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Esecuzioni giudiziarie, meno case all’asta nel terzo trimestre: ecco perché

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Autore: Redazione

Una ripresa solo apparente quella del settore delle aste in Italia. Almeno secondo i dati di Reviva, la società di vivacizzazione delle aste che ha analizzato lo stato dell’arte del settore nel terzo trimestre 2021. Secondo quanto rilevato il numero di aste immobiliari nel 2021 è superiore a quello dell’anno precedente, come anche la somma delle offerte minime. Tuttavia si riducono le aste con oggetto immobili residenziali. Ecco perché.

“Le aspettative diffuse erano che successivamente alla revoca delle sospensioni delle procedure esecutive “prima casa” avvenuta a fine giugno, ci sarebbe stata una progressiva ripresa delle aste a partire da settembre/ottobre. Quanto abbiamo osservato è che c’è stato un buon numero di aste fissate a luglio, mentre a settembre purtroppo segnali di ripresa concreti ancora non ci sono stati, a testimonianza della poca reattività dei tribunali che non hanno ancora ripreso prontamente le attività di vendita. Ci aspettiamo, però, che queste possano andare a crescere nuovamente nei mesi di ottobre e novembre”. Così commenta Giulio Licenza, Co-founder di REVIVA.

Il terzo trimestre 2021 ha visto infatti 34.976 aste immobiliari in tutta Italia: un dato che dimostra una forte crescita rispetto all’anno passato (il Q3 del 2020 aveva infatti registrato circa 16.000 aste). La ripresa però è stata faticosa: a luglio 2019 le aste sono state 28.274, a luglio 2020 solo 3.815 mentre, nello stesso mese del 2021, 19.334. Il mese di settembre, in conclusione, vede in comparazione 25.003 aste (2019), 12.091 (2020) e 15.264 (2021). Questo dimostra, quindi, che il settore non è affatto ripartito secondo le aspettative degli operatori del settore, registrando un calo complessivo del -35,3% rispetto alle 54.082 del Q3 2019.

Più che raddoppiata è anche la somma delle offerte minime, se paragonata allo stesso periodo del 2020: 4.876.272,93 euro nel 2021 contro i 2.080.261,37 euro del 2020, ma con un calo del 31,8% rispetto al Q3 2019.

Analizzando le asset class oggetto delle aste fissate nel Q3 2021, si denota come la tipologia di immobili che ha subito una riduzione maggiore sia stata proprio quella residenziale, che ancora risente della sospensione delle procedure aventi ad oggetto gli immobili prima casa. Nonostante questa misura sia venuta meno a fine giugno infatti, vi è ancora poca reattività dei tribunali e delegati nella pubblicazione di nuovi esperimenti di vendita.

“Oltre al calo dell’offerta di immobili in asta, anche la prevalenza di aste non-residenziali, naturalmente meno liquide, hanno influito negativamente sui recuperi dei crediti secured in questi mesi, - spiega  Ivano De Natale, Co-founder di REVIVA. - Per migliorare la ripresa delle vendite e la vendita degli asset in asta c’è la necessità di investire in attività di marketing sia off che on line, per riuscire così a convogliare un maggior numero di acquirenti in asta” . In questo modo le trattative possono diventare più vantaggiose sia per i debitori che per i creditori, traducendosi in un vantaggio economico per tutto il Paese.