Come scegliere il terreno, il clima e le tecniche giuste per avviare un pistacchieto produttivo e ottenere rendimenti elevati.
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pistacchieto
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Il pistacchio è da qualcuno chiamato “oro verde”: oltre a essere una pianta che cresce ottimamente in zone mediterranee, può essere anche molto redditizia. Il pistacchio è infatti una coltura che richiede pazienza, competenze tecniche e una progettazione accurata fin dall’inizio, ma che, se gestita bene, può dare grandi soddisfazioni. Se hai dei terreni a disposizione, ecco quindi tutti i consigli per coltivare un pistacchieto in Italia.

Qual è il terreno ideale per il pistacchio?

Il pistacchio è tendenzialmente una specie rustica, cioè capace di adattarsi a condizioni difficili, soprattutto su terreni poveri e interessati da siccità. Tuttavia, se l’obiettivo è quello di iniziare una vera e propria coltura di pistacchi non basta un terreno qualsiasi.

Il terreno ideale è tendenzialmente sciolto, ben drenato e mai soggetto a ristagni idrici. Inoltre, è preferibile un terreno leggermente calcareo, dove il pistacchio si comporta molto bene, rispetto a suoli pesanti e argillosi.

Parlando delle altre caratteristiche, le profondità superiori ai 70–80 cm permettono alla pianta di sviluppare un apparato radicale robusto e profondo, capace di affrontare meglio periodi di siccità. Un altro parametro chiave è il pH. Il pistacchio tollera bene pH subalcalini e alcalini, in un intervallo che va indicativamente da 7 a 8,5. Su terreni fortemente acidi (pH < 6,5) conviene valutare interventi correttivi.

coltivare un pistacchieto
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Dove si possono coltivare i pistacchi in Italia

Il terreno è fondamentale, ma a contare molto è anche la zona di coltivazione. Il pistacchio è una specie tipica dei climi aridi e semi-aridi, con inverni miti e non troppo piovosi ed estati calde, secche e luminose. Proprio per questo, in Italia la coltivazione tradizionale è nata e si è consolidata soprattutto nelle regioni meridionali. Le regioni dov’è più diffusa la coltivazione del pistacchio sono:

  • La Sicilia: qui si trovano le aree più vocate e famose, come Bronte e Adrano sull’Etna, Raffadali in provincia di Agrigento e altre zone interne e collinari.
  • Oltre alla Sicilia, buone prospettive per coltivare un pistacchieto esistono anche in altre regioni del Sud, come Puglia (soprattutto aree interne e collinari della Murgia), Basilicata, Calabria e Sardegna, dove il clima caldo-secco e le scarse gelate invernali permettono al pistacchio di esprimere bene il suo potenziale.
  • Nelle regioni del Centro Italia, la coltivazione del pistacchio è possibile ma va valutata con molta attenzione zona per zona. Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e alcune aree della Toscana hanno mostrato risultati interessanti.

Quanti anni impiega un pistacchio per produrre frutti

Rispetto ad altre specie di piante che producono frutta, il pistacchio diventa produttivo in maniera abbastanza lenta, ma ripaga con una lunga vita e con rese, nel tempo, spesso superiori alle colture più rapide.

In media, un albero di pistacchio innestato comincia a produrre le prime quantità significative di frutti tra il quinto e il settimo anno dopo l’impianto, a seconda di diversi fattori. Nonostante ciò, anche prima è possibile cogliere alcuni frutti. La fase di piena produzione, in condizioni ottimali, si raggiunge di solito tra il decimo e il dodicesimo anno. Per questo, valutando se coltivare o meno dei pistacchi bisgona ragionare su un orizzonte temporale di almeno 10–15 anni.

coltivare un pistacchieto
Hukketto, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Quanto rende un ettaro coltivato a pistacchi

Ragionando dal punto di vista economico vale la pena chiedersi: quanto può rendere un ettaro? Naturalmente il reddito dipende da variabili come densità d’impianto, sistema di allevamento, livello di meccanizzazione, zona climatica, prezzo di mercato e grado di trasformazione del prodotto.

In condizioni produttive buone, un pistacchieto adulto può raggiungere produzioni medie annuali di circa 1–1,5 tonnellate di pistacchio in guscio per ettaro. Nelle annate di carica, in aree molto vocate e con gestione tecnica elevata, si possono superare anche i 2.000 kg/ha.

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Pistacchio in vaso: è possibile coltivarlo?

Per prendere confidenza con questa meravigliosa coltura, è anche possibile coltivare un piccolo pistacchio in vaso, anche se spesso si tratta principalmente di specie più ornamentali e amatoriali che produttive, perché la pianta in contenitore sarà inevitabilmente limitata nello sviluppo e nella resa.

Il vaso deve essere ampio e profondo: si può iniziare con contenitori da 30–40 litri e, man mano che la pianta cresce, passare a vasi da 60 litri o più. Il substrato deve essere ben drenante, leggero e ricco di sostanza organica, evitando terricci compatti che trattengono troppa acqua.

Ricorda poi che il pistacchio ama il sole pieno: posiziona i vasi in un punto molto luminoso, preferibilmente esposto a sud o sud-ovest, riparato dai venti freddi. Il tipo di irrigazione va gestito con attenzione: in estate le piante in vaso si seccano rapidamente e hanno bisogno di annaffiature regolari, ma sempre evitando ristagni. 

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