilometro di distanza. L'antico insediamento è rimasto come testimonianza medievale: restano la Porta della Montagna, i ruderi del castello di origine medievale, resti di chiese e palazzi nobiliari. 

La visita assume i tratti di una piccola avventura archeologica all'aperto. Chi sceglie questa meta può abbinarla alla visita della Noto barocca e dintorni, per capire come dal crollo di una città ne sia nata un'altra.

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Castello di Noto Antica - Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Consonno (Lombardia): la "città dei balocchi" di Olginate

Consonno, frazione di Olginate in provincia di Lecco, è un caso a parte: non fu abbandonata perché povera, ma perché trasformata in un parco di divertimenti che non resse il tempo. Negli anni Sessanta un imprenditore edile ne fece una sorta di "Las Vegas italiana", pensata per feste, weekend e brevi vacanze. In cambio dell'approvazione del progetto da parte del consiglio comunale di Olginate, nel 1961, si offrì di costruire la strada di accesso. 

Al posto del borgo nacquero ristoranti, sale da ballo, un hotel di lusso, un castello in stile medievale e un centro commerciale con un minareto, oggi la struttura più famosa. Il declino fu rapido e fu accelerato da una frana, datata comunemente al 1976, che interruppe l'unica via d'accesso. Dopo un tentativo di riconversione in residenza per anziani, il luogo fu lasciato all'abbandono.

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Consonno - Marco Sbroggiò, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Pentedattilo (Calabria): il borgo a forma di mano

Il nome Pentedattilo deriva dal greco Penta Daktylos, cioè «cinque dita», e richiama i cinque spuntoni di roccia che emergono dal monte Calvario. Lo spopolamento cominciò dopo il terremoto del 1783 e si concluse nella seconda metà del Novecento con la partenza dell'ultimo abitante. 

Nel 1686 il borgo fu teatro di una sanguinosa faida tra famiglie nobiliari, la cosiddetta "strage degli Alberti". Da quell'episodio sono nate leggende di fantasmi che, secondo il racconto popolare, si aggirerebbero ancora tra le case. L'ultimo tratto per raggiungerlo è a piedi, perché la strada diventa troppo stretta e ripida.

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Pentedattilo - GJo, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Toiano (Toscana) e Scoppio (Umbria): due borghi di collina

Toiano, in provincia di Pisa, è un borgo medievale disabitato da circa mezzo secolo. Fu lasciato per le scarse prospettive di lavoro e per un territorio franoso, e nelle case è ancora possibile scorgere mobili e suppellettili dell'epoca. Dal belvedere si vedono Volterra e San Miniato. 

Scoppio, in provincia di Terni, sui Monti Martani, fu abbandonato negli anni Cinquanta dopo diversi terremoti, quando contava circa 25 famiglie. Conserva la chiesa romanica di San Michele Arcangelo, risalente circa all'XI secolo e ancora affrescata. 

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Toiano - Jason OX4, CC BY-SA 2.0 Flickr

I borghi fantasma si possono visitare gratuitamente?

Dipende dal luogo. Alcuni borghi, come Monterano Antica secondo una guida di viaggio, hanno ingresso gratuito, mentre altri, come Craco, prevedono una visita guidata a pagamento. 

In altri casi l'accesso è libero ma non regolato, con rischi legati alla stabilità degli edifici. Prima della visita è utile verificare sul sito del Comune o dell'ente gestore.

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